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Il turco Kanter non vola a Londra:
«Temo di essere ucciso»

Il turco Kanter non vola a Londra: 
​«Temo di essere ucciso»

«Non andrò con la mia squadra a Londra, perché se lo facessi correrei il rischio di essere assassinato. Non potrò svolgere il mio lavoro a causa di quel maniaco lunatico del presidente». Con queste parole il centro turco dei New York Knicks, Enes Kanter, ha annunciato al termine del match vinto contro i Los Angeles Lakers la decisione di non partire per la capitale britannica, dove giovedì 17 la sua squadra giocherà contro Washington nella partita di 'regular season' che ogni anno la Nba fa svolgere alla 02 Arena. Kanter è da sempre un fiero oppositore del regime di Erdogan, al punto che la Turchia gli ha ritirato il passaporto nel 2017. Così vive da apolide, inseguito da un mandato di cattura internazionale che il regime di Istanbul ha emesso nei suoi confronti. Ma lui teme per la propria vita, «e per questo non esco dai confini di Usa e Canada: correrei troppi rischi». «È triste pensare che questa storia possa incidere sulla mia carriera nel basket - ha aggiunto - e che non andrò a Londra per via di quel tipo: io avrei voluto essere lì per aiutare la mia squadra, ma per colpa di quel dittatore pazzo non potrò farlo». Kanter non ha mai avuto freni parlando di Erdogan, da lui definito «l'Hitler del nostro secolo», mentre invece è seguace di Fethullah Gülen, un predicatore e politologo turco che ora vive negli Usa e che da Istanbul è stato accusato di aver tentato, nel 2016, di organizzare un golpe militare. «Se andassi a Londra - ha detto ancora il cestista dei Knicks -, per lui (Erdogan n.d.r.) sarebbe facile farmi uccidere, lì è pieno di spie e per me la situazione sarebbe terribile». Va anche detto che il padre del giocatore di NY, Mehmet Kanter, pur avendo più volte criticato le posizioni del figlio è stato accusato dal governo turco di terrorismo e privato del lavoro d'insegnante. «Spesso la gente mi chiede perché continui a parlare così visto che ciò danneggia la mia famiglia - ha spiegato Kanter jr -. Ma è proprio per questo che lo faccio, perché Erdogan non potendo colpire me perseguita la mia famiglia, i miei amici e i vicini di casa. Io credo che non si debba soffrire in silenzio».
 


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