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La vittoria di Christian Andrè,
dalle Universiadi al ritorno in acqua

Christian Andrè

Il talento non ha età. Al PalaCasoria pubblico in visibilio per l’inaspettato quanto sorprendente ritorno in acqua di Christian Andrè. C’è la sua impronta sulla prima vittoria stagionale del San Mauro Nuoto nel girone 3 del campionato nazionale di serie B. Accolto in modo trionfale, il rientro del numero 12 alla pallanuoto giocata non passa sottotraccia, entusiasmando non soltanto gli addetti ai lavori. Sciolte le resistenze iniziali, raccolta l’intuizione felice del valido tecnico Oreste Di Pasqua, fugati i dubbi sulla condizione atletica, il presidente e fondatore nel 2007 della società biancoblu ha indossato nuovamente la calottina. «Una giornata che mi ha riportato indietro nel tempo. Inutile nasconderlo: ero emozionato. So che molta gente è venuta a vedermi incuriosita. Non avevo pubblicizzato il ritorno in acqua. La mia partecipazione era in dubbio alla vigilia. Ho giocato con un’iniezione di antidolorifico, perché due settimane di allenamento dopo undici anni di inattività mi avevano procurato parecchi traumi a spalla, collo, schiena. Quindi ero veramente in forse».
 

 


Numerosi i titoli conquistati in carriera e longeva la sua partecipazione nella massima serie: ben oltre 600 presenze e 18 campionati disputati in serie A1, due tornei di A2, dal 1990 al 2004 giocatore e capitano della Canottieri Napoli, al Circolo Nautico Salerno dal 2004 al 2008, da atleta prima e da allenatore poi. «Una sorpresa riscontrare gli applausi del pubblico in piscina: è stato molto bello così come essere al fianco di mio figlio Gabriele davanti alla mia compagna Lorenzo, al mio pargolo Norman, che ha saputo descrivermi benissimo i gol realizzati e i miei genitori in tribuna. Anche per loro un salto piacevole nel passato». Manifesto della determinazione e compendio della volontà che supera ogni limite, Andrè (nelle foto di Andrea Selcia) si è reso protagonista con la doppietta messa a referto nel terzo periodo: sua la firma del 7-4 con una perla balistica da dieci metri ad insaccarsi sotto la traversa e l’8-4 di potenza e a schizzo nel giro di 40”. Avversari pietrificati e approvazione piena dei tifosi.«Non so quale molla sia scattata dentro di me. Quando mi è stato chiesto il mio contributo in vasca il 20 dicembre, mi è sembrata una follia. Poi si è accesa una lampadina, la voglia di vivere un’emozione particolare, di accettare una nuova sfida. Non può esserci un’unica e semplice motivazione, una volta presa una decisione del genere».

Fondamentale l’apporto del patron-player nel successo maturato ai danni del Tyrsenia 11-6: in rete il neoacquisto Alfredo Riccitiello, che si presenta subito con una doppietta, la tripletta di Alessandro Bernaudo e le marcature di Rosario Muscerino, Luigi Martucci, Ciro Natangelo e del figlio d’arte Gabriele. «Sono entrato in punta di piedi, con grande umiltà. Mi sono messo a disposizione dei ragazzi, ho notato piacere da parte loro. Una giornata importante, vissuta con emozione». Serviva una mano al San Mauro, considerate le assenze pesanti di Simone Iaccarino e Daniele De Francesco, nonché lo stato di forma non ottimale del collettivo. «Sono molto contento e soddisfatto di aver trovato la forza e l'incoscienza di mettermi in discussione. Quando possibile, assicuro il mio impegno a mister Oreste Di Pasqua. Cercherò di allenarmi con costanza per ritrovare la condizione». Scherza sul suo minutaggio. «Mi definisco un panchinaro con autonomia limitata».

Indimenticabile l’esperienza vissuta alle Universiadi di Palermo nel 1997 e a quelle di Palma de Maiorca nel 1999 con le medaglie d’oro e d’argento messe in bacheca dal classe’77. «Emozioni meravigliose e irripetibili. La prima volta mi portò Enzo D’Angelo insieme a Fulvio Di Martire e Fabrizio Buonocore, la seconda invece Sandro Campagna». Ricordi indelebili riportati alla luce in vista dei Giochi universitari a Napoli e in Campania nel prossimo luglio. Impagabile il ritorno di Christian Andrè in piscina. Passione intramontabile e richiamo irresistibile dell’acqua clorata.


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