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Il Napoli va in bianco col Milan:
adesso lo scudetto è più lontano

Il Napoli va in bianco col Milan:
adesso lo scudetto è più lontano

Inviato a Milano 

La grande occasione capita a Milik in pieno recupero: prodigioso Donnarumma nella respinta. Il Napoli bloccato sul pari dal Milan, un'altra frenata nella corsa scudetto. Gli azzurri mantengono l'imbattibilità esterna ma pareggiano la terza partita consecutiva fuori casa dopo quella con l'Inter al Meazza e a Reggio Emilia con il Sassuolo. Napoli meno brillante del solito, attento in fase difensiva ma poco pungente in attacco. Il portiere rossonero è costretto a un solo vero intervento nel primo tempo su Mertens. Reina invece dice non per due volte ai tentativi dalla distanza di Bonaventura e Calhanoglu. Nervosismo finale tra Insigne e Biglia, all'uscita dal campo il centrocampista del Milan ha anche un acceso diverbio con Sarri, e si crea una mischia davanti che coinvolge i due giocatori delle due squadra davanti al tunnel: poi l'allenatore del Napoli e il centrocampista del Milan si abbracciano mentre guadagnano gli spogliatoi.
 


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IL TABELLINO

Milan-Napoli 0-0

Milan (4-3-3): Donnarumma G.; Calabria, Musacchio, Zapata,k Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura (34' st Locatelli); Suso, Kalinic (25' st Silva), Chalanoglu. In panchina: Storari, Donnarumma A., Mauri, Borini, Gomez, Montolivo, Abate, Antonelli, Cutrone. All.: Gattuso.

Napol (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Hysaj; Allan (41' st Rog), Jorginho, Hamsik (21' st Zielinski), Callejon, Mertens (21' st Milik), Insigne. In panchina: Rafael, Sepe, Milic, Chiriches, Machach, Ounas, Diawara, Tonelli. All.: Sarri.

Arbitro: Banti di Livorno.

Note: Spettatori 65.786 (2.393.694,95). Ammoniti: Calhanoglu, Zapata, Hysaj, Koulibaly. Recupero: 1'; 3'.
 
 

LA PARTITA (a cura di Marco Perillo)

Le squadre partono forte, buon palleggio e ritmi alti. Bonavenura ci prova dalla distanza al 3', para Reina. Nuovo brivido al 10' con Kalinic che potrebbe di testa spizzare a rete. E' un Milan volitivo e pericoloso. Attacchi costanti dei rossoneri: Reina ci mette una pezza. Per gli azzurri il primo a provarci è Callejon con una botta fuori al 13'. Dopo un paio di minuti occasione buona per Mertens che spara addosso a Donnarumma. La partita poi si mette in equilibrio. Ci prova anche Hamsik al 30': fuori. Al 35' tiro a giro di Insigne ma non va. Al 38' gran tiro dalla distanza di Calhanoglu, sulla respinta Musacchio mette in rete ma è in fuorigioco. Poche altre emozioni, termina il primo tempo. 

In avvio di ripresa Hamsik solo davanti a Donnarumma spreca. Al 6' Suso prova col sinistro ed è alto. Al 20', dopo lo stallo totale, Sarri finalmente cambia: dentro Zielinski e Milik, fuori Hamsik e un deludente Mertens. L'attaccante polacco va subito al tiro, para Donnarumma. Gattuso manda in campo André Silva, al posto di Kalinic. Al 36' ci prova Insigne da sinistra ma il portiere di Castellammare para. Il Napoli prova a spingere fino all'ultimo. Ma la migliore opportunità di testa al 39' è di André Silva. Entra anche Rog per uno stanco Allan. Sono tre i minuti di recupero. Al 46' parata clamorosa di Donnarumma su Milik: era il gol della vittoria. Termina così. Polemiche e tensioni al fischio finale, coinvolto Sarri. 
 


