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I complimenti del presidente
​all'Amatori Napoli Rugby

Alfredo Gavazzi

Cambiano gli scenari, si modificano gli equilibri e i rapporti di forza, si allargano i confini della palla ovale. Nuove prospettive all’orizzonte: Napoli torna ad essere la capitale del Sud, grazie alla promozione in serie A dell’Amatori. In visita istituzionale al Coni, presso la sede di via Alessandro Longo, Alfredo Gavazzi, presidente della Federazione Italiana Rugby, ha incontrato i club della Campania. «Non è stata casuale la promozione dell’Amatori Napoli in serie A. Penso che il lavoro fatto dall’Amatori viene a medio termine, sono stati iniziati i lavori dell’impiantistica qualche anno fa. Il gruppo di ex giocatori ha investito nella formazione dei ragazzi, per poter andare ad un livello superiore», spiega il massimo dirigente bresciano. «E’ importante per la Fir che crescano al Sud società che abbiano l’ambizione di andare in eccellenza, perché vuol dire che ci sarà una valorizzazione del territorio meridionale».

In dono, Gavazzi riceve una cravatta di Marinella, omaggio di Sergio Roncelli, presidente Coni Campania. Riflessione ad ampio raggio: dai diritti televisivi alla possibilità di un’Accademia a Napoli. «Vedremo sui tempi di realizzazione. Per fare un centro di formazione permanente ci vuole anche una struttura adeguata. E’ fondamentale pensare che ci sia un altro centro di formazione under 18 nel territorio campano, a metà tra la Sicilia e Roma», ammette Gavazzi (nella foto con il direttore sportivo dell’Amatori, Gabriele Gargano, e il tecnico verdeblu, Lorenzo Fusco), che annuncia i suoi prossimi impegni. «Ritornerò il 14 giugno per l’inaugurazione del campo di Torre del Greco». E auspica di prendere parte alla cerimonia d’apertura delle Universiadi al San Paolo il 3 luglio.

Ad illustrare le linee guida e una strategia di condivisione, utile alla diffusione capillare della cultura del rugby di base e non solo, Franco Ascione, responsabile area tecnica Fir. «Occorre diversificare la proposta: agonistica, partecipativa, amatoriale. Serve un diverso coinvolgimento, in quanto è cambiato il mercato di reclutamento. Dobbiamo aprire i cancelli delle società e restituire cittadini migliori. Sempre validi i nostri valori: inclusione, sostegno, rispetto dell’avversario e divertimento. Formazione, promozione, competizione le tre colonne per il rugby di base». E poi progetti di responsabilità sociale, da attuare in base alle esigenze e bisogni delle realtà locali, come ha evidenziato Daniela De Angelis, responsabile Ufficio di Presidenza Fir. Non un modello unico da applicare. Considerato il momento congiunturale positivo del rugby in Campania, «il territorio va supportato da parte della Fir, per far crescere ragazzi e società», chiedono all’unanimità i dirigenti dei diversi club campani.

«Sono molto contento dell'esito dell'incontro con il presidente Gavazzi e le nostre società. Il confronto è stato positivo e la partecipazione alla discussione testimonia l'interesse dei club alla progettualità che la Fir vuole mettere in campo nel prossimo futuro. Dialogo costruttivo anche con Flavio Figuretti sull'impiantistica e con il coordinatore dei comitati Antonio Luisi in un clima sereno e interessato. Sicuramente un valido momento di confronto e di scambio di informazioni, per migliorare l'azione federale sul territorio». Il rugby napoletano e campano vuole dire la sua, far valere le proprie ragioni, uscire dal cono d’ombra.
 


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