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L'ex posillipina batte lady Cassano:
​la Coppa Italia va alla SIS Roma

Fabiana Loredana Sparano

Potenza, agilità, intelligenza, vivacità. Capacità di leggere in anticipo le mosse dell’avversario. Gli addetti ai lavori hanno accostato la «pantera» della SIS alla statunitense Ashley Johnson, campionessa del mondo a Kazan nel 2015 e oro alle Olimpiadi di Rio 2016, vinto in finale contro il Setterosa. «Non vorrei paragonarmi a nessuno: siamo simili fisicamente ma abbiamo due impostazioni diverse, veniamo da due scuole differenti». L’ultima sua parata, la più difficile e la più importante, fa schizzare in piedi le sue compagne dalla panchina, evita i rigori e consegna una storica vittoria alle capitoline. La carezza della numero 12 Shae Chantal Fournier vale come un ringraziamento. Ci sono le sue mani sulla Coppa Italia conquistata al Centro Federale di Ostia. A blindare il successo Fabiana «Loredana» Sparano il numero 1, in calottina rossa, della Roma. «Emozioni indescrivibili, soprattutto negli ultimi 8” con l’uomo in meno». Ermetica e concentrata, impenetrabile e determinata, la pallanuotista nata a Castel Volturno il 12 maggio 1995 da papà napoletano e mamma di Paduli, in provincia di Benevento, si rende protagonista, disinnescando la conclusione di Carolina Marcialis.
 

 


Finisce 6-5 (3-2, 0-0, 3-2, 0-1) per le ragazze di Marco Capanna sul Rapallo. «Non possiamo subire il pareggio. Devo cercare di fare il possibile per la mia squadra e abbiamo portato il risultato a casa», ha pensato in quello scorcio di gara l’ex posillipina (nelle foto di Luigi Mariani), felice di aver griffato il primo trofeo nella storia del club giallorosso. Trascina alla gloria eterna la Capitale e sbarra la strada a lady Cassano, moglie dell’ex calciatore di Bari vecchia presente in tribuna, dopo la doppietta realizzata nel primo tempo. «Bellissima sensazione quando è suonata la sirena: avevo i brividi e non nascondo che mi è uscita qualche lacrima, stringendo forte il pallone». L’opposizione di Ekaterina Tankeeva alla Marcialis agevola la presa perfetta di Sparano. «Devo dire che nel torneo sono riuscita a fare del mio meglio e sono soddisfatta a livello personale. Inoltre due parate nel quarto tempo hanno evitato il possibile -1», spiega Loredana, che prima dell’intervento su Marcialis nel finale, aveva disinnescato il tiro di Avegno sul punteggio di 6-4 con un grande intervento, posticipando così il 6-5 gialloblù, segnato a un minuto e mezzo dal termine.

Most valuable player, la migliore in acqua, abile a stoppare e respingere al mittente incursioni e bellicose intenzioni. Prestazione magistrale da incorniciare quella della sportiva campana, cresciuta al Posillipo dal 2005 al 2012. Non a caso le sono pervenute, tra i tanti attestati di stima, le congratulazioni di Valentino Gallo e Tommaso Negri via Facebook. «Fa piacere ricevere i complimenti di due professionisti del loro calibro». Coppa Italia in bacheca e dedica speciale. «Al mio papà Gennaro che non c’è più: mi seguiva sempre e ha fatto tanti sacrifici per me». Al secondo anno, studia Scienze motorie all’Università telematica San Raffaele. Si trova benissimo a Roma, dove intende restare nei prossimi anni. Ha difeso la porta della Nazionale azzurra alle Universiadi di Taipei (18-30 agosto 2017) e coltiva un desiderio. «Sogno Tokyo 2020. Mi impegnerò per arrivare in forma. Spero di partecipare alle prossime Olimpiadi e far parte del gruppo di Fabio Conti». Spinge avanti il cuore. Un tatuaggio sul braccio sinistro. «Non c’è mai fine al viaggio anche se un sogno cade». Le piaceva la frase di Claudio Baglioni. Per Fabiana “Loredana” Sparano «la vita è adesso», addentando la medaglia consegnatale dal presidente della FIN Paolo Barelli e alzando al cielo la strameritata Coppa dalla coccarda tricolore.

 

 

 


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