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Playoff Nba, re Lebron trascina
i Cavaliers in semifinale

Playoff Nba, re Lebron trascina 
i Cavaliers in semifinale

Cominciamo dalla fine: siamo 102-96 per Cleveland. Indiana prova a costruire la tripla per tornare sotto con 24 da giocare. Lebron difende su Oladipo per lasciargli il tiro più complicato possibile, quindi si avventa sulla palla respinta dal ferro, cattura il rimbalzo e subisce il fallo che lo manda in lunetta per due liberi pesantissimi. Il tutto compiuto da uno sul cui tabellino c'erano già segnati 44 punti (chiuderà con uno in più), 9 rimbalzi, 7 assist e 4 recuperi. Insomma, uno che numeri alla mano avrebbe potuto metterci anche un milligrammo di grinta in meno. Avrebbero compreso tutti: «Sai com'è? Non ne aveva più...». Ma il risparmiarsi non è di Lebron James, il Prescelto, il Re, l'mvp. Specie se c'è da evitare la prima eliminazione al primo turno dei playoff di una carriera fatta di trionfi e record. Cleveland vince 105-101, si prende la semifinale di Conference contro Toronto e manda a casa Indiana, cui vanno comunque gli applausi per una stagione che doveva essere vissuta in sordina dopo l'addio di Paul George e che invece l'ha vista protagonista e radiosa verso il futuro con la consacrazione di Victor Oladipo (30 punti, 12 rimbalzi e 6 assist ieri).
ANDAMENTO LENTO
La posta in palio è altissima, ovvio. Ne scaturisce una tensione mostruosa che fa tremare ogni oltre immaginazione le mani dei giocatori. Il primo canestro, inevitabile, è di Lebron dopo un minuto e mezzo, subito pareggiato dai liberi di Collison. E basta. Fino a 8'46 dalla fine del primo quarto non segna nessun altro e si viaggia su un 2-2 che fa più area Fiba che playoff Nba. Inutile dire che il secondo canestro dal campo del match è ancora del Prescelto, l'unico a cui la mano non tremi proprio mai. Il primo periodo è perfetto: 5/5 per 13 punti. Il primo errore arriva dopo quasi 18 minuti, con il tabellino personale che segna già 17 punti. Cleveland veleggia sul 54-43 e i Pacers non sembrano i mastini che hanno azzannato le caviglie dei Cavs in svariati momenti della serie. Ma per Cleveland il blackout è sempre dietro l'angolo e arriva puntuale in avvio di secondo tempo e coinvolge anche Lebron che comincia con due tiri sbagliati e un turnover. Gli altri, come al solito quando la barca affonda, affondano con lei e in un attimo Indiana mette il naso davanti per la prima volta nel match con la tripla di Bogdanovic per il 59-58 a 7'13. Ma Lebron - alla 20ª gara di playoff con almeno 40 punti segnati - non ha affatto voglia di andare in vacanza già a fine aprile. E così ricomincia a macinare punti. Saranno 38 alla fine del terzo periodo. Riesce persino a scuotere l'abulico, fin lì, Kevin Love che si sveglia quando serve, con James in panchina con i crampi. Il resto lo fa l'energia di Thompson (15+10), uno dei vassalli del Re, rispolverato in quintetto da un coach Lue evidentemente spaventato dal win or go home. Per passare la nottata a Cleveland va bene così. Per arrivare a giocarsi l'anello servirà ben altro.


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