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Asl e ospedali in Campania:
c'è il tesoretto da 350 milioni

Asl e ospedali in Campania:
c'è il tesoretto da 350 milioni

Prevenzione, vaccinazioni e screening, la diagnosi precoce delle principali malattie oncologiche e degenerative, l'educazione ai corretti stili di vita. E poi l'assistenza domiciliare per cronici e anziani, gli ambulatori per visite specialistiche, analisi e diagnostica: sono questi i primi gradini dell'assistenza sanitaria deputata a fare filtro agli accessi fiume nei pronto soccorso. Una barriera che, grazie ai tagli in atto negli anni, si sta sempre più assottigliando.

Personale al lumicino, strutture fatiscenti, tecnologie obsolete che in otto anni di riduzioni di spesa hanno rimaneggiato distretti e ambulatori azzoppando la seconda gamba (oltre quella ospedaliera) su cui cammina l'assistenza sanitaria pubblica. Con il pareggio dei conti e lo sblocco del turn-over da rilanciare in Campania, dunque, non c'è solo l'assistenza ospedaliera ma anche i servizi del territorio. I fondi non mancano. Anzi in cassa c'è un tesoretto di 350 milioni di euro attribuiti alle Asl (e in parte agli ospedali) dal ministero della Salute in un triennio (dal 2014 al 2016) e su obiettivi vincolati.

Fondi finora rimasti al palo in attesa della programmazione del Piano regionale territoriale varato un anno fa. Sul piatto, nel solo 2014, ci sono 153 milioni, 96 per la seconda annualità e circa 101 per il 2016 articolati per ciascun anno in una mezza dozzina di voci di spesa. Partiamo dall'assistenza primaria: qui la dote ammonta a 62,6 milioni destinati a remunerare le nascenti aggregazioni tra medici di famiglia ((Aft) per allungare in cicli H16 le attività di studio e integrare con specialisti e pediatri l'assistenza dei camici bianchi in ogni quartiere.

In fase di sperimentazione anche le Unità complesse di cure primarie (Uccp) attualmente in cerca di sedi (il piano suggerisce strutture ospedaliere dismesse) e in cui concentrare personale e tecnologie, per assicurare un primo livello di cure alternativo all'ospedale. Ai processi di umanizzazione sono destinati 11 milioni. Qui l'impiego è ancora indefinito, ma si tratta di cambiare il volto all'accoglienza, ai percorsi e alla presa in carico dei pazienti che alimentano almeno una quota delle fughe di pazienti verso strutture di altre regioni. Poi c'è il capitolo degli Hospice e della terapia del dolore (anche domiciliare) che ha una disponibilità di 32,5 milioni con cui perseguire procedure no-pain in tutti i pronto soccorso e una rete capillare di assistenza per patologie croniche e degenerative oggi a maglie larghe. E gli Hospice? Non sono da meno. Una fetta sostanziosa delle risorse, 81,7 milioni, è vincolata alla gestione delle cronicità.

Anche in questo caso si tratta di un nervo scoperto dei Livelli di assistenza della Campania che paga pegno anche sulla pagella attribuita alla Campania nella valutazione del piano di rientro. Cronici sono i malati che non guariscono. Quelli che anche dopo riacutizzazioni e conseguenti ricoveri continuano ad avere bisogno di cure. Parliamo dei cardiopatici, dei diabetici, degli ipertesi, di molti malati di cancro, dei pazienti affetti da patologie neurodegenerative che negli anni sfociano poi nella non autosufficienza e che dovrebbero essere seguiti a domicilio.
Quindi ci sono le reti oncologiche (87 milioni) codificate dal piano regionale e che muove i primi passi. In campo c'è il primo precorso completo per la presa in carico multidisciplinare dei malati di tumori del colon (tra Asl Napoli 3 e Pascale). I pazienti, con un management infermieristico, accedono ai servizi sanitari territoriali, accompagnati in un iter dai tempi certi sia per l'intervento chirurgico sia per la chemio e radioterapia. I fondi serviranno a potenziare e allargare questi standard ad altre patologie neoplastiche ed ad altre Asl.

Infine il piano della prevenzione (78 milioni) con cui far ripartire le campagne di screening, accompagnare i programmi vaccinali, investire nell'educazione alla salute e ai corretti stili di vita, contrastare uso e abuso di droghe, alcol, fumo e tabacco che soprattutto tra i giovani dilagano minando alle fondamenta la salute e l'aspettativa di vita dei cittadini campani gli obiettivi nel mirino.
 

