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È già tempo di Juventus-Napoli:
«Mister 33 schemi» muove le torri

È già tempo di Juventus-Napoli:
«Mister 33 schemi» muove le torri

Juventus-Napoli è già iniziata. Dopo il fischio finale del match contro l’Udinese, la testa di ogni tifoso azzurro era già rivolta alla super sfida dello Stadium del prossimo turno. La prima contro la seconda, con una situazione ribaltata rispetto a quanto visto un girone fa: al San Paolo, lo scorso dicembre, era il Napoli a mantenere 4 lunghezze di vantaggio sui bianconeri, capaci di vincere al San Paolo e rilanciare la sfida alla vetta. Domenica, invece, sarà la squadra di Sarri a dover rincorrere in un vero e proprio stadio tabù, visto che gli azzurri non sono mai riusciti a tornare da Torino con una vittoria negli ultimi anni.

Sarà sfida da giocatori di scacchi, tra due allenatori che portano con sé alternative e visioni di gioco diametralmente opposte. La ricerca del risultato contro quella della bellezza, la corazzata nata per vincere la Champions contro la Cenerentola che prova a sfatare ogni mito del calcio moderno dallo scorso luglio ad oggi. Probabilmente saranno i dettagli a deciderla in un verso o nell’altro, quei dettagli che anche il Napoli ha deciso di curare per poter ambire a riaprire la sfida ad alta quota.

Per la squadra di Sarri, quest’anno, anche i calci piazzati sono diventati un fattore importante. 14 sono i gol arrivati da calcio da fermo, in condizioni nate dagli sviluppi di corner o punizione e in netto miglioramento rispetto agli anni precedenti. Innegabile che sia l’arma in più di quest’anno nonostante i 180,4 cm di altezza media, la giusta evoluzione del calcio sarriano e di «Mister 33 schemi». Ieri sera due azioni che hanno riaperto e poi chiuso il match, con i gol di Albiol (già in rete allo stesso modo col Genoa un mese fa) e Tonelli che sono valsi i tre punti finali. Non solo, perché la vittoria al cardiopalmo con il Chievo era arrivata proprio grazie agli sviluppi di un angolo, con Diawara pronto a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. A questi, vanno poi aggiunti i capolavori da fermo di Mertens e Mario Rui, soluzioni che servono a tirar fuori dal cilindro il coniglio giusto.

La Juventus, però, non sta di certo a guardare. I bianconeri, che si portano dietro 182 cm di altezza media, sono sempre pronti a far valere il fisico in area. 16 i gol arrivati da calcio da fermo, anche ieri sera a Crotone con il gol di Alex Sandro nato dagli sviluppi di un calcio piazzato. Alle situazioni in area, vanno poi aggiunte le punizioni dirette: il pericolo numero uno resta Pjanic, ma anche Dybala quest’anno ha fatto la differenza. Reina e compagni, dunque, dovranno essere pronti ad evitare ancora la beffa come successo negli anni passati allo Stadium, provando a far valere per una volta i centimetri giusti e tornare da Torino con un sorriso in più.


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