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Ancelotti, i tifosi si dividono:
«Al Napoli servono campioni»

Ancelotti, i tifosi si dividono:
«Al Napoli servono campioni»

I cantieri della metropolitana. Il traffico. Le buche. No. Nulla di tutto ciò. A tenere la città in apprensione in questo particolare momento storico è Carlo Ancelotti. È lui l’allenatore giusto per il Napoli? È lui l’uomo capace di far tornare la passione ai tifosi? Dopo i tanti successi raccolti in giro per il mondo, è arrivato a Napoli ereditando il pesante scettro di Maurizio Sarri, l’allenatore capace di far innamorare una città intera grazie al gioco, andando al di là del risultato finale. E invece con Ancelotti le cose sono cambiate diametralmente. Non tanto per quel che riguarda il cammino del Napoli (secondo in classifica ed uscito dall’Europa League ai quarti di finale per mano dell’Arsenal), quanto per il progetto e il gioco di una squadra che sembra lontana parente di quella che un anno fa sembrava davvero in grado di spodestare la Juventus nella lotta scudetto.

Al partito di quelli che sostengono la causa del nuovo allenatore del Napoli si iscrive di diritto la presentatrice e super tifosa azzurra Caterina Balivo. «È vero che finora non è stata una stagione super emozionante, ma non va dimenticato che il secondo posto è nelle mani del Napoli. Ancelotti è un allenatore che ha vinto tanto nella sua carriera e può dare tanta esperienza, soprattutto in fase di programmazione. Certo, era lecito attendersi qualcosa in più ma è pur vero che questo è il suo primo anno a Napoli. Magari riuscirà a portare qualche campione nella prossima finestra di mercato, confido in lui. Forza Napoli Sempre e Forza Ancelotti», chiara, anzi chiarissima. Un po’ come l’ex rettore della Federico II Guido Trombetti che non ha dubbi: «Sono un grande estimatore di Ancelotti e non capisco dove sia il problema. Trovo questo campionato oggettivamente soddisfacente. Mi sembra una follia discutere l’allenatore e bisogna dargli il tempo di portare avanti il suo progetto. Per me non c’è differenza tra 2 e 100 punti di distacco dal primo. E per la prima metà della stagione la squadra ha giocato molto bene». Dalla parte di Ancelotti c’è anche il professore di robotica della Federico II Bruno Siciliano. «Sono un nostalgico Sarriano, ma sono pro Ancelotti. Nella prima parte della stagione ha giocato un po’ con gli schemi di Sarri, ma le statistiche sono a suo favore: il Napoli ha tirato di più in porta. Nella seconda metà della stagione sono solo mancati gli stimoli, è un problema psicofisico, e ha inciso la partenza di Hamsik e sono venuti meno i punti fermi dello spogliatoio». 

Poi ci sono quelli che nonostante tutto credono in Ancelotti, seppur con qualche piccola riserva. Tra questi Riccardo Villari, presidente del Tennis Club Napoli. «Non sono soddisfatto di quello che ho visto quest’anno, ma voglio dare fiducia all’allenatore perché penso che sia difficile arrivare e risolvere subito tutti i problemi. Il vero punto sta nel fatto che il napoletano è stanco di aspettare. E infatti io per primo vorrei capire qual è il progetto del Napoli perché sono rimasto impressionato dai 20 punti di distacco dalla Juve. Lo dico perché penso che la società è ad alti livelli da anni. Poi vinci o perdi di un punto, ci può anche stare». Sembra chiaro che tutto, o quasi, giri attorno al mercato che secondo molti dovrà essere il vero banco di prova di Carletto. «Sono a favore di Ancelotti perché ha delle attenuanti date dalle scelte societarie», spiega Franco Porzio. «Per me Ancelotti è stata la pezza a colori per il post Sarri. Questo Napoli più di tanto non poteva fare perché non ha ricambi a centrocampo. Ancelotti deve essere messo alla prova con giocatori veri che danno intensità al gioco. Mi aspetto che punti i piedi per farsi comprare i giocatori». Sulla stessa lunghezza d’onda il prorettore della Federico II Arturo De Vivo. «Mi aspettavo qualcosa in più da Ancelotti. Il suo errore è stato quello di guardare al Napoli di Sarri e pensare che con qualche piccolo ritocco potesse fare una stagione esaltante. Spero che Ancelotti sia responsabile pienamente della prossima stagione a partire dal mercato». 

Ci sono poi quelli che invece sono delusi da Ancelotti e dalla sua prima stagione in azzurro. A partire dal magistrato Tullio Morello. «Sono sempre dalla parte del Napoli, ma il lavoro che ha fatto Ancelotti quest’anno non l’ho apprezzato. Mi ha deluso molto. Non che nutrissi grosse aspettative. Mi ritengo un “No Ancelotti” della prima ora, perché fin dall’inizio lo ritenevo poco adatto alla piazza. È un allenatore bravo a gestire grandi campioni, ma qui i grandi campioni sono pochi. C’era più bisogno di qualcuno che desse l’identità di gioco. E poi è troppo aziendalista. Non si può accettare la cessione di Hamsik senza sostituirlo e poi dire che vuoi vincere l’Europa League». Giudizio analogo a quello dell’avvocato Carlo Claps, presidente Aidacon consumatori. «Ero a Dimaro e ho ascoltato personalmente i proclami e le promesse di Ancelotti, che sono stati disattesi. Fuori da Champions, Coppa Italia ed Europa League perché sono state interpretate male le sfide decisive contro Liverpool, Milan e Arsenal. In campionato abbiamo accumulato un mortificante meno 20 dalla Juve e rispetto allo scorso anno nel girone di ritorno abbiamo fatto più punti soltanto del Chievo. Per me questa stagione è stata un fallimento».


