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Napoli, un quarto d'ora per la storia
e tra coppa e mercato è già futuro

Napoli, un quarto d'ora per la storia
e tra coppa e mercato è già futuro

Il Napoli ha impiegato meno di un quarto d'ora per sistemare il Salisburgo e assicurarsi l'accesso ai quarti di Europa League, Tuttavia ha giocato male nella Red Bull Arena, pur con l'attenuante di non avere a disposizione i centrali Maksimovic e Koulibaly, squalificati, oltre al lungodegente Albiol. Il calo di tensione, a certi livelli, non è mai ammissibile. Ha fatto bene Ancelotti a lamentarsi per un eccesso di gestione e del basso livello di questa prestazione hanno preso subito atto gli azzurri: la loro autocritica è un buon segnale.

Sconfitta indolore grazie alle tre reti a Fuorigrotta e a quella di Milik, al contrario di quella incassata dall'Inter al Meazza: fuori tra fischi di rabbia i nerazzurri (ancora senza Icardi), passa l'Eintracht Francoforte. Oggi si conoscerà l'avversario del Napoli, tra le squadre da evitare c'è il Chelsea di Higuain, Jorginho e soprattutto Sarri, che conosce perfettamente questi giocatori con cui è arrivato a 4 punti dal sogno scudetto. Maurizio, dopo aver stravinto a Kiev, ha confermato che vorrebbe evitare gli azzurri, almeno fino alla finale a Baku, per una questione affettiva e anche tecnica perché il Napoli è squadra di qualità e lui non si lascia ingannare dai 18 punti di distacco in classifica rispetto alla Juventus. In virtù della sua vasta esperienza internazionale, peraltro, Ancelotti ha una naturale predisposizione per preparare certe sfide. Per i quarti dell'11 e 18 aprile non vi saranno rotazioni, è rimasta questa l'unica strada percorribile per conquistare un titolo e peraltro le prestazioni delle seconde linee a Reggio Emilia domenica scorsa sono state sconfortanti. La differenza tra Napoli e Juve non è soltanto nella presenza di Cr7 da quella parte, ma anche nell'elevatissimo livello delle alternative a disposizione di Allegri, a partire da Spinazzola e Bernardeschi, tra i più brillanti nella notte della gloria contro l'Atletico Madrid.
 

 

Il Salisburgo avrebbe voluto imitare la Juve: anche gli austriaci hanno segnato tre gol, salvaguardando l'imbattibilità della Red Bull Arena, ma non sono riusciti a passare. Quasi blindata la qualificazione al San Paolo, le chance di accesso ai quarti per il Napoli si sono rafforzate grazie al gol di Milik in mezza rovesciata dopo una bella azione avviata da Mario Rui e favorita dai rimpalli in area. Tra campionato e coppe Arek è arrivato a 17 reti, le più pesanti spera di realizzarle nei prossimi match di Europa League, ripagando la fiducia di De Laurentiis e Ancelotti, convinti che quest'attaccante bersagliato dalla sfortuna nelle prime due stagioni azzurre potesse reggere il peso della prima linea. Il Napoli - in campo con l'inedita coppia difensiva Chiriches-Luperto e senza Insigne, infortunatosi durante il riscaldamento - ha subito un calo di tensione dopo la rete, Allan ha commesso un errore da matita blu appoggiando il pallone a Szoboszlai che ha avviato il contropiede di Dabbur. Quasi adagiato sul pareggio salvafaccia, il Salisburgo s'è acceso a metà ripresa dopo il gol di Gulbrandsen, segnando nel finale anche il 3-1 con Leitgeb (e precedentemente l'israeliano aveva colpito il palo). Ancelotti avrebbe voluto vedere la squadra più reattiva, in grado di respingere gli assalti degli austriaci ma l'importante era centrare l'obiettivo. E poi agli austriaci sarebbero serviti altri due gol per andare avanti.

