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L'Italia di Acerbi e Spinazzola:
«Il nostro Olimpico ci trascinerà»

Aberbi e Spinazzola

Il derby di Roma si gioca prima in Nazionale, ma Acerbi e Spinazzola a Coverciano in queste ore hanno pensieri solo azzurri, semmai con qualche sfumatura di verde… Entrambi d’accordo sulla valenza dell’Olimpico in una partita così importante per l’Italia: “Per noi - rispondono in coro - giocare lì è una emozione grandissima. Poiché siamo delle due squadre della Capitale: davanti alla nostra gente daremo ancora di più perché la sensazione sarà straordinaria. Ci aspettiamo uno stadio pieno e siamo certi che sarà una festa. Sperando naturalmente di allungare la nostra serie di vittorie…”. Sulla Lazio Acerbi non è stato tenero: “Ci manca la cattiveria delle grandi per fare il salto di qualità definitivo…”. Mentre Spinazzola non ha drammatizzato sul momento particolare della Roma, ma ha puntualizzato qualcosa sul suo utilizzo: “Ci sono state partite in cui abbiamo creato molte palle gol e non abbiamo preso i tre punti meritati, come col Cagliari, e altre come a Bologna dobbiamo abbiamo vinto all’ultimo. Credo ci manchino solo 2-3 punti per colpa degli episodi e anche dei tanti infortuni, ma c’è tanto tempo per recuperare”.  

ACERBI - Si parte dall’Olimpico: “E’ importante per la Nazionale, ci aspettiamo tanto pubblico. Per noi e per la Capitale è una gara importantissima, noi siamo entusiasti. Speriamo di vincere per continuare la striscia di vittorie e far felici i tifosi. Chiudiamo il cerchio prima possibile”. Il laziale parla anche del post malattia: “Io mi tengo sempre pronto, mi preparo sempre per giocare. Dopo la malattia in crescendo ho fatto buone stagioni, sono in un momento bellissimo, ma resto umile. Vado sempre oltre”. 
La maglia verde: “Non ce l’aspettavamo, è una cosa nuova, diversa ma carina, nessun problema”. 
Domani l’Italia andrà in visita al “Bambin Gesù” di Roma: “Sono frangenti particolari perché vedi bambini che soffrono. Quando entro in questi reparti mi sento forse quasi a mio agio… Purtroppo ci sono passato anche io e mi piace dare una parola di conforto. Per loro siamo un punto di riferimento”. 
Sogna l’Europeo che gli sfuggì nel 2016: “Con Conte avevo fatto tutto poi il Ct scelse altri uomini, il mio obiettivo e’ l’Europeo. Do il meglio di me per la Nazionale. Mancini gioca in modo che mi piace, amo l’aggressività, il voler sempre attaccare. Girone facile? Vincere non è mai facile… Tante partite di fila poi…” 
Si vira sulla Lazio: “Ha cominciato bene e poi sono emersi gli stessi problemi da quando ci sono io: creiamo tanto, ma a volte perdiamo partite da non perdere. Ci manca il salto di qualità anche se abbiamo grandi giocatori. Non abbiamo la determinazione per portare a casa il risultato che invece hanno le squadre top, quel desiderio di raggiungere gli obiettivi. Non puoi prendere due gol dopo che hai dominato come a Cluji. Dobbiamo riuscirci in fretta a migliorare perché  
la classifica non è quella che ci aspettavamo”.
Capitolo Mancini: “Ha messo idee e serenità che valorizzano le qualità dei giocatori in campo. Ci divertiamo perché giochiamo sempre all’attacco, si vede che l’Italia quando gioca si diverte”. 
Immobile e Belotti, dualismo in Nazionale. Ma chi li marca come li affronta? “Sono due grandi attaccanti: Ciro è più di movimento, ha la capacità di smarcarsi, grande strappo in velocità, si allarga e poi ti punta, davanti al portiere è letale. I gol sono la prova di quanto sto dicendo. Anche Belotti si muove molto, ha grande gamba ed è molto fisico poi non molla mai, cerca sempre la possibilità di far gol. Essendo entrambi molo mobili per un difensore è più dura. Certamente più facile marcare uno statico che due giocatori così bravi ad attaccare la profondità. Io sono onorato di essere un compagno di Ciro nella Lazio e in Nazionale di Belotti".  

