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Genitori stranieri non pagano la mensa, alla figlia vengono serviti tonno e crackers

Genitori stranieri non pagano la mensa, alla figlia vengono serviti tonno e crackers

​La famiglia straniera non paga la mensa a scuola, bimba mangia tonno e crackers. Una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker alla mensa scolastica, mentre i suoi compagni consumavano il pasto normale. Il tutto perché la sua famiglia non era stata in grado di pagare regolarmente i buoni pasto. È accaduto nei giorni scorsi in una scuola elementare a Minerbe, paese della provincia di Verona, a un'alunna figlia di genitori stranieri. Un fatto che avrebbe anche turbato la piccola, che ha pianto quando si è vista servire il pasto ridotto davanti ai suoi amici.

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Un «atto dovuto» per l'amministrazione comunale guidata dal sindaco leghista Andrea Girardi, deciso in accordo con la ditta che gestisce la mensa per «correttezza» verso chi paga regolarmente. Un atto «discriminatorio» invece, per di più nei confronti di una bambina «anello debole» della vicenda, secondo la segreteria provinciale del Partito democratico. L'episodio, rivelato dal quotidiano L'Arena, non sarebbe comunque il primo avvenuto nella scuola della località della Bassa veronese. Casi del genere si sarebbero infatti verificati già alla fine del 2018. Qualche volta le insegnanti hanno addirittura rinunciato al proprio pasto per darlo ai bambini indigenti. Sulla vicenda è intervenuto Massimo Momi, vicesindaco con delega alle politiche famigliari, per il quale «umanamente siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto», e giustifica l'episodio come «un caso limite, ma dobbiamo essere corretti anche nei confronti di tutte le famiglie che pagano regolarmente la mensa».

Il Comune ha precisato inoltre che segue 36 bambini con problemi economici, che godono della riduzione del buono mensa dal 40 al 50%, stanziando per questo 9.000 euro in bilancio. Una motivazione che per la segreteria provinciale del Partito democratico è invece «indecente». Per l'opposizione «se il Comune intende colpire eventuali furbetti metta in atto le procedure per rivalersi eventualmente sui genitori e non sui bimbi», e invita l'amministrazione «sin dalla prossima seduta consigliare a prevedere nuove misure di welfare» e a nuovi accordi con la ditta che fornisce i pasti. Secondo il Pd, inoltre, l'amministrazione ha «non solo la possibilità ma anche il dovere» di andare incontro a situazioni di difficoltà economiche e «il modus operandi della Lega rimane identico: forti con i deboli e deboli con i forti».


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