Eurolega, l'Olimpia cade ancora:
Milano ko (100-79) a Kazan, ira Repesa

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Milano ko (100-79) a Kazan, ira Repesa
Doccia gelata per l’Olimpia. Nella trasefrta russa di Kazan, Milano cade nuovamente in Eurolega. Vittoria per l’Unics dell’ex Langford (100-79 il finale). Sotto accusa, ancora una volta, la porosa difesa. Non bastano le buone prove offensive di McLean (16 punti) e Hickman (12). Devastante, dall’altra parte, Langford, MVP del match (25 punti, 8/13 al tiro).

Senza Gentile e Cerella (rimasti a Milano per infortunio), Jasmin Repesa dà nuovamente fiducia ad Abass. Partenza decisamente positiva per l’EA7 che vola subito sul 6-0. L’Unics non sta a guardare e risponde con un parziale di 10-0, con anche una tripla dell’ex biancorosso Langford. La difesa milanese non è perfettamente registrata e il punteggio premia i padroni di casa. L’atavico problema dell’Olimpia si materializza: troppi canestri subìti. A fine primo quarto, Milano concede la bellezza di 35 punti. Un’enormità. Nel secondo periodo, l’EA7 parte convinta, tornando a -6.

Poi incredibile inatteso calo di tensione dei biancorossi e Kazan che torna in controllo del match (57-43 all’intervallo). Repesa si fa sentire negli spogliatoi perché l’intensità, soprattutto in difesa, alla ripresa è notevole. Kazan perde fiducia in attacco e Milano torna a -5 (66-61). Ancora una volta, i biancorossi non completano la rimonta, complici un paio di errori grossolani. L’Unics torna in doppia cifra di vantaggio. L’Olimpia non ci sta e, con la difesa, resta comunque in scia. Decisivo l’ultimo periodo. Langford inizia a mettere a segno canestri pesanti. Milano barcolla. La difesa resta il limite dei ragazzi di Repesa. Langford e compagni ricominciano a segnare con troppa facilità. Sopraggiunge anche il nervosismo che porta tante, troppe palle perse.

Niente rimonta, vince l’Unics. Per l’EA7 terza sconfitta consecutiva in Eurolega, la sesta totale (a fronte di sole quattro vittorie). Amaro Repesa a fine match: «Inutile parlare di viaggi o troppe partite, perché vale per tutte le squadre. Energia e concentrazione non erano adeguate».

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