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Figc, Agnelli lancia Gravina:
«Stop alle beghe, faccia le riforme»

Figc, Agnelli lancia Gravina: 
«Stop alle beghe, faccia le riforme»

Mi auguro che Gravina sia in grado di riportare armonia a quella che era diventata una bega di condominio«. Andrea Agnelli saluta così il probabile arrivo del n.1 della Lega Pro al vertice federale. A Trento per il Festival dello Sport, il presidente della Juventus si è augurato che »gli accordi presi con le componenti si realizzeranno e spero che quello che è scritto nelle 6 pagine del programma della Lega di A sia realizzabile. Ma per farlo, ripeto, serve armonia«.

«Il commissariamento non ha portato ad un'attività forte sulle riforme - ha aggiunto nel faccia a faccia con il n.1 dell'Uefa Aleksander Ceferin - la riforma delle seconde squadra ad esempio è stata fatta un pò in fretta: confesso di averci pensato, ma una riforma fatta così in corsa non mi ha molto convinto. Poi dimentichiamo che abbiamo un campionato di B che ancora non sappiamo da quante squadre sarò formato, dico solo che è una cosa disdicevole. Poi potrei parlare delle infrastrutture, insomma Gravina ha un stilato un programma di 96 pagine ma se riuscisse a realizzarlo per 10% non sarebbe male». Per Agnelli «meglio poco e male che l'immobilismo o non fare niente. Per questo auspico di vedere il prossimo anno più seconde squadre, ne trarrebbe beneficio tutto il movimento. Ma un valore aggiunto sarebbe potuto venire anche dal calcio femminile ma anche in questo caso siamo andati avanti con corsi e ricorsi ed è rimasto tutto com'era. Parliamo di cose illogiche perchè a mio parere fare passare il calcio femminile al settore professionistico avrebbe potuto essere un salto per il calcio dilettantistico. Ecco perché chiedo a Gravina come prima cosa da fare di riportare un pò di armonia all'interno del mondo del calcio e il riconoscimento dei ruoli: la Serie A è il traino, anche economico per tutti gli altri, per la Serie B e C che per troppi anni ha vissuto dei contributi della A». Cosa invece chiede il presidente Ceferin al nuovo presidente della Figc è presto detto: si chiamano infrastrutture. «Non conosco Gravina, non ci siamo mai incontrati, so che è l'unico candidato e spero di incontrarlo presto - ha detto il n.1 del calcio europeo - Cosa gli chiederò? Dio lavorare alle infrastrutture, altrimenti la crisi del calcio italiano resterà visibile. È un peccato che così grande e con una grandissima tradizione non abbia strutture adeguate. So che serve anche appoggio della politica, del governo ma quello che posso dire è che l'Uefa non farò mancare il proprio appoggio».
 


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