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Convocati per un film e abbandonati sulle montagne del Sannio: la disavventura della troupe cinematografica

Convocati per un film e abbandonati 
sulle montagne del Sannio

Convocati per un film e abbandonati sulle montagne del Sannio. L’incredibile storia raccontata da due giovani napoletani coinvolti, loro malgrado, in un vortice di eventi che ha tutta l’aria di essere un raggiro. Una troupe cinematografica composta da 41 persone, professionisti da tutt’Italia, viene convocata nel Sannio per un mese di riprese. La troupe giunge a Solopaca, in gran parte con mezzi propri e a proprie spese, domenica 17 settembre. Dopo la prima notte in un alloggio comune, iniziano le riprese e i primi problemi: «Mancava il catering e nessuno di noi era ancora stato contrattualizzato - afferma Paolo - Non c’era un’organigramma produttivo definito, pare mancassero anche i soldi per i treni degli attori convocati il giorno successivo».

Alla fine viene comunque portata a casa quella che si rivelerà l’unica giornata di riprese del film. Per la notte la troupe viene dislocata in diversi Bed and Breakfast e ville private. Sei ragazze vengono mandate in un’azienda agricola in condizioni igieniche terribili. «Era sporchissima, c’erano blatte ovunque - dichiara Cristina - Ci siamo rifiutate di dormire lì per un mese. Così il giorno dopo è stata convocata una riunione tra i capireparto, il produttore e il regista per discutere dei problemi della produzione».

Vengono proposti dieci giorni per riorganizzare la produzione e ripartire poi con un organigramma completo. Da allora arrivano notizie confuse ai membri della troupe, che si ritrovano abbandonati nell’entroterra beneventano. Il produttore alla fine comunica che le riprese riprenderanno il giorno lunedì 25, concordando che, al momento di redarre i contratti, ci sarebbe stato un aumento di 500 euro per la settimana persa. Poi la brutta sorpresa. «Quando ci siamo svegliati domenica mattina gli albergatori ci hanno comunicato che la produzione aveva cessato di pagare il pernottamento della troupe - dichiara Paolo - Dovevamo lasciare le stanze. Abbiamo provato a chiamare il produttore in tutti i modi, ma era scomparso nel nulla».

A questo punto i ragazzi capiscono di essere stati truffati e tornano a casa, sempre a spese loro. Una storia che ha dell’incredibile e che secondo gli operatori potrebbe avere un risvolto ancora peggiore. «Abbiamo il sospetto che la produzione stia riorganizzando il film con un’altra troupe, lasciando noi truffati e senza un risarcimento - afferma Cristina - Il film è stato finanziato con fondi pubblici e da Invitalia, i soldi ci sono e pretendiamo di essere risarciti per il tempo perso».


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