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Rugby, i giocatori della Benetton
si rasano per il compagno malato

Rugby, i giocatori della Benetton
si rasano per il compagno malato

«Tutto spontaneo, non sono state necessarie tante parole, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso». Alberto De Marchi, pilone del Benetton, uno dei veterani, portavoce e coordinatore tra i giocatori del Benetton Rugby riassume così la decisione della squadra di rasarsi per solidarietà nei confronti del compagno Nasi Manu e scendere in campo domani tutti uguali, in occasione di Benetton-Harlequins di Challenge Cup che segnerà il ritorno alla completa agibilità del Monigo dopo la copertura della tribuna Ets.

 



LA MALATTIA
In agosto a Nasi Manu è stata riscontrata una neoformazione all'apparato uro-genitale che richiedeva un immediato intervento chirurgico, poi eseguito dall'equipe del reparto di urologia del Ca' Foncello di Treviso. E dopo l'intervento sono iniziati i cicli di chemio terapia. Fatto che ha scosso l'intera squadra trevigiana. «Quando l'abbiamo saputo, siamo rimasti molto colpiti continua De Marchi si tratta di un problema non facile da risolvere, che ti fa pensare a tante cose, ma soprattutto ti fa riflettere. Non è stata una situazione semplice, anche perché in questi casi non è facile capire cosa sia giusto fare e cosa, invece, sia giusto non fare».
 


L'IDEA
La decisione di rasarsi come vi è venuta? «Volevamo fare qualcosa di significativo, volevamo dimostrare a Nasi di essergli vicino. Sapevamo che quando il ciclo di chemio sarebbe stato più forte, avrebbe perso i capelli, da ciò è nata l'idea, un modo per essere come lui: tutti rasati». Non è stato Faiva il fautore di tutto? «Hame è stato il primo perché aveva fatto un patto con Nasi Manu: quando Nasi si sarebbe rasato, l'avrebbe fatto anche lui e si sarebbero rasati l'un l'altro. La decisione, però, era già stata presa, dovevamo farlo tutti, anche se non è stato semplice coordinare ogni cosa, perché erano i giorni in cui la squadra era un po' di qua e un po' di là». Infatti, eravate un po' sparsi per il mondo. «Era il periodo in cui alcuni di noi erano impegnati a Roma con la nazionale, altri erano a Treviso perché indisponibili, o infortunati e il grosso del gruppo era in Sudafrica per le due partite del Pro14. Lunedì siamo rientrati dal Sudafrica e martedì, quando ci siamo ritrovati tutti in Ghirada, abbiamo parlato nuovamente tra di noi e abbiamo definito ogni dettaglio, il taglio dei capelli di tutta la squadra e la registrazione di un video. Così è stato e mercoledì ci siamo rasati l'un l'altro».
 


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