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Mondiali, argento Flamini-Minisini
nel duo misto libero in Corea

Mondiali, argento
Flamini-Minisini

Non è l’argento che fa singhiozzare Manila Flamini: è l’addio. “Non vedevo l’ora che arrivasse questo momento, ma ora che è qui non vorrei che finisse mai” riesce a dire fra un abbraccio e l’altro, che tutti le dedicano, da quello più complice di Giorgio Minisini, suo compagno di sport e di successo, a quello degli avversari divenuti amici come in una compagnia di giro (Bill May si sdilinquisce). Manca solo quello dei russi vincitori, il soldatino Maltesev e la bella compagna Mayya, costumi intonati, quadrettati e luccicanti, lui intasato di gelatina in testa come gli attori del cinema muto, mentre Giorgio ha chioma corta di ragazzo.
 



ANCHE IL TRUCCO SI SCIOGLIE
Le lacrime sciolgono di commozione sincronettes, tecnici e quant’altro. Sciolgono anche il trucco waterproof di Manila. “La mia carreira non poteva chiudersi meglio: smetto sapendo di aver dato sempre il massimo, oltre questo non sarebbe possibile andare, anche se continuassi. Sono stati anni bellissimi: con Giorgio abbiamo sperimentato, vinto, creduto nel cambiamento e posto le basi per un misto più vicino alla gente, più emozionante, coinvolgente”. E magari più incerto: “Alle Olimpiadi mio marito mi chiede del podio, glielo dico, lui scommette e vince sempre”. TUTTI

GLI ANNI
Manila a 31 anni ha il desiderio di sentirsi chiamare mamma, prima o poi, meglio prima: ne ha passati 16 in azzurro, 14 dei quali in Nazionale A, quattro medaglie mondiali e una è d’oro, 13 europee ed a Rio olimpica un quinto posto di squadra. Non essendoci ancora il duo misto ai Giochi queste medaglie le mancano. Lo mettessero a Parigi, metterebbe il pupo o pupa a bordo vasca e si ritufferebbe con Giorgio. E lui dice: “Di Manila ce n’è una sola, non ne troverò mai un’altra”. Non è amore, è tutto il resto, compresa la complicità dei campioni in coppia. Quanto all’amore, lei ha felicemente un marito, l’ex nuotatore Bolognesi, lui una ragazza sincronette che è nella squadra, Enrica Piccoli.

POCO PIU’ D’UN PUNTO
1,1334 è il distacco che dà l’oro ai russi sulle note di “Sing sing sing” di Louis Prima, popolarissima nell’interpretazione di Benny Goodman, che è quella che utilizzano da tre mondiali ed è entrata negli occhi, nei giudizi e nei voti dei giudici, con poca possibilità di scalfittura. I giudici sono dei tremendi abitudinari…
Il verdetto numerico è 92.9667 per i russi, 91.8333 per gli azzurri, 90.4000 per i giapponesi e 88.3000 per gli americani, il quarantenne Bill May, un passato da rivoluzionario dello sport (è stato lui a introdurre e imporre il sincro maschio), un presente da showman nel Cirque du Soleil.

ANGELI E DEMONI
La coreografia italiana è “Angeli e Demoni”, la musica di Balazs Havasi, il tasto più veloce del mondo: ne tocca, al piano, 498 in un minuto! Manila voleva essere il diavolo, che caratterialmente più gli si addice; ma Giorgio ha rifiutato il costume bianco dell’angelo e dunque il ruolo si è scambiato. Hanno proposto difficoltà enormi, apnee di lunga durata, una rotazione di lei dopo la spinta, senza mani in aiuto, un barracuda con avvitamento che è esercizio da “solo” ma lo fanno in due.  Maltesev, in sala d’attesa, non guardava: “Non guardo mai gli avversari, sorry: sono concentrato sulla mia routine”. Spocchiosetto il soldatino.

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SEMPRE RUSSIA
I russi hanno vinto tutto quando hanno gareggiato: “Al 99 per cento lo meritano, ma in certe cose, combo e misto, non sono più irraggiungibili” dice Manila. “La Cina già fa punteggi che facevano solo i russi” dice Giorgio. Le classifiche si potrebbero scrivere prima: “E’ questo che mi fa esere d’accordo con chi pensa che non sia uno sport: non c’è la competizione, l’adrenalina, la classifica fluida. Ma non ci arrendiamo” dice Giorgio. “I tecnici russi guardavano i nostri allenamenti: cominciano ad avere un po’ di paura”.

COMBINATO MA NON TROPPO
E adesso, pover’uomo? Ora Giorgio cerca una compagna d’acqua. “Non scelgo io”. Un “matrimonio combinato”? I tecnici qualche idea la nutrono ma il casting comincerà a settembre e presto finirà, ci sono gli Europei e le altre gare. “orse una ragazza non in squadra avrebbe più tempo da dedicarmi che non avrebbero le ragazze che debbono preparare le Olimpiadi” dice Giorgio. Le idee dei tecnici andranno confrontate con la compatibilità fisica e anche caratteriale tra la nuova mistista e Giorgio. “Quando ho cominciato io, mi sono appoggiato a Manila; la prossima dovrà invece appoggiarsi a me”. Ed Enrica? “Con lei non parliamo mai di sincro”.


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