Crespo: «Vorrei allenare io il Napoli.
Caso Higuain, tifosi non rispettati»

immagine Crespo: «Vorrei allenare io il Napoli.
Caso Higuain, tifosi non rispettati»
Un passato da calciatore e un presente da allenatore. Oggi Hernan Crespo guarda la serie A e il calcio italiano con occhio attento, oltre che interessato. In attesa della chiamata giusta per ritornare a respirare quell'aria di campo e di spogliatoio che è stata sua per tanti anni. Nel segno del gol, sempre. Da attaccante di area di rigore capace di reti spettacolari come di quelle a di rapina: Parma, Lazio, Milan, Genoa e Inter, in Italia ha vestito le loro maglie e ha fatto innamorare tutti i suo tifosi.

Stasera che Napoli-Inter si aspetta?
«Una partita nella quale tutti vogliono avere delle conferme. Le due squadre stanno cercando la loro strada: una ha cambiato allenatore e l'altra sta superando la doppia assenza della punta, di Higuain prima e Milik poi. Un risultato servirebbe a dare certezze».

A proposito di certezze: chi ne ha più bisogno è Gabbiadini.
«Da fuori è tutto relativo perché le condizioni psicologiche contano molto e io non posso conoscerle. Quel che è certo è che Gabbiadini qualitativamente non si discute: è un giocatore da Napoli».

Con l'Inter sarà la sua ultima chance?
«Perché? Siamo a dicembre e i campionati finiscono a maggio. Certo, se a gennaio dovessero arrivare delle offerte, sia il Napoli che Gabbiadini le prenderebbero in considerazione».

E per sostituirlo il Napoli su chi potrebbe puntare a gennaio?
«Dipende da quello che succede in quel momento. A gennaio non ti regalano nessuno».

Quindi, da allenatore, lei andrebbe avanti così?
«Sarri ha delle idee molto chiare e quando hai delle idee così chiare hai infuso un'identità di gioco ed un disegno tattico preciso. Reinventarsi non è semplice».

Indipendentemente da quello che Sarri ha cambiato?
«Questa squadra giocava così anche con Benitez e stravolgere il lavoro di tanti anni non è facile. C'è rischio di fare confusione».

Ma intanto il gol non arriva.
«Milik tornerà e Gabbiadini, come detto, ha qualità importanti: cambiare per un mese e mezzo non ha senso, Sarri sta facendo le mosse giuste».

Un attaccante che a Sarri sarebbe piaciuto tanto è Icardi, che stasera guida l'Inter al San Paolo.
«Per caratteristiche non c'è dubbio: è fortissimo, ma non te lo regalano di certo».

Icardi come sostituto di Higuain. Lei è un attaccante argentino che in passato ha cambiato bandiera ad esempio passando dall'Inter al Milan.
«Personalmente credo che molto dipenda da come ci si pone e come si fanno le cose. Se il trasferimento è andato a buon fine è perché andava bene a tutte le parti. A livello contrattuale c'era la clausola e credo che De Laurentiis non dovrebbe parlare perché è lui che l'ha messa».

E Higuain?
«Anche a lui non è andata male perché ha cambiato aria e ha guadagnato tanti soldi».

E allora cosa non la convince della vicenda?
«Il Pipita poteva essere più chiaro così come De Laurentiis. Se uno è chiaro con la gente e spiega le cose come stanno tutto diventa più semplice ed invece ognuno ha voluto fare il furbetto portando acqua al suo mulino. Cosa che secondo me non si fa, si doveva avere più rispetto per i tifosi e ci si poteva comportare meglio».

Con Higuain la Juventus si è rafforzata ancora. È ancora la favorita per lo scudetto?
«È di un'altra dimensione e può fare bene per anni. Alla fine della scorsa stagione ha preso i migliori giocatori delle squadre arrivate seconda e terza. Dovrebbero fare grossi danni per non vincere ancora».

E il Milan?
«Sicuramente è una sorpresa positiva ma fino ad un certo punto. Non ha avuto grosse difficoltà serie. In questo momento non si sa quali siano i dirigenti eppure sta facendo un signor campionato. Detto questo fatico a pensare che possa superare la Juve».

Dal Milan al Napoli ed in particolare a Sarri. Le sembra l'allenatore giusto?
«Ha fatto più che bene fino ad ora perché fa un calcio propositivo e spumeggiante. Non è semplice lavorare in un contesto dove si pretendono risultati subito. Il Napoli ha fatto bene ma con la Juve davanti è dura».

Lei ora è in attesa di una chiamata in panchina. Se arrivasse quella del Napoli?
«Mi auguro non subito perché mi dispiacerebbe per Sarri... Ma detto questo a Napoli ci verrei di corsa anche subito».

Quindi Napoli ce l'ha nel cuore?
«Da argentino sono cresciuto guardando il Napoli di Maradona e per me salire quelle scale del San Paolo è stata un'emozione unica: il sogno di ogni napoletano e ogni argentino».

Per il Napoli il crocevia può essere la sfida contro il Benfica in Champions.
«Andranno a giocare in un ambiente caldo ma non più caldo del San Paolo e per loro fortuna ci sono abituati. Ci vorrà una grande prova di maturità da parte di questo gruppo che mi sembra in grado di farcela. Hanno perso un po' di certezze e non so quanto siano affidabili psicologicamente ma tecnicamente il Napoli è nettamente superiore».

Chiudiamo con uno sguardo al suo futuro: si parla tanto di lei come prossimo allenatore del Parma. «Indipendentemente dalla categoria mi piacerebbe allenare in Italia. Sto cercando e valutando progetti seri di gente seria: Parma è uno di questi ma non è l'unico. Tra poco, spero molto poco, ci saranno delle notizie».