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Agguato ultrà ai tifosi della Juventus
nove denunciati a piede libero

Agguato ultrà ai tifosi della Juventus
nove denunciati a piede libero

Era partito all’alba da Alife, aveva fatto tappa a Castel Volturno per caricare altri passeggeri, e poi una sosta in un autogrill poco dopo Arezzo per far rifocillare chi c’era a bordo, ventiquattro tifosi della Juventus residenti in Campania che si recavano a Genova, per assistere all’incontro contro la Sampdoria. Ma poco dopo la partenza dalla stazione di servizio l’episodio di cieca violenza. Due automobili affiancano in maniera pericolosa l’autobus e dall’interno i passeggeri iniziano a lanciare pietre in direzione dei finestrini del mezzo preso a nolo dai tifosi della Juve. Sul pullman c’è stupore e inizia anche a crescere molta paura. L’autista prova ad accelerare per seminare le due automobili, che nel frattempo cercano anche di speronarlo. Ma di fronte c’è addirittura un van della Mercedes fermo di traverso sulla carreggiata autostradale. Un blitz di tipo militare. A questo punto l’autista è costretto a stopparsi. Si fermano anche le auto che lo inseguono e dall’interno scende un gruppo di teppisti, che aiutati da altri folli che scendono dal van iniziano insieme a prendere a sprangate l’autobus coi tifosi juventini che restano terrorizzati a bordo. L’autista, però, riesce a mantenere il sangue freddo. Esegue alcune manovre rapide, riesce a liberarsi dalla trappola e scappa veloce. Nel frattempo alcuni passeggeri del pullman riescono a segnare il numero di targa del van e quello di un’altra auto degli aggressori, una Fiat 500 L di colore bianco. Immediatamente chiamano soccorsi e pochi minuti dopo, nei pressi dell’uscita Firenze Certosa sono raggiunti dalla polizia stradale del comparto Toscana. Gli agenti, diretti dal primo dirigente Paolo Pomponio, scortano il pullman di tifosi Juventini fino alla stazione di servizio più vicina e qui raccolgono le informazioni delle sfortunate vittime del raid teppistico. Fra loro, fortunatamente non c’è nessun ferito, ma c’è terrore negli occhi di tutti per le scene vissute pochi minuti prima. Peraltro, i danni al pullman sono più che evidenti e confermano l’aggressione subita.

I tifosi juventini non riescono a dare una ragione dell’aggressione alla polizia, se non quella dell’odio calcistico. «Chi ci ha aggredito – raccontano alla polizia – aveva il nostro stesso accento». Napoletani contro napoletani, divisi, evidentemente, però, dalla fede calcistica. Il dirigente Pomponio, d’accordo con il questore di Firenze, decide di far controllare la rete autostradale in direzione di Empoli. In questa città poche ore dopo gioca il Napoli e gli aggressori potrebbero essere diretti proprio all’incontro della squadra azzurra. L’intuizione è quella giusta, perché poche centinaia di metri prima del casello di Empoli una pattuglia della stradale intercetta un van con la targa corrispondente a quella della segnalazione. A bordo ci sono nove persone, tutte residenti nel territorio napoletano dirette alla partita Empoli-Napoli. Nel cofano del mezzo, le stesse spranghe indicate dai tifosi juventini aggrediti dai teppisti. La polizia identifica il materiale come “corpi contundenti” e lo sequestra. Mentre i passeggeri del van sono tutti segnalati e i loro nominativi trasferiti alla Digos di Firenze che nel frattempo ha preso in carico il caso. Sarà la Digos che deciderà probabilmente già questa mattina come procedere nei confronti dei nove che al momento sono solo indagati a piede libero. 

I tifosi campani della Juventus, seppure col mezzo danneggiato, hanno deciso di proseguire il viaggio verso nord. Sono riusciti a raggiungere lo stadio Marassi di Genova durante il secondo tempo dell’incontro e fare ugualmente il tifo per i bianconeri dopo l’episodio di violenza avvenuto a due settimane dalla supersfida al San Paolo tra le squadre di Sarri e Allegri.


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Lunedì 20 Marzo 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:55

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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
Gino59
2017-03-20 20:16:18
La mamma degli imbecilli è sempre incinta. Arrivare alla violenza per il calcio è assurdo.

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