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Ciclismo, Chris Froome positivo al doping si difende: «Farmaco per l'asma»

Ciclismo, Froome
positivo al doping

Ancora ombre sul ciclismo e questa volta il male oscuro del doping ha colpito il pluri campione Chris Froome, il britannico vincitore di 4 Tour de France e che proprio in questa stagione aveva vinto due grandi giri ed ora per lui è a rischio la vittoria alla Vuelta. La positività al salbutamolo, che è un anabolizzant,  già confermata dalle controanalisi sarebbe relativa alla 18 tappa della Vuelta, la grande corsa a tappe spagnola vinta proprio dal capitano della Sky e da notare come proprio in quella giornata Froome riuscì a chiudere la frazione con 20" di vantaggio su Vincenzo Nibali.

Il farmaco incriminante per l'appunto è il salbutamolo, sostanza utilizzata nei broncodilatatori per malattie come l'asma. Chris Froome che attualmente è in ritiro con il suo team a Mallorca, ha confermato l'utilizzo del farmaco, sottolineando però che lui è asmatico e che l'utilizzo del medicinale era stato dichiarato poiché un utilizzo eccessivo poteva essere associato ad un comportamento scorretto.
Riguardo questa vicenda sembra che ci sia tranquillità anche da parte della dirigenza della squadra che nella giornata di ieri ha pubblicato un comunicato nel quale si legge che il corridore nell'ultima settimana della Vuelta avrebbe avuto degli episodi acuti di asma e che per questo avrebbe superato le dosi di farmaco consentite dalla Wada, ovvero 1600 mcg nelle 24 ore o 800 nelle 12 ore, mentre nei campioni è stata trovata una concentrazione di 2000 nanogrammi e non 1000 come consentito. Se l'indagine attualmente in corso da parte degli organi competenti dovesse confermare il caso di doping, Froome potrebbe perdere il titolo conquistato alla corsa spagnola che di conseguenza andrebbe a Vincenzo Nibali che chiuse al secondo posto con un ritardo di 2'15".

Altri atleti negli ultimi anni sono risultati positivi al salbutamolo e tra questi Petacchi sospeso nel 2007 ma con cancellazione del reato per non aver commesso il fatto, Ulisse nel 2014 al Giro d'Italia dove per la stessa concentrazione trovata al britannico fu squalificato per nove mesi e poi la vicenda Contador, che tutti ricordano come il caso della carne contaminata nel 2010, dove il madrileno perse i titoli vinti e fu squalificato per un anno. 



«Tutti sanno che soffro di asma, ma so quali sono le regole e sono stato attento a non superare le dosi consentite»: questa la difesa del campione britannico. «È noto che ho l'asma e so esattamente quali sono le regole. Uso un inalatore per gestire i miei sintomi (sempre entro i limiti consentiti) e so per certo che verrò testato ogni giorno indossando la maglia del leader della corsa».


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