Giovedì 28 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 12:40

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2 di 2 commenti presenti
luca.mercogliano@gmail.com
2017-09-30 13:12:39
A proposito di AFT e UCCP, la mia Azienda ha firmato una manifestazione di interesse ed un protocollo strategico, condiviso con la FIMMG - METIS, per la realizzazione di attività di ricerca scientifica, che hanno dato luogo ad un progetto nazionale intitolato Inspira. Il nuovo progetto avviato da Fimmg, denominato InNov@FIMMG, attraverso la riorganizzazione e la riqualificazione del lavoro, sia strutturale che tecnologica degli studi dei medici di famiglia, porta in se il desiderio di dare una risposta moderna ai nuovi bisogni assistenziali dei cittadini in una ottica di medicina innovativa fatta di prossimità ed iniziativa. Il progetto nasce dalla diffusa considerazione che è necessario oltre che indispensabile, realizzare un nuovo corso della medicina del territorio, per rispondere coerentemente ai nuovi bisogni di assistenza, ma, soprattutto per offrire una soluzione adeguata ai cambiamenti sociali, epidemiologici, demografici e tecnologici, contribuendo contestualmente alla sostenibilità stessa del sistema di welfare. In uno scenario di cambiamento generale anche la figura del medico di famiglia si sta modificando radicalmente è perciò necessario favorire questo processo e governare il cambiamento in molto molto rapido e indolore. Il processo di riorganizzazione della medicina generale, delineato dalla Legge Balduzzi, prevede la costituzione di forme aggregate della medicina generale con la funzione di garantire la gestione di percorsi di cura per le cronicità secondo un approccio definito di "Medicina di Iniziativa". In quest’ottica le nuove forme organizzative della medicina generale dotate di personale appositamente formato e diagnostica di primo livello, possono rappresentare “nodi di prossimità” per garantire una vasta gamma di servizi ai cittadini, una diagnosi più precoce e la corretta gestione delle patologie croniche, anche in collaborazione con altre figure professionali. In questo modo si viene a costituire una “Unità Complessa” di Medicina Generale, in grado di erogare sul territorio servizi sanitari avanzati in una ottica di prossimità dell’assistenza e di sussidiarietà ospedaliera. Questa nuova modalità organizzativa, che affida alle competenze e ai saperi specifici del medico di famiglia anche la funzione di rendere più sostenibile ed efficace il sistema salute, consentirebbe di velocizzare percorsi e procedure diagnostico-terapeutici, concorrendo al miglioramento progressivo dell’assistenza, attraverso una più completa e veloce erogazione delle prestazioni, il corretto sviluppo dell’appropriatezza e la sempre maggiore aderenza ai livelli essenziali minimi di assistenza. L’Unità Complessa di Medicina Generale si coniuga alla perfezione con Il progetto di ricerca architettonica che si focalizza su edifici piccoli e Smart intesi come cellule base rigenerative di città Smart, dove l’hi-tech rappresenta un elemento chiave di evoluzione verso un modello di reticolo infrastrutturale intelligente e connesso. Questo è lo scopo del team di Abad Architetti di Milano che nel 2009-2010 ha lavorato su una scuola elementare Smart nella provincia del Sichuan, Cina, a seguito del terremoto del 2008. Nel 2013-14 un altro team, formatosi nel contesto di un corso avanzato di design e ingegneria all’interno dell’Alta Scuola Politecnica, ha progettato un prototipo virtuale di una piccola clinica sostenibile ed energeticamente indipendente concepita per offrire servizi sanitari in contesti in via di sviluppo caratterizzati da povertà e sovrappopolazione. La ricerca mira a supportare i micro-contesti socialmente svantaggiati tramite l’installazione di impianti di energia a basso costo e di acqua pulita, condensati in piccoli “hub” smart-tech, al fine di attivare un’interazione virtuosa tra la competitività economica e la salubrità ambientale, abbassando il divario fra slum e zone circostanti. Un criterio fondamentale per definire la posizione degli “hub” all’interno degli slum, testato nel caso-studio di Nuova Delhi, è il mantenimento di una distanza breve da tutti i punti di riferimento strategici dell’area presa in considerazione: conseguire un’alta accessibilità in termini di tempo e spazio è di fondamentale importanza nelle aree affollate, dove le persone si muovono a piedi o in bicicletta. Il prototipo si è rivelato essere non solo un edificio, ma anche una strategia di implementazione utile ad affrontare il problema dell’offerta dei servizi pubblici in aree complesse e densamente popolate. La standardizzazione e la prefabbricazione sono state qui utilizzate per contenere i costi senza rinunciare all’alta qualità dei servizi. La gestione centralizzata di raccolta e produzione dei materiali prima della distribuzione fanno sì che il processo di assemblaggio e di costruzione sia facile e veloce. Un possibile sviluppo in questo senso potrebbe essere il perfezionamento del sistema di imballaggio e di istruzioni, in grado di agevolare la manodopera non specializzata, sull’esempio del modello IKEA, coinvolgendo tutti gli elementi costitutivi dell’edificio per essere reso noto a tutti coloro che si inseriscono nell’intero processo. Il miglioramento di un modello d’intervento ben definito e semplice potrebbe essere interessante per le organizzazioni mediche così come per i governi interessati a soluzioni economiche ed efficaci. Lo scopo ultimo (e forse il più ambizioso) è quello di stimolare un proficuo brainstorming sociale sui possibili servizi aggiuntivi che un edificio pubblico dovrebbe offrire al fine di migliorare il contesto in cui si colloca. Per velocizzare il miglioramento dei micro-contesti socialmente svantaggiati, l’utilizzo di impianti che si basano su tecnologie per lo più immateriali (energia a basso costo) o “liquide” (acqua pulita a basso costo) condensate in pochi, piccoli “hub” smart-tech, potrebbe avere un ruolo determinante e positivo nel miglioramento della dimensione materiale e concreta della vita delle persone. Napoli-Milano, 4 Settembre 2017 Luca Mercogliano Alessandro Bianchi
John Smith 10
2017-09-29 10:14:04
.... Non so dalle altre parti ma se arrivano soldi alla Sanità Campana..... Se li fotte la camorra!!!...

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