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Ariete Milik, gli esperti: «Di testa
è un mostro ma deve migliorare»

Ariete Milik, gli esperti: «Di testa
è un mostro ma deve migliorare»

Uno che usa bene la testa, nel gergo calcistico un ariete: Arek Milik entra di prepotenza nella storia dei bomber del Napoli. Dopo le prime quattro partite ha fatto addirittura meglio di Cavani e Higuain e anche di Careca e Maradona, dietro solo a Fonseca che di gol è riuscito a realizzarne otto: quattro reti, ben tre di testa, due nell'esordio in maglia azzurra in Champions a Kiev contro la Dinamo. L'elogio sulle sue qualità nel gioco aereo arriva da tre grandi colpitori di testa del passato: Savoldi, Boninsegna e Serena. Tutti e tre convergono soprattutto su un aspetto per esaltarne la sua qualità migliore, cioè la capacità di leggere prima la giocata e di riuscire quindi ad anticipare i difensori per l'impatto di testa. «Di testa è sicuramente molto bravo, a Kiev è stato perfetto a trovare il tempo giusto per l'impatto: ha l'altezza di base e l'elevazione, qualità che gli consentono di arrivare in cielo per colpire la palla. Ma soprattutto è bravo a capire prima dove possa arrivare il pallone», dice Savoldi, Beppe-Gol, ex centravanti azzurro, un vero e proprio specialista nei colpi di testa capace di restare sospeso in area prima di colpire, proprio come l'attaccante polacco.

«Milik ha il tempo giusto per anticipare il difensore perché è molto attento a seguire il momento in cui parte il pallone per il cross e a fare il movimento giusto: così riesce ad anticipare il difensore, anche se adesso non si marca più ad uomo ma a zona. E poi ha una grande forza fisica che gli consente di staccare in maniera incredibile», spiega Boninsegna, centravanti anni settanta dell'Inter, bravo un po' in tutto ma soprattutto di testa.
«Ha una struttura solida e anche se non è molto elastico ha quella grande qualità in area di rigore che gli consente di capire prima dove la palla può arrivare: ha la sensibilità di anticipare il movimento del difensore. Sì di testa è veramente molto bravo e lo ha confermato contro i giganti difensivi della Dinamo Kiev», dice Aldo Serena, anche lui un ex grande ariete dell'Inter e della nazionale azzurra che aggiunge un particolare interessante e cioè le modifiche che Sarri sta apportando quest'anno al suo gioco proprio per sfruttare al meglio le qualità di Milik. «Sarri sta modificando un po' il Napoli sulle caratteristiche della sua nuova prima punta: con Higuain si faceva un gioco prevalentemente palla a terra, adesso per valorizzare la struttura fisica di Milik arrivano più cross dal fondo soprattutto di Ghoulam».

Argomento di discussione è il paragone con Higuain, il suo predecessore in maglia azzurra che l'anno scorso stabilì il nuovo record di gol in un campionato di serie A arrivando aquota 36. «Il paragone con Higuain in questo momento non si può fare perchè il polacco è più giovane e deve migliorare tecnicamente e direi in generale ha qualità inferiori rispetto a quelle dell'argentino. Deve migliorare nel controllo, però nei colpi di testa è decisamente un passo avanti: è più un uomo da area di rigore», spiega Savoldi.

«Milik è appena arrivato e si sta già comportando molto bene, andiamo piano prima di paragonarlo a Higuain: ci vuole del tempo, bisogna aspettare: come tecnica e capacità di dialogo con i compagni l'argentino è sicuramente più avanti», dice Boninsegna che però aggiunge. «Higuain era il finalizzatore del gioco del Napoli anche se in certe situazioni rientrava fino a metà campo riusciva sempre a farsi trovare al punto giusto per fare gol. Più o meno anche adesso la squadra costruisce per la conclusione della prima punta, cioè Milik. In questo direi che si somigliano anche se il polacco deve migliorare nella partecipazione alla manovra».
 


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