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Alonso domina a Le Mans: vince con la Toyota e la Triple Crown si avvicina. Successo Porsche tra le GT

Fernando Alonso con i suo compagni di squadra Nakajima e Buemi sopra la Toyota TS050

LE MANS - Fernando Alonso ce l'ha fatta. Lo spagnolo si impone per la prima volta alla 24 Ore di Le Mans e trionfa con la Toyota TS050 Hybrid divisa con Buemi e Nakajima. Ora per il sogno della Triplice Corona gli manca solo la 500 Miglia di Indianapolis. Per il campione spagnolo è la classica prima volta che non si scorda mai. Gustosa e frizzante come lo champagne che lo inonda Alonso sul podio della classica dell'endurance francese, la corsa di durata più famosa e massacrante al mondo.
 

 


Il due volte iridato di F.1 la inseguiva da tempo, da quando nel 2013 la Porsche gli offrì di correrla e la Ferrari oppose un netto rifiuto. Oggi che gareggia per la McLaren e i risultati alla quarta stagione sono ancora deludenti, ecco che il campione spagnolo è riuscito a sfogare anche altrove la sua passione per il motorsport e la voglia di vincere. Così è nato il progetto di disputare il Mondiale Endurance 2018 con la Toyota e di dare l’assalto alla 24 Ore. E così sono state gettate le basi di un trionfo storico, visto che i giapponesi non avevano mai conquistato Le Mans e dovevano infrangere un tabù.

La sfortuna stavolta non ci ha messo lo zampino, come nelle edizioni del 2016 e 2017, quando le vetture di mister Akyo Toyoda si erano ritirate rispettivamente per un guasto all’ultimo giro e per contrattempi vari. L’arrivo di Alonso ha sfatato la maledizione. Un successo legittimato dalla grande prestazione di Fernando, che nella notte ha recuperato tutto lo svantaggio causato dalla penalità di un minuto che il più esperto compagno di equipaggio Sebastien Buemi ha ricevuto per una velocità eccessiva in un tratto della pista in cui bisognava rallentare.
 
 



Nella categoria GTE Pro c'è stato il trionfo della Porsche, che ha festeggiato i 70 anni sbancando Le Mans con una 911 RSR strepitosa, tecnologia e investimenti nel progetto sono stati veramente considerevoli. Ottimo risultato per chi aveva salutato l’anno scorso la classe LMP1 conquistando la vittoria assoluta. L’ha spuntata la Pink Pig di Christensen, Estre e Vanthoor, andati in fuga dopo appena 3 ore grazie a una safety car che ha rallentato di 2 minuti l’altra Porsche di Bruni, Makowiecki e Lietz, rimasti poi a battagliare nelle ultime ore con le Ford GT ufficiali.

La Ferrari degli iridati endurance Pier Guidi e Calado, già molto sfavorita dal “balance of performance” che ne ha limitato i cavalli, è stata subito esclusa dalla lotta per il vertice a causa di una foratura e quella di Giovinazzi è stata penalizzata per due volte per velocità eccessiva al pit stop e in "slow zone". Il pugliese però, ricordiamo terzo pilota del Cavallino in F.1, al debutto a Le Mans si è battuto come un leone risalendo fino alla seconda posizione nelle prime fasi. L’unico podio rosso è stato così di Giancarlo Fisichella, secondo nella GTE AM con Castelacci e Flohr: un pilota veramente intramontabile.
 


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