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Montreal, Federer batte a fatica
Ferrer e vola ai quarti di finale

Montreal, Federer batte a fatica 
Ferrer e vola ai quarti di finale

Approda ai quarti di finale, ma con tanta fatica, lo svizzero Roger Federer. Il numero 3 del mondo ha sofferto non poco negli ottavi di finale del torneo Masters 1000 di Montreal contro lo spagnolo David Ferrer, numero 33 Atp. King Roger, che martedì ha festeggiato il 36esimo compleanno assistendo al concerto dei Coldplay, è riuscito ad avere la meglio alla distanza per 4-6, 6-4, 6-2 dopo poco meno di due ore. «Per me è stata più che una battaglia -ha detto Federer a fine incontro-. In campo non ci si sente sempre allo stesso modo e ogni avversario è un problema diverso. Ferrer ha cominciato la partita molto bene, in particolare nella risposta alla mia seconda di servizio. Non riuscivo a battere la prima dove volevo e lui sulla seconda palla mi metteva in difficoltà. Da fondo non avevo abbastanza ritmo. La superficie qui è rapida e dunque non puoi limitarti a mettere la palla in campo, perché David fisicamente è molto forte. Devi battagliare, accettando anche di commettere degli errori, ma per riuscirci devi muoverti bene. Ho provato a cambiare l'andamento del match facendo leva su intensità e concentrazione, ed è quello che sono riuscito a fare. Sono stato capace anche di variare gli angoli e questo mi ha aiutato a portare a casa l'incontro».

È la peggior sconfitta dell'anno, non c'è dubbio». Lo ha ammesso lo spagnolo Rafa Nadal dopo il ko agli ottavi del torneo Atp Masters 1000 di Montreal contro il 18enne idolo di casa, Denis Shapovalov. Lo spagnolo dice così addio ai sogni di tornare numero 1 del mondo già da lunedì, visto che per superare Andy Murray in vetta alla classifica avrebbe dovuto centrare almeno la semifinale in Canada. «È un ko difficile da digerire, perché ho perso con un avversario dal ranking notevolmente più basso del mio e allo stesso tempo ho perso l'opportunità di tornare al numero 1 del mondo. Un grave errore e una cattiva sconfitta per me. Ma occorre accettarlo e continuare a lavorare». Il maiorchino non ha comunque sottovalutato il giovane avversario. «Io ho vissuto una situazione analoga vincendo il Roland Garros a 18 anni. Non vedo perché un giocatore dovrebbe cedere a livello psicologico a quell'età, al contrario è più facile non cedere a 18 anni che a 30…Non aveva niente da perdere e quindi poteva spingere al massimo tutti i colpi -ha spiegato Nadal-. Anche se avesse perso in due set, Shapovalov aveva comunque fatto già un buon torneo, mentre se vinceva era qualcosa di straordinario. Ha vinto, è stato straordinario. È sicuramente una bella storia, ma io non sono molto contento di farne parte. Se ho sottovalutato Shapovalov? No, non sono questo tipo di persona. Io rispetto tutti, sempre».


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