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Liegi-Bastogne-Liegi, Bettiol cade
e investe una donna del pubblico

Liegi-Bastogne-Liegi, Bettiol cade
e investe una donna del pubblico

Il lussemburghese Bob Jungels della Quick Step Floors ha vinto da solo l’edizione numero 104 della Liegi-Bastogne-Liegi. Lo sprint per il secondo posto è andato al canadese  Woods della EF Education Sport che ha battuto il francese  Bardet della AG2R la Mondiale. Ai piedi del podio il super favorito di giornata Julian Alaphilippe, che in questa corsa ha avuto il ruolo di controllare gli inseguitori quando Jungels ha lanciato il suo attacco vincente sulla Cote de Saint Nicholas. Lo spagnolo Alejandro Valverde affaticato negli ultimi chilometri di corsa, non è riuscito nel suo intento di conquistare la sua quinta Liegi-Bastogne-Liegi. Per quanto riguarda gli italiani  il miglior piazzamento è stato di Domenico Pozzovivo della Bahrein Merida, quinto davanti al compagno di squadra Gasparotto. Settimo posto per Davide Formolo della Bora Hansgrohe, autore di una bellissima azione nel finale. Più attardato Vincenzo Nibali della Bahrein Merida, fuori dal gruppo dei migliori a causa del caldo eccessivo.

Brutta caduta per Alberto Bettiol a 100 chilometri dal traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi, la classica Monumento che si sta correndo in queste ore in Belgio. Il ventiquattrenne toscano sarebbe finito a terra dopo aver investito una donna del pubblico ferma sul ciglio della strada. La dinamica ancora non è chiara perché in quel momento le telecamere erano sul gruppo e sui fuggitivi e non su quel tratto di strada. Da quanto si è potuto vedere dalle telecamere dell’elicottero, Bettiol era a terra ed è stato fatto rialzare subito dai tecnici della sua ammiraglia. Poco più indietro a terra c’era anche una donna soccorsa dai medici dell’organizzazione. Da parte degli organizzatori ancora non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale sull’incidente. 

Jungels: "Ho sfruttato al massimo la mia capacità di velocista nel finale.Dovevo essere molto attento a non sbagliare eho dosato bene le mie forze, specialmente quando siamo arrivati alla cote di Saint-Nicolas - ha spiegato il vincitore della Doyenne - Non potevo spingere troppo perché non sapevo come stavano i miei avversari.E temevo di essere ripreso nel finale.E' stato il chilometro più lungo della mia vita.Ho capito che avrei potuto vincere solo quando sono entrato nell'ultima curva, non prima".

Nibali: “Sono umano – ha detto il siciliano a fine corsa - non stavo benissimo e non stavo malissimo. Mi mancava la brillantezza per restare davanti e mi mancava il cambio di ritmo. Sono arrivato con il gruppo che da dietro ha inseguito e con me c’erano diversi scalatori. Ho cercato di rimanere davanti ma l’andamento era troppo rapido”.


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