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Il derby va alla Tgroup Arechi:
affondata la Studio Senese Cesport

Bencivenga e Buonocore

Una volta avversari nei quarti di Coppa Campioni, adesso insieme nella stessa squadra. Di tempo ne è passato da quell’indimenticabile match del 1997 tra Becej, imbattuto da due anni e mezzo nella sua inespugnabile fortezza in Serbia, come ricorda Franco Esposito in «Palombelle tra amore e guerra» (Absolutely Free Libri), e il Posillipo allenato dal compianto Paolo De Crescenzo, al quale è dedicata l’incredibile storia di Dusan Popovic, il gigante fragile. C’erano all’epoca a sfidarsi Nebojsa Milic, attuale tecnico della Tgroup Arechi Salerno, e Fabio Bencivenga, centroboa rossoverde di caratura internazionale, ritornato in acqua di recente proprio con il club scudocrociato. Al PalaCasoria Mimmo Mattiello e soci si aggiudicano il derby campano, battendo 9-8 (parziali 2-3, 1-3, 3-1, 2-2) la Studio Senese Cesport. Prima vittoria stagionale per il club presieduto da Elena Gallo e seconda sconfitta di fila, la prima interna, per i ragazzi di Fabrizio Rossi. Tre punti pesanti per l’Arechi, che scavalca e distanzia in classifica i gialloblù, fermi a un punto.
 

 

Illude il vantaggio iniziale prima con Alessandro Femiano e poi con il capitano Fabrizio Buonocore. La beduina del «drago di Curti», servito da Mattiello, spaventa Pasquale Turiello ma il pallone si stampa sulla traversa. Colpisce il bersaglio, invece, la saetta dell’ex di turno (2-3). Nella seconda frazione prende coraggio l’attaccante barese Giuseppe Gregorio, classe’99, di proprietà posillipina, e mette a segno una doppietta (2-5). Tiene in scia i suoi il mancino Gigi Di Costanzo: la pregevole palombella supera Noviello (3-5). Si va all’intervallo lungo sul +3 per i salernitani, grazie alla staffilata di Mattiello. Cesport sospinta dal pubblico prova a riagguantare gli avversari con Giacomo Saviano e Di Costanzo (5-6). Frena, però, la rimonta della Studio Senese l’incontenibile Gregorio, autore di una tripletta che poteva tramutarsi in cinquina con i due pali centrati nelle azioni immediatamente successive. Jacopo Parrella tiene aperta la porta della speranza: suo lo zampino del 6-7. Negli ultimo otto minuti prende il sopravvento Siani, ribadendo il doppio vantaggio (6-8 e 7-9). Resta acefala la panchina della Cesport con le espulsioni del direttore sportivo Amedeo Alagia, del coach Rossi e del presidente Giuseppe Esposito. Ad 1’04” dalla sirena Buonocore, imbeccato da Di Costanzo, riporta il divario a -1. Esulta l’Arechi, si danna la Cesport. «Siamo contenti. Prova soddisfacente. Una bella vittoria», commenta Bencivenga (nelle foto di Manuel Schembri). Prezioso il suo contributo in vasca. «Sono più felice delle due deviazioni finali che della doppietta realizzata: il mio ruolo è evitare di subire gol», ammette il difensore Mattiello. «Ci siamo finalmente sbloccati e abbiamo tutte le carte in regola per fare bene nel corso della regular season. Siamo attrezzati per giocarcela contro chiunque. Complimenti alla Cesport, società di indubbio livello», osserva Mattiello, emozionato nell’impianto che lo ha visto protagonista otto anni fa con il Posillipo nella finale scudetto davanti a 3500 persone. Forte il rammarico in casa gialloblù. «E’ mancato l’approccio giusto alla partita. Dovevamo iniziare prima a macinare gioco in attacco. Dobbiamo ripartire in fretta e cercare serenità. Bisogna meditare sugli errori e affrontare il prossimo impegno con il piglio da guerrieri», sentenzia Buonocore, artefice di una doppietta. Una furia il patron Esposito. «Inutile dire che la partita l’abbiamo persa meritatamente. Siamo in un periodo negativo dal quale dobbiamo uscirne presto. Derby alla nostra portata ma abbiamo lasciato alla Tgroup la conduzione del ritmo, con un atteggiamento blando e soluzioni sterili in fase offensiva. Dispiace però sottolineare che ancora una volta non siamo stati tutelati dalla condotta arbitrale. Ci rialzeremo subito ma i nostri sacrifici non possono essere vanificati da fattori esterni. Se qualcuno ha deciso che dobbiamo retrocedere, ce lo dicano immediatamente».

 


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