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Clamorosa svolta in Ferrari:
Binotto al posto di Arrivabene

Ferrari, via Arrivabene
al suo posto Binotto

Anno nuovo, ed è rivoluzione in Ferrari. Con il 2018 chiuso a zero titoli, la Rossa ha deciso di ripartire con un cambio al vertice a sorpresa: Mattia Binotto, direttore tecnico della scuderia, diventa il team principal al posto di Maurizio Arrivabene. Una investitura, quella del 49enne italo-svizzero considerato il capo predestinato della scuderia dallo stesso Sergio Marchionne, arrivata a ciel sereno e che fa seguito alla strategia intrapresa dall'ex compianto presidente di puntare ad un sistema di organizzazione 'orizzontalè valorizzando gli ingegneri interni, in particolare quelli italiani. L'ufficialità è arrivata dopo anticipazioni di stampa, con il Cavallino rampante che ha annunciato la svolta. «Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia Ferrari - la nota di Maranello -. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell'azienda dopo una profonda riflessione in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia. Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche».

Motivi personali insomma dietro l'addio, ma certo non possono non aver pesato le delusioni anche della scorsa stagione. E comunque la Ferrari si sarebbe trovata a scegliere tra l'uno e l'altro dopo che a Binotto erano arrivate offerte da altre scuderie come la Mercedes e la Renault. E che qualcosa si stava muovendo a Maranello lo si era capito prima di Natale in occasione della premiazione dei Caschi d'Oro a Milano dove si era notata l'assenza del dt Binotto, secondo alcune voci corteggiato appunto da altri team, e Arrivabene aveva tagliato corto per non alimentare indiscrezioni: «Non ci sarà alcuna rivoluzione - aveva però assicurato lo scorso 13 dicembre l'ormai ex team principal - nella nostra scuderia, la vera rivoluzione è rappresentata da Leclerc, un pilota giovane in un top team. Nel 2019 vogliamo il titolo, dobbiamo dimenticare i successi del 2018 e ricordarci le vittorie mancate per migliorare».

Al nuovo che avanza alla guida, Leclerc appunto, il team ha affiancato la promozione da numero uno al muretto di Binotto, da 25 anni vestito di rosso e salito al vertice della direzione tecnica nel luglio del 2016 con l'addio di James Allison con il campionato del mondo di formula 1 ancora in corso e passato in seguito ai rivali della Mercedes. All'epoca Binotto era a capo dell'area PowerUnit della scuderia e si trattò di una scelta su cui la Rossa puntava al 100% e che mise fine alle continue voci di possibili ritorni alla base di illustri ex ferraristi come Ross Brawn e Aldo Costa, quest'ultimo dal 2014 alla Mercedes e padre degli ultimi successi della Stella d'Argento. La Ferrari ringrazia Arrivabene facendogli gli auguri anche «per le prossime sfide professionali». Rumors parlano anche della Juve. Adesso serviva però un cambio di rotta in vista di una nuova stagione in cui la Ferrari è chiamata a rifarsi dopo l'ennesimo trionfo della Mercedes e di Lewis Hamilton. Una sfida che la Rossa affronterà con il neo arrivato Charles Leclerc che, preso il posto di Kimi Raikkonen, affiancherà il confermato Sebastian Vettel alla guida della monoposto 2019 che sarà svelata il prossimo 15 febbraio a ridosso del via dei primi test invernali a Montmelò in Spagna il 18 febbraio.


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