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Morata-Higuain. Lezione di stile al campione ingrato

Una lezione di stile
al campione ingrato

I destini di Alvaro Morata e Gonzalo Higuain stavano per intrecciarsi a fine luglio, quando la Juve prese l’argentino dal Napoli. Lo spagnolo, riscattato dal Real Madrid dopo le due stagioni in bianconero (27 gol in 93 partite), era uno dei bomber nel mirino di De Laurentiis. L’altra sera, dopo aver segnato il gol della vittoria nel sofferto debutto dei campioni d’Europa, l’ex juventino ha confermato il contatto col club azzurro ma ha aggiunto: «Non avrei accettato per orgoglio e per rispetto nei confronti della Juve». 

E a Higuain saranno fischiate le orecchie negli spogliatoi dello Juventus Stadium dopo il deludente debutto contro il Siviglia. Perché lui, di rispetto nei confronti del Napoli, non ne ha avuto.

Madrileno e madridista, Morata conosce il significato di quella parola: rispetto. Ne ebbe per il Real nella primavera 2015, quando indossava la maglia della Juve e segnò i gol nelle due sfide che avrebbero spalancato le porte della finale Champions alla squadra di Allegri. Non esultò e non fu ipocrisia. Se Higuain segnasse contro il Napoli nelle prossime sfide di campionato (o di Champions, perché no?), magari non esulterebbe. Perché ormai così fan tutti, chissà con quanta sincera convinzione. A gennaio si aprì un caso per un presunto gesto di scuse del granata Quagliarella ai suoi ex tifosi del Napoli al San Paolo: s'infuriò la curva del Torino e l'attaccante di Castellammare di Stabia fu costretto a un pubblico chiarimento. Il Pipita ha inviato qualche messaggio affettuoso ai napoletani, chiarendo di essere stato bene in questa società e in questa squadra. Ma è andato via, pur sapendo che la Juve era e sarà la prima rivale per quegli azzurri di cui egli è stato l'alfiere nella scorsa stagione, quando sembrava possibile sottrarre lo scudetto ai bianconeri.

Morata non se la sarebbe sentita di giocare ancora in Italia. «Per orgoglio e per rispetto». Sperava di restare a Torino dopo aver vinto due scudetti, invece il Real ha fatto scattare il cosiddetto diritto di recompra versando 30 milioni nelle casse della Juve e riportando l'attaccante a Madrid. Dove lo spazio è quello che è e infatti l'altra sera il tecnico Zidane gli ha concesso gli ultimi venticinque minuti: uno spezzone e un gol, pesantissimo. Nella stessa serata è andata male a Higuain, che si è fermato alla traversa. Capita, non tutte le partite possono essere perfette e la dimensione europea non è quella italiana, in cui la Juve è obbligata a stravincere dopo un'estate di grandi colpi.
Anche un drago del mercato come Mino Raiola ha detto che la cessione di Higuain a 90 milioni è stata un'operazione eccellente, aggiungendo che i 33 spesi per Milik potevano sembrare tanti due mesi fa, non ora, dopo le doppiette al Milan e alla Dinamo Kiev. Il Napoli prova a cancellare l'ingombrante ricordo di Higuain concentrandosi sul presente, sulla bellezza del suo calcio e sulla qualità dei suoi nuovi giocatori. 


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4 di 4 commenti presenti
boboperfetto
2016-09-16 19:28:39
Analisi precisa e concisa, quella di picchiorosso che in linea di massima condivido. Però io lascerei aperto un piccolo spiraglio all'imponderabilità come il caso, fortuito, occorso quest'anno al Leicester di Ranieri. Questi ha avuto la buona sorte, o abilità, di trovarsi nella posizione giusta, nel momento giusto, proprio quando tutti i grandi club inglesi, contemporaneamente, hanno fallito i lori obiettivi! Ergo, se il Dela crede nei corsi e ricorsi della storia, deve approntare tutti gli anni una squadra forte e competitiva e, chissà che prima o poi, anche la Juve patirà la stessa crisi delle milanesi e il gioco è fatto. Ad majora!
picchiorosso
2016-09-16 17:27:25
chi critica il presidente non ha riflettuto su 3 aspetti: 1- ogni obiettivo posto è in relazione al proprio fatturato; il Napoli non vincerà mai lo scudetto, con o senza Higuain, stando in questa fascia medio alta; l'obbiettivo è arrivare 2-3-4°, il suo fatturato è il 50% della juve. La juve non vincerà mai la CL perchè trovasi nella stessa situazione rispetto a Real, Barcellona, Bayer, etc. ; vedrete i risultati finali. 2-alla luce di questa banale considerazione, suffragata dai nomi elencati negli albi d'oro dei vincitori di trofei, ogni squadra ha un target adeguato al proprio budget che significa,quantità e qualità dei giocatori, sponsorizzazioni, diritti televisivi e di immagine, stadio di proprietà etc. se non fosse così spiegatemi perchè il Palermo non debba tentare di vincere lo scudetto. 3- Conciliare così mirabilmente obbiettivi finanziari e risultati sportivi in una realtà come quella di Napoli ricca di fallimenti di tutte le specie è un merito grandissimo che va ascritto ad Aurelio De Laurentis.
Rino Russo
2016-09-16 13:24:05
Ma che razza di editoriale di parte. Morata è andato al REAL MADRID ed ora può dire quello che vuole..dica quando guadagna nel Real come quarto giocatore d'attacco e quanto avrebbe guadagnato nel Napoli con la solita storia dei diritti. Ora ovviamente fa il ruffiano..sta al Real non in una squadretta..Come Higuain che capito che ADL più di Tonelli e Giaccherini non compra ha scelto una squadra con traguardi ambiziosi dove i soldi guadagnati con investimenti giusti vengono utilizzati per la campagna acquisti e non per arricchirsi. Chi governa il Napoli dovrebbe capire che una squadra con introiti da pubblico e da diritti televisivi come il Napoli non può fare la stessa politica delle squadre di seconda fascia ( compro a 10 vendo a 90) ma deve comprare 1-2 top player per fare il salto di qualità che tutti aspettano..ma questo capita con presidenti tifosi con presidenti investitori che preferiscono il secondo posto allo scudetto per intascare i diritti Champions e risparmiare il premio scudetto ed i conseguenti aumenti d'ingaggio.
adp10
2016-09-16 12:25:16
forza juve!!!

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