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Napoli, una squadra “scumbinata”
senza il diavulillo Ciro

Napoli, una squadra “scumbinata”
senza il diavulillo Ciro

Non potendo, per ragioni a noi ignote, impartire lezioni di bel giuoco come invece abitualmente amano fare, ieri sera, sul palcoscenico calcistico più prestigioso d’Europa e cioè la Champions League, i ragazzi di Sarri hanno deciso di elargire lezioni di storia e di geografia insegnando in particolare che l’Ucraina è quello stato dell’Europa orientale famoso non solo e non tanto per essere stato ai tempi dell’Impero Russo il granaio del continente e la principale roccaforte dello zar quanto per essere quello stato dell’Europa orientale le cui squadre di calcio solitamente fanno fare delle grandissime figure di mmerd ai calciatori del Napoli ivi impegnati in trasferta. 
 

 

È questo, al momento, l’unico insegnamento possibile che appare derivabile da una partita che definire raccapricciante è poco. Per capire la situazione, basti pensare che ieri sera l’unico calciatore di proprietà del Napoli che si è salvato è stato Zuniga. Ovunque si trovasse, a Miami o in Colombia, a farsi i tuffi o i selfie con la mugliera, Zuzzù ha dato sicuramente prova di una migliore tenuta atletica e tattica. Confusi, disordinati, inzallanuti, scumbinati: così invece i guerrieri di Sarri si sono presentati all’appuntamento con lo Shakhtar, pronto invece ad attenderli con il coltello in mezzo ai denti e tremila contropiedi in mezzo al campo. A peggiorare la situazione, la partenza da titolare di Milik. Mo’, non è che sia stato direttamente lui a ingenerare il panico: il fatto che giocasse con noi e non con loro e in particolare nel ruolo di centravanti era a tutti abbastanza chiaro (pare) ma è innegabile che senza Ciro Mertens il Napoli perda entusiasmo e identità. Callejon si deprime, Hamsik si rifiuta di crossare e Reina addirittura abbandona il posto di lavoro in preda a una crisi isterica. È bastato poi l’ingresso in campo sia pur tardivo del diavulillo per far conquistare al Napoli un poco di anima e curaggio e, soprattutto, un rigore, trasformato poi in un preziosissimo gol in trasferta da Milik. 

Mertens è una via di mezzo Attila e re Mida: dove passa lui non crescono più difensori avversari e ogni pallone che tocca diventa occasione da gol. Ora, è chiaro che pure Milik deve giocare e l’alternanza tra i due è alla base del libero mercato dei voti del fantacalcio e però dico io, proprio in Ucraina, dove la squadra più innocua tiene il nome di una supposta dovevamo fare questo esperimento? E jamm! 
 


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