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5 di 27 commenti presenti
goikolaketic
2019-04-25 08:30:24
Discutere di Ancelotti è come discutere Mozart. Il problema sono i giocatori inguardabili che lui è costretto a utilizzare. Con hisay per es. Gioca in 10 contro 12,tanto è sicuro che appena riceve palla dai compagni la restituisce agli avversari. Vendere:insigne verdi rui. Milik va bene ma sarebbe ancora meglio un altro mertens 10 cm più alto
FedericoII
2019-04-24 16:46:16
Solita aria fritta. Ma di cosa si parla? Quali erano gli obiettivi del Societa' ad inizio stagione? Campionato e Champions? Ovviamente no! L'obiettivo era il secondo posto, ed e' stato ottenuto in pieno. Ancelotti e la squadra hanno fatto egregiamente il loro dovere. Se si vuole ottenere di piu', occorro piu' risorse (che ADL non puo' o vuole offrire). Ancelotti ha dimostrato che con i giocatori giusti si puo' vincere qualcosa (e lo ha fatto tante volte in passato mentre Sarri non lo ha fatto neppure quest'anno). E la prossima stagione sara' uguale: tutta l'attenzione puntata sull'allenatore e niente rinforzi (veri).
Robin Hood
2019-04-24 14:47:19
il gioco Napoli di Sarri passava la linea del centrocampo e si allenava nella meta campo avversaria, a volte con belle triangolazione, ma difficilmente raggiungevano la porta avversaria e rimanevano esposti a violenti contropiedi vedi Fiorentina Napoli e altri . Lo stesso si ripete con Ancelotti, a parte la mancanza di idonea copertura centro e difesa. Il talento dei singoli ci vuole ma non che sia necessariamente utile. Se analizziamo quello visto dall'Ajax con la Juve, a parte il mantenimento del centro e della Difesa, una volta passati il centrocampo si riversavano nell'area piccola con micidiali triangolazioni quasi sino ad entrare nella porta avversaria, cosa che non gli riesce al Napoli che poi tira da lunga distanza e difficilmente ci riesce a centrare la rete, sono troppi distanti dalla porta e non riescono a sfondare le difese piazzate per gioco reso ormai prevedibile da tutti. Quando va bene magari il Milk se riesce a prenderla bene segna, ma il più delle volte viene spedita fuori porta. La Juve ha falchi nell'area avversaria che lasciano pochi spazia ai difensori anche perché tirano da breve distanza. Quindi gli errori del Napoli sono rimasti sempre gli stessi, con l'aggravante di aver perso giocatori che quanto meno equilibravano l'assetto della squadra
Mentore50
2019-04-24 13:47:16
Si mitizza Sarri e non capisco perchè; quando venne a Napoli si portò dall'Empoli un giocatore che, a suo dire, era il perno del suo gioco (Valdifiori), e i fatti hanno dimostrato tutto il contrario. Il suddetto allenatore ha dato il nulla osta alla cessione (non prestito) di Zapata anche se quest'ultimo, quasi ogni volta che veniva messo in campo solo negli ultimi minuti delle partite giocate in Europa, ha regolarmente segnato. Per criticare a giusto motivo Ancelotti ci vorrebbe la prova concreta del suo zampino nell'ultima campagna acquisti, ma su questo si ha più l'impressione di avere lasciato fare alla società che quella di essere entrato nel merito, come invece avrebbe dovuto fare.Capisco pure che, dopo una certa inattività, Ancelotti si sia lasciato distrarre da interviste in TV e sui giornali sportivi e che, con l'organico offertogli, ha fatto di necessità virtù, ma adesso DEVE prendere la situazione in mano fin dalla prossima partita col Frosinone e assumersi personalmente l'onere di una campagna acquisti funzionale al gioco che intende dare per raggiungere quei risultati che la tifoseria napoletana merita. Se DeLA nongli concede questo spazio operativo, sarebbe meglio per lui salutare Napoli e il Napoli con la medesima cordialità con cui è stato accolto.
johnnyred
2019-04-24 15:47:10
Infatti. A parte il fatto che questi che ora lo mitizzano erano gli stessi che fino a qualche tempo fa ne parlavano peste e corna; ma alla fine questo Sarri non è che fosse quest'eccelso allenatore come sembrerebbe dai commenti. E lo si vede ora che è in Inghilterra, dove a Londra lo vorrebbero già cacciare dopo appena un anno di panchina. Sta di fatto che se non compri top players, hai voglia di mettere l'allenatore più bravo del mondo; le partite non le vinci

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