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La guerra del Collana: olimpionici contro Ferrara e Cannavaro

Olimpionici contro
Ferrara e Cannavaro

Quando uno sportivo attacca un altro sportivo c'è un corto circuito perché tutto ciò non appartiene ai valori dello sport. Davide Tizzano, uno che nella sua vita si è messo al collo due medaglie d'oro olimpiche ed ha vinto una Louis Vuitton Cup di Coppa America, fotografa così questa guerra dei Roses che ha il Collana come oggetto del contendere ma, in realtà, vede in campo una via lattea di stelle e medaglie che non ha eguali. Quindici partecipazioni olimpiche, cinque ori, un argento, due bronzi a cinque cerchi. Un pallone d'oro, un campionato del mondo per non parlare di scudetti vinti in Italia e all'estero.

Volano gli stracci tra i grandi napoletani che hanno fatto sognare sui campi di gara e tutto nel nome dello sport. La curiosità è che l'impianto del Vomero, nella sua storia, ha sempre un po' fatto litigare. Basti pensare che Arturo Collana, il giornalista sportivo cui è dedicato lo stadio, nei suoi primi articoli negli anni della costruzione, preferiva fosse ubicato nella zona dell'attuale via Acton anziché in collina perché definita difficilmente raggiungibile. Ed allora eccoli schierati tutti coloro che hanno preso parte ai Giochi olimpici in quella che il presidente del Coni regionale, Sergio Roncelli, ha definito la «casa dello sport». Sono sportivi che rispondono ad altri sportivi.

«Non avremmo concesso questa sala - ha detto il numero uno del Coni regionale - se non ci fosse stata fatta espressa richiesta da parte delle federazioni». E di olimpionici ce ne sono, e tanti, tutti chiamati a raccolta da Sandro Cuomo. Pino Maddaloni, forte del suo oro di Sydney sul quale si è costruita parte dell'epopea del judo napoletano, Gianni Maddaloni, suo allenatore e mentore, Pierluigi Ussorio oggi presidente della federazione regionale di tiro a segno, Davide Tizzano, due volte olimpionico nel canottaggio, Dino Meglio, oro, argento e bronzo nella scherma in tre edizioni differenti dei Giochi, Fabrizio Buonocore, protagonista delle vittorie mondiali della pallanuoto, Maria Quarra, velista che ha preso parte ai Giochi di Barcellona 1992, Arturo di Mezza che ha marciato ad Atlanta '96 e Sydney 2000. Chiedono una cosa molto semplice: «Vogliamo che il Collana torni ad essere un struttura pubblica dedicata solo allo sport - dice Sandro Cuomo - e che le associazioni che ci lavoravano e che da mesi sono fuori possano tornare a svolgere il proprio ruolo anche sul piano sociale. Noi non siamo contro nessuno, ma solo a favore dello sport e dei suoi lavori, che vorremmo poter riprendere a trasmettere quanto prima nell'impianto nel quale lavoriamo da decine di anni. Il Collana non deve essere oggetto di speculazioni commerciali e crediamo che la Regione debba, avendone gli strumenti, ritirare il bando di gara e, proseguendo, le attività che attualmente sta svolgendo l'Aru in vista delle Universiadi, riaprire la struttura affidandola alla società che da anni lavorano al suo interno».

Una conferenza non contro qualcuno ma per lo sport: «Non vogliamo guerre - ha aggiunto Cuomo - desideriamo avere solo i nostri spazi nell'impianto vomerese». Ma Tizzano attacca: «Parlano di voler lavorare a Napoli (il riferimento è chiaramente rivolto a Ciro Ferrara e Paolo Cannavaro) ed allora cerchino un nuovo insediamento e costruiscano un nuovo impianto. Lo Juventus Stadium è il miglior esempio che abbiamo in Italia dove su una nuova area si è coniugato sport con intrattenimento e commercio».

Da Cannavaro e Ferrara nessun commento. La posizione è quella espressa qualche giorno fa nella conferenza stampa convocata all'hotel Romeo. Nessuna preclusione verso le associazioni e lo sport in generale con le discipline già previste nel bando di gara. Ma il fatto che vorranno parlare con le società soltanto dopo aver avuto le chiavi del Collana dalla regione fa esplodere Tizzano: «Ho la sensazione che tutto sia stato già deciso e sia stata posta una grande X per cancellare quelle società che hanno tenuto in vita il Collana con grandi sacrifici. Nessuno ci ascolta perché i giochi sono già fatti. Ferrara e Cannavaro si facciano spiegare dai proponenti della società Giano perché mettere uno sportivo contro un altro sportivo. Sono pronto, insieme agli altri, ad incatenarmi per protesta sotto i palazzi del potere». (ha collaborato Lucio C. Pomicino)

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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
catonenapoli
2017-10-11 15:04:59
Da 2 juventini cosa ti volevi aspettare?
felipe
2017-10-11 13:04:28
Ridicoli! Sputano parole astiose e invidiose addolcendole con gli appelli allo sport e al loro ruolo sul piano sociale. In realtà temono di perdere la comoda "zezzenella" che per anni ha fornito loro facile denaro lasciando che l'impianto andasse alla rovina. I soliti comunisti che si agitano al grido di "abbattiamo i palazzi del Potere"! Miserie umane. Per ora dovranno mettersi ordinati alla porta ed attendere che l'impianto venga rimesso in ordine. Se creeranno problemi per il loro personale interesse e ingordigia, finiranno per perdere 'a filippo e 'o panaro!

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