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Champions, il Milan rallenta:
a Parma Bruno Alves fa 1-1

Il gol del pareggio di Bruno Alves

C’è (din, don) Dan Peterson, in tribuna, per Quelli che il calcio, osserva e mangia una piadina, ultraottuagenario, accanto ad Alessandro, esportman, giovane videogiocatore. Vedono un 1-1 ingiusto, il Parma era stato persino superiore, molto è un Milan che fa il Parma, palleggio sulla trequarti per limitare i rischi, da piccola squadra.

Sul campo, va più o meno come prevedibile, il Milan non ha la forza di Atalanta, Lazio o Juve, non attacca molto, soprattutto nel primo tempo. Donnarumma rischia il rigore su Ceravolo (è salvato dal Var), su azione di Gervinho, una bella girata porta scompiglio in area. Piace il mancino crociato Dimarco, il centrocampo di Roberto d’Aversa tiene relativamente. Da Champions è il colpo d’occhio, con i distinti vuoti a metà ma le curve strapiene, al solo. Piatek si vede poco, dominano i muscoli di Bakayoko e colleghi di muscolatura, Gervinho si invola e poi rientra a centrocampo, per il Parma vale la regola del primo non prenderle, perchè poi sennò difficilmente recupera, al Tardini, anzi magari si flette nella ripresa, per i rossoneri il baricentro è basso, davanti a un tifo alto. Donnarumma non sbaglia, se non un rilancio, è il miglior primo tempo emiliano forse dall’1-1 parziale con la Juve, Conti e Romagnoli sono attenti, in acrobazia.

Nel secondo tempo Gattuso vira dal 4-3-3 al 3-4-2-1, avanza Conti a destra, Borini arretra, era il terzo attaccante. Andrea Conti è un mago dei cross, Sepe anticipa di giustezza Piatek. Il mezzogiorno ducale scorre via con sgommate di Barillà e grande trasporto nelle curve, verrebbe voglia di scendere al sole, in mezzo ai fumogeni milanisti.

Il Parma rifiata, anelando il gran finale, con Bruno Alves al rientro dietro è più sereno, al Milan il pari conquistato dal Torino non dispiace. Dopo un’ora, dentro Cutrone e via al 3-4-1-2, con Suso trequartista e Calhanoglu sempre mediano, con Kessie. Migliore in campo resta la curva milanista, da 8, con 3500 scatenati, ma 7,5 anche alla Matteo Bagnaresi, esaurita in abbonamenti. Qui c’era voglia di Europa, il Milan è vicino alla Champions, come spettacolarità e occasioni non la meriterebbe. La fisicità crociata è da settima posizione, con i raid di Gervinho, supportato da Kuco, cioè l’ex Kucka. Vien voglia di fare un giro in curva per davvero, quando il Milan traccheggia, a metà ripresa, non sembra migliore di Roma, Atalanta e Lazio, ma neanche del Torino, anzi, ma è proprio lì che si vede la personalità. Suso in fascia destra, Di Marco è lontano, Castellejo gira in acrobazia, dimenticato da Gagliolo. Con tanto calcio e Parma visto, pare finita, gli uomini che erano del cinese e ora di nuovo solo di 7 grandi industriali non hanno chances di riprenderla. Il raddoppio di Cutrone è in fuorigioco, il palo di Siligardi buono, come il destro da fuori di Kucka. Cutrone zoppica, ecco la fase difensiva deve piacere anche a Leonardo e a Maldini, il resto è poco. Anzi, Sprocati ondeggia, Borini lo tocca, è punizione, Bruno Alves la piazza. Neanche Cristiano Ronaldo. E’ il pari salvezza per l’ingegner Giampaolo Dallari e soci, magari da Europa league per l’ad Gazidis. Nel 2-1 d’andata non c’era, non era meritato. Il Parma chiude con coraggio..

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