Spinazzola: “Giocare all’Olimpico è sempre bello e sento che sarà una grande festa per una bella serata.
Non so se giocherò, siamo in una buonissima squadra, tutti i ruoli coperti. Fino a sabato non sapremo niente”.  
Tema maglia verde: “I nostri colori sonno azzurro e bianco, ma la portiamo senza problemi”. La difesa? “L’Italia è composta da difensori di primissima fascia che giocano nei principali club in Italia e in Europa, quindi è un reparto forte”.
A lungo corteggiato dalla Juve poi scaricato. “Il club bianconero ha fatto una scelta ed io ne ho fatta un’altra perché sono andato in una grande squadra e se giocherò con continuità potrò dare tanto”. Anche la Roma però come la Lazio è in ritardo sulla tabella di marcia: “All’inizio abbiamo fatto tanti gol, poi meno. Il dato però è fine a se stesso. In queste ultime partite abbiamo creato moltissimo e guadagnato poco. Ci sono periodi così, poi mancano tanti giocatori offensivi e di qualità, senza cambi se giochi ogni tre giorni diventa dura”. 
Si torna sulla presunta facilità del girone dell’Italia che ha scatenato nel Bel Paese del pallone qualche dibattito: “Il calcio si è evoluto, oggi anche le piccole hanno una buona organizzazione difensiva. E’ vero, sulla carta siamo più tecnici e più forti, poi il campo però è un’altra cosa”. 
Passione Capitale: “Giocare per l’Italia è tanto e farlo all’Olimpico porta ancora più emozione. Sento che sarò ancora più spinto, essendo romanista, a far bene perché so cosa ti può dare quello stadio”. 
La Roma, come ha spiegato già, deve recuperare terreno: “La classifica dice che siamo tutti lì, la Juventus però ha sempre qualcosa in più. Sono in una grandissima squadra che comunque la scorsa estate ha cambiato molto, a cominciare dall’allenatore. Fonseca ha portato un nuovo modulo e nuova visione del calcio. Lui crea tante aspettative anche dentro lo spogliatoio. Noi crediamo in lui e pensiamo di far bene, poi le partite vivono di molte facce e tanti episodi. Vinci col Bologna all’ultimo e pareggi col Cagliari quando potevi fare tanti gol. Sono quei 2-3 punti che ti cambiano la classifica. Abbiamo tanto tempo per risalire”.
Questione delicata, Spinazzola non si nasconde: “E’ tutta la vita che gioco a sinistra, penso che un motivo ci sarà… Però sono destro e allora se Fonseca mi vuole lì io accetto anche se il mio calcio cambia: parlo della coordinazione,  postura del corpo, devo provare e riprovare le giocate per migliorare”. 
Non esclude però di entrare in concorrenza con Kolarov: “Se mi chiedete se lo escludo a priori di prendere il suo posto a sinistra rispondo di no anche se riconosco che è fortissimo, infatti lo stimo come calciatore e come uomo. Io quando da destra torno a sinistra mi ritrovo immediatamente anche se nell’altra posizione magari ho giocato 10 partite. Perché come ho già spiegato sono abituato da sempre al ruolo”. 
Se la sentirebbe allora di giocare esterno alto? “Quel ruolo l’ho fatto sei anni fa, adesso mi sento di giocare più basso, ho molto più campo. Poi se il tecnico mi chieder di giocare più alto sono un professionista… Ho la fortuna o la sfortuna, infatti, di ricoprire più ruoli…”. 


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