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Semifinale scudetto, il Posillipo
cede il passo al Brescia 9-7

Edoardo Manzi

«A testa altissima. I ragazzi hanno dato l’anima in acqua. Sono orgoglioso di questo gruppo. Una gara strepitosa contro il Brescia, il cui valore è noto a chiunque», dichiara Roberto Brancaccio al termine della semifinale scudetto. Sfida vera tra Brescia e Posillipo: finisce 9-7 (parziali di 2-2, 2-1, 3-2, 2-2) in favore dei lombardi, che sudano, è il caso di dirlo, sette calottine. Agguerrito e per niente intimorito dalla differenza di 32 punti in classifica nella regular season, annullata alla Bruno Bianchi, il club rossoverde gioca alla pari della compagine biancazzurra, stemperando il divario non solo anagrafico.

Nella prima frazione segnano in superiorità numerica i mancini e gli ex di turno, rispettivamente Edoardo Manzi e Valentino Gallo. Non trova il braccio del difensore ma il corridoio libero (l’altro mancino) Alessandro Nora (21). Il Posillipo argina a dovere e regge bene l’urto della Leonessa d’Italia. Immediata la reazione di capitan Paride Saccoia, che agguanta il 2-2: su di gambe, finta, polso girato e splendido diagonale. Il match appassiona e vive del duello anche verbale tra allenatori. «Dobbiamo giocare con pazienza in avanti», dice ai suoi Sandro Bovo. «Dobbiamo stare attenti alla zona, non possiamo arretrare», risponde Brancaccio. «Non serve innervosirsi, dobbiamo vincerla alla fine», predica il genovese classe’69, tra gli eroi di Barcellona’92.

«Prendiamo fiato, fino alla fine, pensiamo all’uomo in più», le indicazioni durante l’interruzione tecnica del coach rossoverde ai suoi nel secondo periodo. Guadagna superiorità il centroboa Luca Marziali e sfrutta la chance a disposizione: si erge e schiaccia per il nuovo vantaggio napoletano (3-2). Corre ai ripari Bovo.«Dobbiamo giocare con la testa e la calma, soffrire dietro e accettare la partita». Tommaso Negri stoppa il croato Nikola Vukcevic ma nulla può sul pallonetto di Pietro Figlioli, agevolato dalla doppia superiorità (3-3). Controsorpasso bresciano a 1’12” dall’intervallo lungo con il romano Nicholas Presciutti (3-4). Vanifica di poco due occasioni Marziali.

Si va al riposo e cambio panchine. Nell’intermezzo spazio alle Universiadi con il competition manager Bruno Cufino, intervistato dai Raisport. «Per Napoli e lo sport italiano si tratta di un’occasione importante, la pallanuoto internazionale s’affaccia nella nostra città in alcuni impianti rinnovatissimi, nella speranza di rinverdire una tradizione antica, che ha visto le nostre squadre vincere in ogni competizione. Dopo le Olimpiadi, le Universiadi sono la più importante competizione al mondo per numero di partecipanti, la città è pronta. Tutto il movimento della pallanuoto italiana si mobiliterà per questo evento, credo che possa essere di grande aiuto per rilanciare il nostro sport e quelli acquatici nella città di Napoli».

Si riprende con l’impetuosa accelerazione dei vicecampioni d’Italia in avvio di terzo periodo: break dei lombardi con il centroasca Valerio Rizzo (3-5). Attimi di paura: scivola rovinosamente all’indietro Sandro Bovo, che rassicura immediatamente la panchina («Sto bene»). Eseguono alla lettera lo schema disegnato da Brancaccio Giuliano Mattiello e soci: cinque diagonali corte a sfruttare il secondo fallo grave di Figlioli. Il giocatore di Fuorigrotta, in calottina numero 5, manda fuori giri Marco Del Lungo, portiere titolare del Settebello: doppia finta e -1 (4-5). La beduina di Gianpiero di Martire precede il graffio dell’ex Zeno Bertoli: il possente difensore con la 10 griffa il 6-4 con l’uomo in più. Risponde subito Saccoia per il 5-6, Posillipo in scia a 28” dal termine del penultimo quarto. In parità numerica firma l’ennesimo doppio vantaggio il centroboa di Spalato, Petar Muslim a 8”.

Battaglia di nervi. Salgono i toni in vasca e la posta diventa pesante. Attento all’aspetto psicologico dei suoi Bovo, dispensa grinta Brancaccio. Gravato dei tre falli definitivi, Saccoia costretto a lasciare  in anticipo. 8-5 Brescia e +3, targato Christian Presciutti. Manzi riaccende la luce (6-8). Confusione per il tabellone contasecondi e rosso al consigliere Luigi Massimo Esposito, che segnalava il malfunzionamento della tecnologia. Finisce anzitempo il match di Figlioli. Timeout chiamato da Brancaccio (a 2’57”). Replica il mancino Manzi (2’38”). Incita il Posillipo («Forza, forza») Brancaccio. Pallone al più giovane per il possibile 8-8: viene, però, murato Gianpiero Di Martire. Arriva la mazzata definitiva del 9-7 di Nora a 1’12” dal gong.

Evita un grosso spavento il Brescia. «Ci credevamo. Abbiamo dato tutto e detto la nostra», conclude Manzi (nella foto di Manuel Schembri), autore di una pregevole tripletta. Finale scudetto Recco-Brescia e lotta per il terzo posto e piazzamento Champions tra Posillipo e Bpm Sport Management.
 


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