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Federer da leggenda: vince Wimbledon per l'ottava volta

Federer, ottava volta a Wimbledon

Una delle finali maschili più brevi della storia di Wimbledon. Roger Federer ha schiantato il gigante Marin Cilic: 6-3 6-1 6-4 in un'ora e 41 minuti. Per il 36enne campione svizzero è l'ottavo titolo a Wimbledon: superati William Renshaw (ma parliamo dell'Ottocento, la preistoria del tennis) e Pete Sampras che si sono fermati a quota sette. Trionfo numero 19 negli Slam nella 29esima finale (11 a Wimbledon). Mai nessuno come lo svizzero, ormai praticamente irraggiungibile nella classifica dei Major. Novantunesima vittoria sui prati londinesi, 102 partite come Connors. L'ultimo a conquistare il titolo ai Championships senza lasciare per strada un set era stato Borg nel 1976. A 35 anni e 342 giorni è il più anziano tennista dell'era open a trionfare a Wimbledon, il secondo più anziano in uno Slam dietro Ken Rosewall, che nel 1972 vinse gli Australian Open a 37 anni e 62 giorni. Potremmo continuare: 93esimo titolo in carriera, il quinto di un fantastico 2017 in cui ha infilato la magica tripletta Australian Open, Indian Wells e Miami e vinto ad Halle alla vigilia di Wimbledon. Il tutto dopo essersi fermato per l'intera seconda metà del 2016 a causa di un infortunio al ginocchio sinistro.
 

 

I precedenti con Cilic erano nettamente a favore di Federer: 6-1. Il croato però lo aveva travolto nel 2014 in semifinale agli US Open, torneo che poi vinse. E lo scorso anno, sempre a Wimbledon ma nei quarti, aveva avuto tre match point nel quarto set dopo aver dominato i primi due per poi arrendersi al quinto. Oggi non c'è stata partita, tanto che dopo 45 minuti, con King Roger già avanti 6-3 3-0, il colosso nato a Medjugorje, ha avuto una crisi nervosa di pianto. Qualche minuto dopo si è fatto medicare il piede sinistro. Ma è solo cronaca: due break nel primo set chiuso su un doppio fallo del croato (tre in totale), tre nel secondo e uno nel terzo. La sfida si è chiusa su un ace, ottavo della partita. Nel Royal Box c'erano Kate Middleton e il principe William.Tra gli spettatori del Centre Court anche Antonio Conte, allenatore del Chelsea.

A tradire Cilic, oltre alla tensione, il servizio che lo ha abbandonato proprio nella giornata più importante. Nelle predenti sei partite del torneo aveva collezionato 130 ace, una media di 21,6 a incontro. In finale ne ha messi a segno appena 5 contro 8 di Federer, nulla per un colosso di due metri. Perfetto lo svizzero, che non ha mai perso il turno di battuta e ha concesso al rivale appena una palla break in avvio. King Roger ha avuto una percentuale di prime palle superiore al 70%: 23 i vincenti contro 16 di Cilic e appena 8 errori gratuiti contro 23 del croato. Un fenomeno. Anzi il Fenomeno.


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