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Napoli, calci e pugni all'arbitro:
calciatore squalificato fino al 2021

Napoli, calci e pugni all'arbitro:
calciatore squalificato fino al 2021

La sua colpa sarebbe stata quella di ritardare di qualche istante un cambio della squadra ospite, sotto di ben quattro reti quando mancava ormai una manciata di secondi alla fine del primo tempo. Per questo motivo un giovane arbitro di Ercolano, Giovanni Nesi, è stato violentemente aggredito domenica scorsa allo stadio Simpatia di Pianura, nel corso della gara Boys Pianurese-Real Grumese, valida per il campionato di Prima Categoria. Autore della folle aggressione, il calciatore ospite Salvatore Morlando.

Inesorabile e puntuale, per lui, la stangata del Giudice Sportivo Territoriale: la furia di Morlando gli è infatti costata una squalifica fino al 15.3.2021.

Dettagliata la ricostruzione della violenta aggressione nel comunicato con cui è stato diramato il provvedimento sanzionatorio. Morlando, evidentemente in preda ad un raptus, «al minuto 44 del primo tempo... alla notifica del provvedimento di espulsione, si scagliava contro il direttore di gara colpendolo con uno schiaffo al volto, un pugno al collo e diversi calci alle gambe; il direttore di gara, allontanatosi dal suddetto calciatore, continuava ad essere colpito dallo stesso con calci, tanto da essere necessario l'intervento dei compagni per placarlo». Provvidenziale l'intervento dei dirigenti della società della Boys Pianurese, sopraggiunti a soccorrere il malcapitato fischietto, poi costretto «a sospendere definitivamente la gara, anche in considerazione dell'assenza della forza pubblica, ed a recarsi presso il pronto soccorso dell'ospedale San Paolo di Napoli per le cure del caso».

Sanzionata anche la società della Real Grumese, con la sconfitta a tavolino.

Quest'oggi il giovane fischietto ercolanese è stato ricevuto a Palazzo di Città dal sindaco Ciro Buonajuto. «Quello che è avvenuto domenica scorsa – commenta il primo cittadino – non ha niente a che vedere con lo sport. In questi casi c'è da augurarsi provvedimenti anche estremi come la squalifica a vita per i responsabili di un’aggressione che poteva avere effetti ben più gravi ai danni di un ragazzo che, come tanti, fa l’arbitro per passione. Lo sport deve essere un veicolo di valori positivi ed è doveroso che a tutti i livelli si intervenga per stroncare sul nascere qualsiasi segnale di violenza».


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