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Nazionale, Di Biagio: «Il mio futuro non è la priorità. Buffon qui per giocare non solo aggregare»

Di Biagio, le speranze di conferma
«Ma il mio futuro non è la priorità»

«Certo che mi sto giocando qualcosa, ma non è la priorità. Ora abbiamo altri tipi di problemi, dobbiamo rilanciare la Nazionale». Sono le parole del ct della Nazionale Luigi Di Biagio chiamato a guidare gli azzurri per le prossime amichevoli contro Argentina e Inghilterra. «Sono un uomo federale da 8 anni. Devo sfruttare al massimo l'occasione e in cuor mio spero di mettere in difficoltà i vertici federali».

«Buffon è un monumento, è qui per aggregare ma anche per giocare, per dare il valore aggiunto a questo gruppo in campo e fuori». Con queste parole Luigi Di Biagio ha spiegato la chiamata e la presenza del capitano azzurro a questo raduno a Coverciano, il primo dopo il flop alle qualificazioni mondiali. «Gigi giocherà una o due partite, adesso non so, valuterò nei prossimi giorni - ha proseguito il ct azzurro - Non mi interessa sentir parlare di rottamazione, io prendo le mie decisioni in base a qual che vedo, non a quel che leggo. Vediamo cosa succederà quando Buffon smetterà, comunque qui ci sono due portieri bravissimi pronti a rubargli il posto, mi riferisco a Perin e a Donnarumma che conosco molto bene, non sarà qualche errore commesso a sminuire il loro valore e la loro crescita».


«Alcuni giocatori si devono ritrovare, Insigne è già una certezza. Jorginho e Verratti per me possono giocare anche insieme. Per Balotelli non è una chiusura definitiva, ho semplicemente visto, valutato e fatto la mia scelta, giusta o sbagliata che sia l'ho fatta ritenendola la migliore per il bene della squadra e del gruppo». Così Gigi Di Biagio motivando l'esclusione dell'attaccante del Nizza per il primo raduno ufficiale del 2018 della Nazionale. «I numeri, parlo in generale e non solo riguardo Mario, sono molto importanti ma poi - ha continuato il ct azzurro - devono essere conditi da determinate prestazioni. Motivazioni politiche dietro la sua mancata convocazione? Dal punto di vista del comportamento lui non ha fatto nulla e continuerò a seguirlo come ho fatto finora».


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