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Brasile, partire bene per cancellare l'umiliazione di quattro anni fa

Brasile, partire bene per cancellare l'umiliazione di quattro anni fa

«Non conservo nessun trauma di quella sconfitta. Se ne avessi avuti, avrei smesso di giocare a calcio, avrei lasciato tutto». Il Brasile riparte da capitan Marcelo, presente nell'ormai famigerato 7-1 contro la Germania di quattro anni fa, ma oggi volto di una Seleção diversa, fresca, compatta e super favorita per il Mondiale russo. Il primo avversario è la Svizzera di Petkovic, ore 20 alla Rostov Arena. Costa Rica-Serbia (14.00) anticipa l'apertura del gruppo E. Tite, ancora una volta, ha optato per il rodizio della fascia da capitano: non c'è un padrone, ma un gruppo di senatori in grado di assumersi la responsabilità di guidare i compagni. È una tradizione che ormai fa parte della storia della Seleção, Scolari utilizzava lo stesso metodo. Nel 2002, fu Cafu a sollevare la Coppa, ma Roberto Carlos, Roque Júnior, Rivaldo e Ronaldo erano capitani quasi alla pari. Nel 2014, le cose non andarono benissimo per il quartetto composto da David Luiz, che nessuno vuole più vedere in verde-oro; Thiago Silva, a cui rinfacciano ancora le lacrime contro il Cile; Júlio César e Fred.

FASCIA SCOPERTA
Il concetto di Tite, però, è meno elitista, perché da agosto 2016 ha avuto 16 capitani diversi: dal giovane Gabriel Jesus al romanista Alisson nell'amichevole contro la Russia (0-3). Al Corinthians adottava lo stesso metodo per stimolare (o premiare) i giocatori. Marcelo, ad esempio, è stato capitano solo una volta nella sua vita (Brasile-Ecuador delle qualificazioni), ma è stato scelto per il suo grande momento personale. «L'ho già detto in altre occasioni. Il Professore (così è chiamato Tite, ndr) ha cambiato completamente il volto alla Seleção, ci passa tutti i dettagli alla perfezione, è tutto più semplice. È più facile capirne il metodo. Tutti, in questa famiglia, hanno carisma e allegria», ha detto Marcelo alla vigilia. L'undici, disposto con il 4-2-3-1, è in linea con il percorso di Tite. Alisson fra i pali, difesa a quattro con Marcelo e Danilo sugli esterni, Coutinho, Willian e Neymar a sostegno di Gabriel Jesus. È un Brasile molto forte, ma con un piccolo punto debole: l'inesperienza mondiale. Sei giocatori titolari - Alisson, Danilo, Miranda, Casemiro, Coutinho e Gabriel Jesus - non hanno mai disputato una Coppa del Mondo. Un gap che può comunque essere colmato con le esperienze a livello di club. C'è grande attesa per Neymar, non solo in chiave nazionale ma anche per i rumors di mercato. Dopo l'exploit di Ronaldo con il Portogallo e il flop di Messi con l'Islanda, il brasiliano è atteso al varco da tifosi e detrattori. «Non è ancora al 100%, ma l'evoluzione è sufficiente per giocare un grande match», ha assicurato il tecnico Tite.

I CAPELLI
Il nuovo look pre-Svizzera non l'ha aiutato a mantenere un profilo basso. «Nel 2002, Ronaldo si fece dei capelli orribili e vincemmo. Nel 2018, Neymar si fa dei capelli orribili e», scherzano i brasiliani sui social. «Penso sia impossibile neutralizzare totalmente Neymar per 90 minuti. Dopo Ronaldo e Messi, è il giocatore migliore e più completo. Dobbiamo imporre il nostro gioco, usare gli esterni e chiudere gli spazi», ha detto Lichtsteiner, capitano della Svizzera e neo-acquisto dell'Arsenal.
 


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