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5 di 22 commenti presenti
boboperfetto
2018-04-16 18:51:13
Abbiamo ragione a essere tutti quanti tristi e delusi dal, solito, comportamento del Napoli e, in genere di tutte le vicende che riguardano la nostra città. Però se guardiamo le cose da estranei e con obiettività tutto rentra nella normalità. La società SC Napoli è strutturata adeguatamente alla funzione che dovrebbe svolgere? Chi risponde? Io, no la SC Napoli non è, assolutamente, attrezzata per questo compito. Essa è un'impresa familiare di tipo padronale dove pensa e opera un solo "duce". Purtroppo neanche molto competente ma, molto, molto furbo. Gli altri consiglieri, tutti suoi familari sono stati messi lì, solamente, per distrarre parte della ricchezza prodotta dalla società, in maniera lecita che, di calcio non hanno mai capito niente. Ma che importa! Gli altri c.d. dirigenti contano quanto il due di picche a briscola. Gli obiettivi della società sono chiari e ben conosciuti dalla tifoseria napoletana e dagli sportivi italiani: ben figurare in Italia e, possibilmente, in Europa per galleggiare nelle sfere medio alte del ranking Uefa e intascare lauti contributi e diritti televisivi. Di vincere qualcosa, nessuno l'ha mai promesso! Ebbene, anche, quest'anno il duce ha mantenuto, alla grande, la promessa. Anzi è andato ben oltre le sue aspettative, secondo in campionato e record di punti e prestazioni positive. Altra cosa sono le aspettative, mere illusioni, di noi mortali tifosi. Oddio, poteva pure succedere un miracolo, tipo Leicester che, anche la Juve s'inceppasse come le altre presunte grandi e, il Napoli vincesse il titolo ma, non è successo. Concludo e domando: dov'è il fallimento del programma della società? Esso esiste, solamente, nelle nostre fragili ed illusorie aspettative che, raramente, si concretizzano. Pazienza, devo fare ammenda e riconoscere che il popolo napoletano è figlio di un Dio minore. Non solamente nelle vicende calcistiche, purtroppo!
johnnyred
2018-04-16 14:03:11
Personalmente, per me lo scudetto l'abbiamo perso dalla sconfitta in casa con la Juve, ma mi fa piacere leggere finalmente commenti obiettivi che mettono in mostra tutti i difetti di questa squadra e finalmente qualcuno sta capendo che la Juve non vince perché RUBA ma semplicemente perché è la squadra più forte e meglio organizzata e con un allenatore di sicuro più vincente del nostro che ancora non ha capito di aver sfiancato i suoi giocatori
nuaio
2018-04-16 07:39:48
ADESSO ! ! ! tutti a scrivere le STESSE inutili parole di commento.Dall'inizio del campionato sto litigando con gli altri perche'avevo previsto questa fine.Di piu',ritengo che domenica,se il nostro grande stratega non fa giocare le cosiddette riserve con l'Udinese,a torino rischiamo il cappotto:come successo al monaco col psg.Ai tanti che attaccano DELA dico che i soldi sono stati spesi se stanno in panca oppure a mosca e' perche' la squadra la dirige uno che non ama far crescere altri che i 14 abitualmente ed ossessivamente utilizzati.Per l'anno prossimo prendiamo il suo maestro.GIAMPAOLO !!!
rebaldo
2018-04-16 00:57:24
Sarri si identifica in quell'allenatore che durante la settimana predica bene ma che durante la partita razzola male. E' un metodico che non ha mai un briciolo di fantasia. Cambia sempre allo stesso minuto, ruolo per ruolo quasi sempre, alternative quasi nulle. In verità molti toscani sono fatti così, hanno la testa dura e non cambiano mai le loro idee o riconoscono i loro errori. D'altronde Pinocchio non è nato in Toscana e non ha la testa di legno? Beh, in questo Sarri gli assomiglia molto, anche per le bugie che dice quando afferma che per lui la squadra non è stanca e che crea sempre tante occasioni da gol. Peccato solo che il naso non gli può crescere più....
primalinea
2018-04-15 23:08:02
Adl vinci. Solo tu....per il 14 esimo anno di fila.

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