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Mondiali nuoto: record per Orsi,
Panziera quinta in finale 200 dorso

Mondiali nuoto: record per Orsi,
Panziera quinta in finale 200 dorso

Simona aveva sognato nella notte della vigilia: il terzo posto, il bronzo e il tempo di 8.09. Mai dare retta ai sogni: la realtà piò essere migliore. Simona Quadarella è d’argento ai mondiali di nuoto in vasca corta, ad Hangzhou: negli 800 metri stile libero ha fatto più del possibile; ha migliorato se stessa e s’è presa il gradino di mezzo del podio, quello che i pronostici attribuivano all’americana Leah Smith, mentre il gradino più alto era da dare, prima ancora del via, alla ragazzina cinese Wang Jangjihae, che, sfrontata, ha chiuso in 8.04:35 dopo aver nuotato la prima parte di gara a ritmo folle ben al di sotto dei passaggi mondiali della spagnola Mireia Belmonte Garcia. D’altra parte se non è sfrontati a 16 anni quando lo si è, in vasca e a secco?

LA GARA DI SIMONA
La Quadarella non s’è fatta prendere dall’ansia: la Wang in costume ciclamino voleva andare? Cercare di assecondarne il ritmo sarebbe stato un suicidio (e la Wang pagava la fatica finendo 7 secondi contro il mondiale che cercava di sbriciolare subito). Allora meglio mettersi a distanza e tenere a bada la Smith, la tedesca Kohler e l’altra cinese. Il tempo finale di Simona era di 8.08:3 contro l’8.08:75 delll’americana di bronzo.

 

 


Per Simona non solo una medaglia importante, che migliora le qualità del metallo degli azzurri (fino alla Quadarella due bronzi, con detti nei 400 stile libero e Martina Carraro nei 50 rana) e propongono una scalata che magari potrebbe arrivare all’oro, ma anche una prestazione di valore speciale: il suo personale sbriciolato (era 8.13:41) e in una gara che non le appartiene in maniera totale, giacché la vasca corta con tutte quelle virate e il modo diverso di distendersi, non è una sua prerogativa specifica.

LE PAROLE DI SIMONA
“Non ci credo ancora” dice appena fuor d’acqua la Quadarella. “Sì, ero venuta qui per prendermi una medaglia, ma sapevo quant’era difficile riuscirci. Dedico questo medaglia a Cgristian e ad Elisa”. Christian è Minotti, il suo allenatore, che è stato premiato come nuotatore dell’anno nel nuoto; Elisa “è la mia migliore amica, che dall’Italia ha fatto il tifo per me”.

“Questo risultato vuol dire che sto bene e posso sempre migliorare; la cinese l’ho vista solo gli ultimi 150 metri ma proprio non ne avevo più per andarla a prendere”. La caccia alla ragazzina cinese è comunque aperta da “Simona del triplete”, la romana che in quest’anno perfetto ha vinto tre ori europei a Glasgow d’estate.

“E’ la medaglia che più mi aspettavo e sono proprio felice anche perché so di avere ampi margini di miglioramento. Ho sognato ieri notte che arrivavo terza e facevo 8.09. Sono andata più veloce ancora”.

MARGHERITA SENZA RIMPIANTI
Quinta nei suoi 200 dorso, scivolando meno bene del solito sull’acqua, Margherita Panziera, quinta in 2.02:50. “Ho dato tutto e più di così non ne avevo; era la mia prima finale mondiale individuale e se dai tutto devi essere soddisfatto: evidentemente agli Assoluti ero in una condizione migliore”. Evidentemente: a Riccione nuotò un secondo più veloce. La Bratton e la Beker, americane, sono prima e seconda, terza l’asutraliana Seebohm e resta di legno la supercampionessa, Iron Lady, la Lady di Ferro, l’ungherese Katinka Hosszu. 

Piero Codia, l’altro azzurro finalista, si ferma all’ottavo posto nei 100 delfino che vedono il trionfo del sudafricano Chad LeClos, il ragazzo che incrinò il regno di Phelps. Cosia, in corsia 1, non è mai della partita, Chad lo è subito e riesce a tenere a bada il tentativo di ritorno dell’americano caeleb Dressel, che si presenta ai blocchi di partenza con una bandana sulla cuffia forse per tenere più caldi i già calorosi pensieri. Dressel è un super. LeClos ha vinto in 48:50, Codia ha chiuso in 50:71, rallentando i tempi di batteria e semifinale.

IL GOL DEL BOMBER
Si può dare di più, dice più o meno Marco Orsi dopo aver stampato il secondo tempo del ranking di semifinale ed essere così entrato nella finale di domaninei 100 misti. Si può dare di più del nuovo record italiano che Marco, detto Bomber, ha appena fatto registrare: 51:42 contro il 51:57 che era il suo primato nazionale precedente. “Record italiano molto bene, ma si può ancora limare qual cosina; sarà dura, il russo è fortissimo, ma si può salire sul podio. Già in batteria mi ero sentito benissimo, pure con un errore nel passaggio tra la rana e lo stile libero”.

Il russo fortissimo è Kliment Kolesnikov, classe 2000, che nuota con al collo sempre una catenina e una croce come condolo, incurante delle fisime aerodinamiche: ha nuotato in 50:90, migliorando il suo mondiale juniores, perché anagraficamente junior è ancora.

E POI SIMONE
Anche Simone Sabbioni si prende la finale dei 50 dorso, 23:10 il suo tempo che è il sesto: “Sono molto contento perché sarà la mia prima finale mondiale; la medaglia non è lontana, anzi siamo tutti vicini; però bisognerà andare sotto i 23 secondi”.

Restano fuori dai giochi finali Lorenzo Zazzeri nei 50 stile libero, e Ilaria Cusinato nei 100 misti. Ilaria “accusa” una sbandata durante il dorso. E poi è atleta da distanza.  

LE FINALI SENZA AZZURRI
La prima gara del pomeriggio mondiale è subito mondiale: è quella dei 200 rana e il russo Kirill Prigoda si prende l’oro e il primato del mondo, nuotando in 2.00:16. Poi la “gara delle gare”, i 100 stile libero femminile: l’Olanda domina piazzando al primo posto Ranomi Kromowidjojo che, in 51:44 precede la connazionale Femke Heemskerk, 51.60.

CHIUSURA MONDIALE
Come l’apertura, anche la chiusura della sessione di oggi è con il record mondiale: lo fanno gli Stati Uniti nella staffetta due sessi e quattro stili. Lo fanno, 1.36:40 le coppie statunitensi, ultimo frazionista Caeleb Dressel che si trova compagno di corsia della nostra ultima frazionista, Federica Pellegrini, assegnataria dello stile libero. L’Italia, che ha schierato Sabbioni nel dorso, Scozzoli nella rana, la Di Liddo nel delfino e Federica, si classifica quinta, 1.38.08. L’appuntamento con la medaglia numero 50 per la Pellegrini internazionale è rimandata: ma verrà, se non qui la prossima volta. Federica è tutt’altro che “disarmata”.

 


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