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Olimpiadi invernali 2026, Torino invia la lettera di interesse al Coni

Olimpiadi 2026,
Torino si candida

La sindaca di Torino Chiara Appendino ha inviato oggi al Coni la lettera di manifestazione d'interesse per le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali del 2026. Lo comunica l'amministrazione cittadina. I Giochi, se verranno assegnati al capoluogo piemontese, tornerebbero a Torino 20 anni dopo l'edizione del 2006.

La lettera di interesse, nonostante la spaccatura emersa nei giorni scorso fra i 5 stelle torinesi, arriva all'indomani del via libera, giovedì scorso, del Consiglio metropolitano che aveva approvato all'unanimità una mozione di sintesi tra quella presentata da centro destra e centro sinistra insieme e quella dei 5 stelle.

La lettera inviata al Coni con la manifestazione d'interesse per i Giochi Invernali del 2026 «è il passo necessario per poter accedere alla fase di dialogo col Cio, nella quale si potranno approfondire rischi e opportunità di un'eventuale candidatura. Nei prossimi mesi lavoreremo al fine di individuare i presupposti di fattibilità che abbiano come prerogativa la sostenibilità economica, ambientale e sociale», ha scritto Appendino, in un post su Facebook. La lettera al Coni «dà seguito - ha continuato - alla volontà dei territori dell'area metropolitana, rafforzata dall'intesa con la maggioranza del Consiglio Comunale, la quale vive nel rispetto delle diverse sensibilità e valutazioni sul tema». 

Di Olimpiadi si tornerà a parlare di lunedì in Consiglio comunale a Torino, a una settimana dallo strappo di lunedì scorso quando quattro consiglieri contrari alle Olimpiadi, Damiano Carretto, Daniela Albano, Viviana Ferrero e Marina Pollicino disertando l'aula avevano fatto mancare il numero legale per la prima volta all'Appendino .

«Nel rispetto delle valutazioni personali dei singoli consiglieri, il gruppo consiliare del M5S Torino appoggia la decisione della sindaca Appendino con l'obiettivo di procedere compatti sullo studio critico e condiviso di quanto avverrà già da domani». Così il gruppo dei Cinque Stelle in Comune a Torino. «Il Movimento 5 stelle lavorerà con serietà nei prossimi mesi per capire se esistano i presupposti di sostenibilità economica, ambientale e sociale per procedere a una eventuale candidatura», aggiungono i consiglieri pentastellati.

Il primo sì al sindaco per i Giochi era arrivato giovedì dal Consiglio Metropolitano di Torino, che aveva raccolto in un solo documento due mozioni (M5S da una parte e centrodestra più centrosinistra dall'altra) e lo aveva approvato all'unanimità. «Adesso andremo avanti», aveva sottolineato.

Il progetto di riportare le Olimpiadi a Torino nel 2026 continua comunque a creare discussioni e malumori fra i pentastellati. Beppe Grillo ha provato a ricucire con una lettera a Viviana Ferrero, uno dei quattro consiglieri comunali M5S di Torino che lunedì scorso hanno fatto saltare il numero legale in Sala Rossa: «Capisco i vostri dubbi, è giusta la preoccupazione di alcuni», ma «dobbiamo dimostrare la possibilità di fare le cose a modo nostro». Il «modo» è quello che in Consiglio metropolitano è stato messo nero su bianco dai pentastellati nella loro mozione originaria: zero debiti, controlli sugli appalti, riutilizzo dei villaggi olimpici per edilizia residenziale e universitaria, progetti per sostenere i territori «con ricadute strutturali, infrastrutturali e occupazionali a lungo termine».

Appendino si muove comunque con cautela, precisando che una manifestazione di interesse non è ancora una candidatura vera e propria. «A oggi - spiega - nessuno è in grado di dire se esistono le condizioni per fare le Olimpiadi. Dobbiamo capire se esistono, se i Giochi sono davvero un'opportunità, e se possiamo proporli in un modo diverso dal passato. Andremo avanti e ci confronteremo».

Dopo il voto del Consiglio metropolitano c'era stato un lungo confronto fra Appendino e i consiglieri 5 stelle dissidenti. All'incontro, che si è concluso solo in serata, hanno partecipato oltre ai 4 esponenti della maggioranza che lunedì avevano disertato il consiglio comunale anche la loro collega di gruppo Maura Paoli. Un confronto che è servito ad avvicinare le posizioni.

I dubbi tuttavia restano. Davide Bono, consigliere regionale, grillino di lungo corso, si chiede per esempio se «con tutti i casini che abbiamo trovato a Torino e che vediamo in Regione e nello Stato, proprio in un'altra Olimpiade dobbiamo andare ad infilarci come un Pd qualunque?». 
 


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