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Lotito, miele per Bollini
«Educatore e stratega»

Lotito, miele per Bollini
«Educatore e stratega»

SALERNO - Il filo diretto con Bollini, le scelte del tecnico, quelle del club, le nuove gerarchie, il futuro della Salernitana e il sogno playoff. C’è di tutto nella lunga chiacchierata telefonica fatta ieri mattina con Claudio Lotito. Il co-patron di Salernitana e Lazio ha passato un sabato pomeriggio incollato davanti alla tv per la maratona calcistica delle sue due squadre ed una domenica di solo apparente riposo... incollato ai telefonini. «Sì, mi sto divertendo – ha esordito raggiante l’imperatore Claudio –. La Salernitana vince e convince: la squadra ha trovato la quadratura del cerchio e sta dimostrando di potersela giocare alla pari con tutte. Subito dopo la partita ho sentito Bollini e gli ho fatto i complimenti». Lotito plaude le scelte tecniche. «Bollini è stato uno stratega: prima li ha sfiancati con Joao Silva e poi ha inserito Rosina che ha fatto bene entrambe le fasi». 
Già, Rosina. L’ex Zenit è stato finalmente determinante. Sull’argomento, tuttavia, l’imprenditore capitolino è perentorio. «Ho detto fin da subito a Bollini che non avrebbe dovuto fare parzialità: gioca chi merita, non chi ha il cognome importante. Non c’è nessun intoccabile. I giocatori devono essere funzionali al gioco che vuole il tecnico. Rosina è entrato e ha fatto il suo dovere. Punto». Una pausa e aggiunge. «E doveva entrare esattamente in quel momento e con quelle condizioni. Se Rosina fosse entrato prima probabilmente non avrebbe reso come invece ha fatto». Fin troppo facile intuire che il co-patron voglia far passare ben chiaro un concetto: l’allenatore gode della massima fiducia da parte della società. «Bollini è un educatore, un formatore – rincara la dose –. Lui conosce le caratteristiche di ogni singolo elemento: dialoga, parla e riesce a valorizzare al meglio i suoi uomini. Poi è il numero uno nel settore giovanile». Del resto la scelta del dopo Sannino è stata di Lotito in persona, così come alcuni innesti del mercato di riparazione. «Il precedente allenatore non ha retto le pressioni: normalmente non intervengo sulle scelte tecniche, ma con il mister ho dovuto farlo. A gennaio, poi, ho messo le mani direttamente. Sono stati fatti inserimenti che erano funzionali alle esigenze del gruppo». 
Lotito guarda avanti, ma non troppo. «Adesso dobbiamo mantenere la stessa ferocia agonistica, lo spirito di gruppo e l’umiltà che ci hanno portato a due punti dai playoff». Il co-patron non lo dice apertamente, ma fa le carte al finale di stagione. «Mancano nove partite, ci sono 27 punti a disposizione e può succedere di tutto: noi siamo a 45, la post season è li, ad un passo». Poi la frenata. Brusca. «Ma non dobbiamo fare calcoli – ammonisce – bisogna rimanere uniti, compatti e con i piedi per terra, pensando una partita per volta». Lotito ha già un’intesa di massima con Bollini per l’anno prossimo. «Adesso è prematuro – dribbla –. Vediamo cosa accade fino a fine stagione e poi ne riparleremo». 
Domani sera, infatti, sarà di nuovo campionato. L’imperatore suona la carica e si augura di essere alla testa di un «esercito» granata contro il Cittadella. «Io domani sera ci sarò e spero in un gran bel colpo d’occhio dell’Arechi. Con lo stadio pieno la Salernitana è maggiormente responsabilizzata, avverte la spinta del pubblico che può essere un valore aggiunto». In poco più di un mese club, staff e squadra hanno riconquistato la torcida granata a suon di risultati.


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