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Real Madrid-Napoli. Azzurri troppo timidi per essere veri

Azzurri troppo timidi
per essere veri

Aggrappati al gol di Insigne che tiene ancora vive le speranze di qualificazione del Napoli dopo i tre schiaffi al Bernabeu: servirà il 2-0 per ribaltare la sfida col Real Madrid epassare ai quarti Champions. La prodezza di Lorenzo, bravo a colpire al primo affondo, ma poi una squadra prigioniera delle proprie timidezze.

Il 7 marzo al San Paolo si ripartirà dall’1-3. L’illusione del grande colpo sui campioni d’Europa del Real è durata dieci minuti perché l’inerzia della partita è cambiata proprio nel momento che avrebbe dovuto dare maggiore energia agli azzurri, dopo il vantaggio costruito dall’asse Hamsik-Insigne in una zona di campo libera (col supporto del modestissimo portiere Navas). Invece, il Real è cresciuto e il Napoli si è sentito piccolo, molto più piccolo di quella che è la sua reale dimensione.

Sarri aveva chiesto sfrontatezza, ma non si è visto tale atteggiamento: la squadra è tornata in quota, ad esprimere il suo calcio, dopo la bordata di Casemiro che ha piegato Reina, quando cioè ha compreso che non poteva restare là a proteggere il fortino senza ripartire perché un altro gol avrebbe chiuso il discorso qualificazione. E così Mertens è finalmente entrato in partita, arrivando due volte al tiro. È mancata la sua rapidità di manovra e di esecuzione, che accompagnata a numerosi gol ha consentito al Napoli di rimediare all’infortunio di Milik, tornato in campo ieri dopo quattro mesi e dodici giorni, quando Sarri ha deciso il cambio di modulo per aumentare la pressione, passando al 4-2-3-1.

Certo, servirà un’impresa a Fuorigrotta, bisognerà farne due ai Galacticos davanti ai sessantamila che sono corsi ad acquistare i biglietti a inizio gennaio. Il Napoli potrà tornare in gioco cambiando atteggiamento.


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Giovedì 16 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:39

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2 di 2 commenti presenti
antonpaco
2017-02-16 18:56:55
Non sono assolutamente d'accordo con l'analisi di De Luca, ma di quale sfrontatezza parliamo? ieri sera non c'era il bologna dall'altra parte, ma il real madrid, il Napoli ha fatto cio' che ha potuto. Per vincere queste gare serve cattiveria agonistica, esperienza, abitudine a giocare partite di questo tipo, mentalita' vincente, il Napoli ancora non le ha, e serve tempo per arrivarci. In casa o fuori fa poca differenza per il real, ricordate la doppia sfida con la roma, difficilmente non segnera' al san paolo, anche perche' il napoli dovra' scoprirsi tanto per fare 2 gol.
felipe
2017-02-16 13:59:08
Dalla sua analisi, egr. Direttore, mi pare evidente che la responsabilità di Sarri è piena, totale. Il suo avvicinamento alla partita è stato a dir poco superficiale, incomprensibile, e le sue chiacchiere alla vigilia sono rimaste tali. La squadra che doveva essere, a suo dire, leggera, frou frou e si doveva divertire, invece altro che divertimento: è franata miseramente. Senza il tiki-taka la squadra, come si è visto, non sa che pesci pigliare. Ieri il Real ha dominato, costruito e sprecato almeno 8 palle goal, e risultato poteva essere ben diverso. Ci è andata fin troppo bene! Si dirà: il Real ha giocato la sua miglior partita, ma è stato tutto merito dell'insipienza del Napoli! Far giocare dall'inizio Zielinsky,ad esempio, e non Allan, come tutti pensavano, è stato un altro errore di presunzione. I pochi minuti di Milik sono un'offesa al buon senso. Ma capita spesso che Sarri vada in tilt! E' bravissimo come capomastro di un cantiere calcistico, l'ho sempre detto, ma non potrà mai essere l' architetto di un progetto ambizioso. Il Presidente, che ha reagito alla sua solita, cafonesca maniera, da Padrone deluso, ha tuttavia molte ragioni per lamentarsi.

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