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Ventura si prende la Salernitana:
«Riscatterò 34 anni di carriera»

Ventura si prende la Salernitana:
«Riscatterò 34 anni di carriera»

Presentazione ufficiale questa mattina per Gian Piero Ventura, alla conferenza stampa presente anche il patron Claudio Lotito: «Vogliamo raggiungere i vertici del campionato, ecco perché abbiamo deciso di puntare su Ventura. Lui è uno di quelli che valuta e investe sulle persone e le mette in condizione di esprimersi al cento per cento. Spesso succede che giocatori mal impiegati non esprimano le proprie potenzialità, Ventura invece farà sì che ognuno di loro venga messo nelle condizioni giuste. Sono lontano, ma sempre vicino con il cuore e la mente».  
 
Dopo il benvenuto del patron granata, il neo tecnico si è presentato alla piazza mettendo subito le cose in chiaro: «Vincere non è l’obiettivo ma la conseguenza di quello che produci, la voglia è di ridare un’anima alla squadra e far sì che la piazza sia orgogliosa. Voglio essere ricordato non tanto per l’allenatore che ha vinto, ma soprattutto per l’allenatore che ha riportato trentamila persone allo stadio. Mi auguro, comunque, di ripercorrere il percorso fatto con il Torino, da un granata all’altro. In tre anni sono riuscito ad arrivare dalla serie B all’Europa League». Ventura si è poi soffermato sugli allenamenti a porte chiuse: «Il calcio è cambiato. Le porte chiuse servono per cautelare il mio lavoro su determinati aspetti tattici, non è certo dovuto a problemi con i tifosi. Anzi, più la gente si avvicina alla squadra e meglio è. Una volta l’apertura era totale, oggi deve essere per forza parziale».
 
Discorso squadra e calciomercato: «Spero di avere la rosa completa il prima possibile, mancano 7/8 giocatori e mi auguro di averli entro il 18 luglio – dice subito Ventura -. In ritiro si costruisce la testa dei giocatori, l’obiettivo, i rapporti. Andiamo a cercare dei giocatori che abbiano un senso per produrre. La costruzione non avviene per caso, di sicuro tenendo conto dei giocatori in organico partiremo con la difesa a tre. Il mio stipendio? Non è di natura economica. Il mio stipendio è vivere di adrenalina, di ritornare in campo. Gli ultimi sei mesi sono stati duri. Sono bastate due sconfitte, quella con la Spagna e quella con la Svezia tra l'altro senza subire tiri in porta, per cancellare 34 anni, e io quegli anni me li voglio riprendere e me li riprenderò. Quello della Nazionale è un caso a sé, io ho sbagliato ad accettare situazioni che non dovevano essere accettate. Quando l’Italia perse la prima partita con la Spagna eravamo reduci da 8 vittorie e 2 pareggi con 12-15 giocatori che avevano fatto il loro esordio. Non è normale che dopo un ko con la Spagna, Nazionale decisamente più forte, venisse detto e scritto tutto quello che è stato detto e scritto. Hanno detto che prima della partita ero scappato dal ritiro, è falso e stupido. Ma come mai è stata detta una cosa del genere? Ormai è passato, ma questo obiettivamente ha cancellato il mio passato. Da qui la mia voglia di ripartire, è un mio diritto».


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