L'Europa League entra adesso nella parte più delicata. De Laurentiis non ha chiesto a Carlo di vincere subito, laddove - tanto per fare un esempio - lo staff di Abramovich si aspetta che Sarri conquisti un trofeo, oltre alla qualificazione Champions. Non ha fretta, il presidente, che con quest'allenatore ha stabilito un solido feeling e di cui raccoglie probabilmente i suggerimenti per procedere al miglioramento del club, non solo sotto l'aspetto tecnico. È importante aver chiarito che Insigne non ha un prezzo, anche se la presenza del procuratore Raiola al suo fianco non rasserena: il problema per Mino è che nel contratto non vi è la clausola rescissoria, peraltro la famiglia di Lorenzo esclude che voglia lasciare Napoli. Confermando la totale disponibilità per il prolungamento del contratto di Ancelotti, il presidente ha annunciato che Giuntoli resterà dietro alla scrivania di Castel Volturno per altre cinque stagioni diventando così il direttore sportivo con più anni di servizio nella storia del club azzurro, ben nove. Si accelerano i progetti per il futuro. Operando parallelamente rispetto al cammino della squadra in Europa, il Napoli preparerà gli interventi sul mercato. Il primo è blindare Zielinski, diventato centrale nel gioco di Ancelotti, con un nuovo contratto e una nuova clausola. De Laurentiis ha ribadito che non si indebiterà per avvicinarsi alla Juve, tuttavia c'è un tesoro che supera i cento milioni nelle casse da utilizzare per acquisti o per operazioni immobiliari, facendo ulteriormente crescere un club che si distingue per quanto fa sul campo e per quanto non fa per sistemare i bilanci, attraverso plusvalenze dei calciatori studiate anche da club prestigiosi come la Juventus. Questa bolla finanziaria dovrebbe cominciare ad allarmare le istituzioni calcistiche.


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2 di 2 commenti presenti
felipe
2019-03-15 12:38:26
Comincio a credere, ma vorrei tanto sbagliarmi, che la bonomia, la tolleranza, il laissez-faire, il pacionismo ed anche l'aziendalismo di Ancelotti nel gestire la squadra non darà buoni frutti in futuro, anche se questi atteggiamenti, che considero complessivamente positivi, hanno contribuito ad eliminare l'ossessione, il nervosismo e i toni polemici presenti nella gestione precedente. Confesso che, resosi insopportabile per vari motivi il sarrismo, nutrivo grandi aspettative da un personaggio di tale fattura e lignaggio. In realtà il rendimento fin qui della squadra non è stato negativo, tutt'altro! Ma è stato di certo troppo altalenante e, senza alcun dubbio, al di sotto delle aspettative. La mia delusione deriva soprattutto nel notare il cattivo stato di salute della squadra nel momento topico della stagione. Un Tecnico di fama e di esperienza (v. Allegri) non arriva in questo periodo con la squadra fisicamente in difficoltà. Mi chiedo: a cosa è servito il largo, inusuale e talvolta assurdo turn-over, che ha comportato qualche sconfitta e perdita di punti, se la squadra è giunta in questo periodo in condizioni così poco brillanti? E perchè Ancelotti a gennaio non ha fermato la partenza almeno del giovane Rog? Mah!
rebaldo
2019-03-15 20:47:46
Ho già scritto su questo forum che una squadra con ambizioni (ma lo è il Napoli?) non può prescindere da un organico di 24/25 giocatori. Ora, io vi chiedo, il Napoli lo ha mai avuto un organico così? L' anno scorso Sarri ha fatto i salti mortali per un obiettivo unico, poi sfumato per le note vicende e anche perchè i titolari erano stremati. I sostituti erano pochi e poco affidabili e al mercato, estivo e invernale: acquisti zero! Quest'anno la stessa solfa: anzi, a gennaio via due centrocampisti validi, tra cui il capitano che nessuno avrebbe voluto far partire a stagione in corso! Ma come si fa a non dare la colpa nel perseverare in questa politica societaria al "duo sciagura", alias Dela e Giuntoli? Gli allenatori sono i meno colpevoli perchè debbono far fruttare quello che hanno a disposizione e non sono in grado di dettar legge per imporre le proprie idee. Certo da Ancelotti, per il suo carisma, ci si aspettava qualcosa in più, specie nel chiedere rinforzi al presidente, e invece si è dimostrato il più aziendalista di tutti, accontentandosi di quel che gli passava il convento e manifestando giudizi positivi sulla squadra a disposizione che poi i fatti, finora, non hanno affatto convalidato. Io, purtroppo, rimango sempre dell'idea che "o pesce fete d''a capa", il marcio sta all'origine ed è inutile prendersela con gli allenatori di turno...

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