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Via ai Giochi a Peyongchang:
le due Coree sfilano insieme

Via ai Giochi invernali:
le due Coree insieme

PYEONGCHANG Una stretta di mano che può cambiare la storia. Quella tra Moon Jae-in, il presidente della Corea del Sud, e Kim Yo-jong, sorella del leader del Nord, è destinata a rimanere impressa nell'album dei trentunesimi Giochi olimpici invernali. La fredda notte di Pyeongchang consegna un messaggio di pace, spedendo quattro istantanee al mondo. La prima ritrae la sfilata congiunta delle due Coree, riunite sotto una bandiera raffigurante in blu l'intera penisola: atleti del Nord e del Sud a braccetto di bianco vestiti. La seconda incorona l'abbraccio fraterno tra i due rappresentanti che fino a pochi giorni fa non si parlavano e che ora potrebbero sfruttare lo sport come leva per il processo di pace.
La terza propone le mani di due giocatrici di hockey, una del Nord l'altra del Sud, che stringono insieme la fiaccola, salendo all'unisono i gradini verso il tripode. È questa la passerella della concordia e della letizia, un momento toccante che precede l'esibizione sui pattini di Yuna Kim, l'olimpionica di pattinaggio, figura che accende il calderone.

IL MESSAGGIO
La quarta è il volto sorridente del presidente del Cio Thomas Bach, che dal palco rivolgendosi agli atleti riassume così il senso della nottata gelida sotto il trentottesimo parallelo: «Questo è il momento che tutti aspettavamo, dovete essere fieri di tutto ciò. Il potere dello sport serve a unificare e non a dividere. Nel 2016 abbiamo presentato a Rio la nazionale dei rifugiati, adesso ci adoperiamo per le Coree». Poi da parte del numero uno della famiglia olimpica parte un invito diretto ai protagonisti dei Giochi a «gareggiare lealmente, rispettando le regole». Se ciò accadrà il messaggio di pace si trasferirà dalle tribune alle piste di sci e alle lastre di ghiaccio.

La cerimonia inaugurale ha trasmesso al mondo un messaggio di serenità come mai in precedenza era stato visto sul palcoscenico a cinque cerchi. Il fuoco di Olympia brilla nella notte gelida della Corea, ma la sensazione di freddo è spazzata via dalla potenza simbolica dei gesti visti nel Pentagono a cielo aperto di Pyeongchang.

D'altronde il titolo dello show, La pace in movimento, era già un programma. In due ore è andato in scena un lungo viaggio di cinque bambini alla scoperta della storia e della cultura della Corea. Gli infanti hanno osservato un Paese in armonia dove natura e popolazione trasmettono gioia. Attraversando il fiume del tempo e arrivando alla porta del futuro i bambini hanno compreso quanto sia bello costruire la pace. Gli abiti tradizionali coreani sono stati sfoggiati da migliaia di figuranti, mentre il k-pop ha fatto da colonna sonora.

LA SFILATA
La parata degli atleti è stato un festival di costumi. Una processione di 92 nazioni e più di 2.900 tra ragazze e ragazzi. Ad aprire le danze è stata la Grecia, poi l'alternarsi sul palco di volti noti e perfetti sconosciuti a sventolare i vessilli nazionali. Dal messicano col sombrero allo skeletonista del Ghana, fino a Noriaki Kasai, Martin Fourcade e Anna Fenninger. L'unico incurante del gelo è stato il portabandiera di Tonga Pita Taufatofua che come a Rio - dove gareggiò nel taekwondo, mentre qui lo farà nello sci di fondo - si è presentato a torso nudo con gli infradito ai piedi.

Gli italiani hanno indossato piumino lungo, pantaloni da sci, pile e scarponcini alti. Il tutto colorato di blu navy e firmato Armani. Una sorridente Arianna Fontana ha sventolato il tricolore, mentre i compagni erano intenti a fare fotografie. Curiosa la scelta del Canada di affidare la bandiera alla coppia di danza Virtue-Moir. Rumorosi gli statunitensi, silenziosi i russi, sfilati in jeans e cappotto grigio senza bandiera. Numerose le nazioni salutate in tribuna da importanti rappresentanti politici. Per l'Italia era presente il ministro dello Sport Luca Lotti. A suggellare il messaggio di pace è stata la canzone Imagine di John Lennon, durante la quale si sono accese migliaia di candele che poi hanno formato una colomba, mentre in cielo apparivano i cinque cerchi. Il fuoco brilla, i Giochi possono cominciare, da oggi si lotta per le medaglie. Il pubblico esce dallo stadio infreddolito, ma contento di aver assistito dal vivo a una cerimonia destinata a entrare nella storia.

«Sono molto emozionata per questa riunione tra i nostri Paesi». Ri Suk Hyang, atleta della quadra nordcoreana di taekwondo, ha vissuto con gioia la sfilata delle Coree unite alla cerimonia di apertura dei Giochi di PyeongChang. «Per me è la seconda volta in Corea del Sud - ha aggiunto Kim Kwang Ju, altro membro della squadra presente a Casa Italia -, ed è stato emozionante». Entrambi a giugno hanno partecipato, con altri atleti di Nord e Sud, a un evento preparatorio ai Giochi nella cittadina di Muju.
 


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