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Nba, Alessandro Gentile
«invitato» dagli Houston Rockets

Alessandro Gentile

Alessandro Gentile e gli Houston Rockets si inseguono da anni ma non si incontrano mai. Ora questa “lunga storia d’amore”, cominciata con il Draft 2014, potrebbe avere un lieto fine. Il giocatore ex Olimpia Milano e Virtus Bologna cerca infatti un posto in Nba con maggiore convinzione rispetto al passato. Invitato, secondo i ben informati, al Veteran Camp dei Rockets, che detengono i suoi diritti fino al 2018 e che sono impegnati a fare spazio salariale per accogliere Carmelo Anthony alla fine di una trade pazzesca con Oklahoma e Atlanta. Gentile junior raggiungerà il Texas a metà agosto, sperando di ottenere un contratto garantito entro il 10 settembre. Soltanto in caso negativo, prenderà in considerazioni proposte in Europa, ma non più in Italia, da Sassari in particolare, dove intanto si è accasato il fratello Stefano. “A quasi 26 anni ha la giusta esperienza per trovare un posto in Nba, ma prima dovrà guarire completamente dal problema al dito e alla mano con cui convive da un anno e mezzo e lo ha costretto all’intervento chirurgico – ha dichiarato papà Nando in una recente intervista al Corriere dello Sport Stadio -. Ha cambiato la sua meccanica di tiro e ci auguriamo possa tornare a essere quel tiratore che è sempre stato”.

Quella notte di giugno di quattro anni, Alessandro fu chiamato con il numero 53 dai Rockets che ne avevano rilevato i diritti da Minnesota per quasi un milione di dollari su suggerimento di Gianluca Pascucci, al tempo “vice president of player personnel” della franchigia texana e già general manager a Milano quando lo strappò, forse prematuramente, da Treviso e dalla Ghirada, sua “culla” cestistica. In Nba non ci andò perché volle prolungare il contratto con Milano, fresco di vittoria in finale scudetto contro Siena. Convinto di poter diventare il simbolo dell’Olimpia o comunque potersi ritagliare uno spazio importante in qualche altra squadra europea dove avrebbe potuto giocare da stella piuttosto che da comprimario a Houston non avendo nelle gambe tanti minuti da titolare e dovendo migliorare in molti fondamentali. La storia di questi anni ha detto invece il contrario: uscito da Milano nel dicembre 2016, ha passato la stagione scorsa a metà tra Panathinaikos, con cui ha vinto la coppa di Grecia, e Hapoel Gerusalemme senza particolarmente brillare. Quest’anno alla Virtus Bologna con alti e bassi e poi l’infortunio alla mano. Doveva essere l’estate decisiva, tra il ritorno in nazionale dopo la mancata convocazione agli Europei 2017, e la Summer league in maglia Houston, ma ha dovuto rinunciare a tutto a causa dell’infortunio e della necessaria operazione.

Ora si apre la porta del Veteran Camp, dopo anni di speranze, illusioni, partenze e ripartenze, non solo logistiche ma anche tecniche. Nel 2016 sognava l’Nba, perse anche la fascia di capitano dell’Olimpia. Il Texas può segnarne il rilancio e la consacrazione. Sarebbe il settimo italiano a giocare oltre oceano. Carpe diem Alessandro.


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