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Razzismo e volantino antisemita contro i biancocelesti, Giorgetti: sì allo stop alle gare

Razzismo e volantino antisemita contro i biancocelesti, Giorgetti: sì allo stop alle gare

ROMA Prima Anna Frank oggi Israele. La violenza negli stadi, tra tifoserie antagoniste non è solo fisica: un nuovo caso di antisemitismo si mischia con il mondo del calcio. E torna l'ipotesi di valutare la sospensione alle partite con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che sposa la linea della Federcalcio. Ieri a poche ore dai festeggiamenti dei supporters della Lazio per i 119 anni della società sportiva sfociati poi in una guerriglia urbana contro la polizia , sono apparsi in diversi quartieri di Roma nord dei volantini antisemiti con su scritto: «Lazio, Napoli, Israele, stessi colori, stesse bandiere. Me...». A redigerli potrebbero essere stati degli ultras romanisti che in questo modo hanno risposto al caso scoppiato un anno fa quando all'Olimpico apparvero degli adesivi con l'immagine di Anna Frank nei panni di tifosa della Roma lasciati da alcuni tifosi biancocelesti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo ma le indagini finora condotte dagli agenti di polizia della Digos non hanno accertato quest'ipotesi. Non si esclude neanche che i nuovi volantini siano stati prodotti per distogliere l'attenzione dalla guerriglia di martedì notte. Durissime, al netto delle indagini, le reazioni. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha parlato «inaccettabile violenza: la città non può diventare teatro per la follia di alcuni delinquenti». «Senza parole» il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, mentre per la presidente della Comunità ebraica, Ruth Dureghello, «quei volantini sono un'ulteriore dimostrazione che razzismo e antisemitismo nel calcio non hanno colore e che serve una soluzione definitiva per debellare il problema». Problema che, oltre alle immagini, si palesa a suon di cori razzisti negli stadi durante le partite. Ieri il sottosegretario Giorgetti ha detto: «è giusto che facciano il loro corso le regole sportive, ci sono protocolli Uefa e Fifa su queste vicende e giustamente la Figc si impegna a tradurli». Per il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sospendere le partite «per colpa di pochi delinquenti» sarebbe «la sconfitta del calcio». È necessario «sradicare la violenza dentro e fuori gli stadi ha concluso il titolare del Viminale che devono rimanere luoghi colorati e di sana passione sportiva».


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