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Milik verso lo stop di 5 mesi: tutto su Gabbiadini

Milik verso lo stop di 5 mesi:
tutto su Gabbiadini

Milik si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: tremendo il responso della visita di controllo a Villa Stuart a Roma. L’attaccante polacco che si è fatto male con la sua connazionale oggi verrà operato: stop tra i 4 e i 6 mesi. Il club guarda agli svincolati (il nome più praticabile è Klose) ma la strategia è di puntare sul mercato di gennaio con Pavoletti, l’attaccante del Genoa, in testa alla lista. Intanto Sarri modificherà qualcosa tatticamente.
La mazzata tremenda, quella definitiva, ieri sera a Villa Stuart. Milik ha riportato la rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e oggi verrà operato dal professore Mariani alla clinica romana. Tempi di recupero tra i quattro (nella migliore delle ipotesi) e i sei mesi (quella peggiore). I controlli effettuati dal chirurgo romano, d’intesa con lo staff medico azzurro, hanno confermato la gravità dell’infortunio riportato dall’attaccante del Napoli nel match della Polonia contro la Danimarca.

La prima diagnosi. I primi segnali negativi erano arrivati dalla Polonia, dopo la prima risonanza magnetica alla quale è stato sottoposto Milik a Varsavia subito dopo la partita. Una diagnosi tremenda a dispetto di quello che si poteva intuire dalle prime immagini tv dopo lo scontro con Vestergard: dopo l’impatto ha battuto violentemente il ginocchio a terra. Fino all’ultimo ha sperato che potesse trattarsi di qualcosa di meno grave e con lui l’hanno sperato tutti in casa Napoli. Appena sbarcato a Fiumicino si è anche concesso per qualche selfie insieme ai tifosi.
La speranza. A metà pomeriggio, intorno alle 17.30, è arrivato a Villa Stuart senza stampelle, accompagnato dal suo manager Pantak e ha rilasciato qualche dichiarazione ai cronisti che l’attendevano all’ingresso della clinica romana. «Potrebbe andare meglio, ora faccio gli esami, vediamo che succede», ha detto. Ma il responso è stato negativo: oggi Milik verrà operato e dopo un paio di giorni di stop post intervento comincerà la riabilitazione con lo staff medico azzurro, coordinato dal dottore Alfonso De Nicola, che ha seguito passo passo la situazione ed è stato vicino a Milik, insieme al direttore sportivo Giuntoli. Si confida in un recupero lampo, come è avvenuto già con Lorenzo Insigne che s’infortunò a Firenze a novembre 2014 e tornò a disposizione del gruppo dopo quattro mesi.
La visita di De Laurentiis. Alla clinica romana è arrivato De Laurentiis, scuro in volto e palesamente arrabbiato: il presidente ha voluto far avvertire tutta la sua vicinanza al polacco, un calciatore sul quale ha investito 32 milioni sul mercato per prenderlo dall’Ajax. Gli ha fatto «un grande in bocca al lupo per l’intervento e per il rientro in campo»: sul sito del club azzurro è postata la foto dell’abbraccio del presidente con l’attaccante polacco e il professore Mariani. Al Napoli potrebbe arrivare l’indennizzo previsto dalla Fifa, in caso d’infortuni di giocatori di club con le nazionali, ma si tratta di cifre molto basse rispetto all’investimento dei club tra costi di cartellino ed ingaggio. Il Napoli paga così ancora dazio alle nazionali: in questa stagione si è già fatto male Chiriches con la Romania. «De Laurentiis arrabbiato? Le nazionali aumentano il valore dei calciatori, qualche volta ci possono essere infortuni. Anche a noi è accaduto con Montolivo, ma la nazionale è la nazionale», ha commentato il presidente Figc Tavecchio.

Le strategie sul mercato. Per sopperire al buco di Milik, il centravanti finora più affidabile (è il bomber con 7 gol tra campionato e Champions League) il Napoli potrebbe pescare nel mercato degli svincolati. Un elenco che comprende attaccanti di esperienza, vedi Klose (la pista più praticabile), Osvaldo, Macheda, Berbatov e Adebayor. Opzioni suggestive ma che non rientrano in quella che è la strategia del club azzurro: si attenderà gennaio per piazzare un colpo e prendere un giocatore più funzionale al progetto. Un elenco che comprende in testa a tutti innanzitutto Pavoletti, l’attaccante del Genoa, già seguito sul mercato estivo. E si potrebbe provare a riaprire il discorso con Zaza che non ha cominciato bene la sua avventura in Premier League con il West Hame, oppure convincere l’Udinese per Zapata.

Il cambio di modulo. Adesso tocca a Gabbiadini, sul quale il club ha sempre creduto e che a breve rinnoverà il contratto. L’unico centravanti in organico, Sarri può contare poi su tante punte e mezze punte rapide e abili con la palla a terra: Callejon, Giaccherini, Mertens e Insigne. E in organico c’è El Kaddouri. La strategia è di stringere i denti da qui fino allo sosta di gennaio con gli elementi già in organico e affrontare così le 11 partite di campionato e le quattro di Champions League. Il tecnico, quindi, varierà qualcosa nel sistema di gioco per valorizzare le qualità degli elementi a disposizione, tenendo presente anche il numero maggiore di centrocampisti bravi ad inserirsi, da Rog a Zielinksi. Qualche accorgimento tattico, in vista, per sopperire all’assenza dell’unico vero colpitore di testa che stava sostituendo al meglio Higuain.


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