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Quant'è triste lo struscio
del Napoli a Fuorigrotta

Quant'è triste lo struscio
del Napoli a Fuorigrotta

Dio tifa Napoli e su questo non c'è dubbio visto che una volta si è fatto uomo a Betlemme e un'altra si è fatto Maradona a Lanus ma quello che pure è indubbio è che il destino, invece, simpatizza decisamente per la Juve. Non si spiega diversamente, infatti, la coincidenza tra la partita più importante dell'anno, il big match con l'Arsenal decisivo non solo per il cammino in Europa League ma pure per le sorti dell'intera stagione azzurra, e il Giovedì Santo, ricorrenza decisiva per la celebrazione ante pasquale molto amata dai napoletani dell'impepata e della zuppa di cozze.
 


Soltanto il Napoli, in effetti, avrebbe potuto distogliere un partenopeo degno di questo nome dal rito delle cozze piccanti del giovedì santo. E ieri infatti l'ha fatto, con migliaia di discendenti di Partenope in tutto il mondo incollati al televisore o al sediolino dello stadio intenti a guardare la partita e non la fresella spugnata dentro all'olio forte di Pasqua. E gli azzurri hanno ricambiato alla grande. Ma non nel senso che hanno offerto ai propri tifosi una performance atletica degna di questo nome bensì perché più che giocare a calcio hanno fatto lo struscio del Giovedì Santo. Genti che ciondolavano avanti e indietro da una parte all'altra del campo senza concludere assolutamente nulla se non dire due o tre preghiere tra un fuorigioco e l'altro. Almeno Insigne una volta sostituito si è messo a reggere la panchina. Unico in grado di comprendere e apprezzare il sacrificio liturgico-gastronomico dei tifosi napoletani è stato Koulibaly. E così adesso, fuori da tutte le coppe e con zero obiettivi da raggiungere in campionato, il Napoli si ritrova alla ricerca disperata di motivazioni. Come se onorare in eurovisione la maglia della capitale del Sud Italia non fosse una motivazione sufficiente...


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5 di 5 commenti presenti
rosariofalcitano
2019-04-19 17:15:39
Ma ve lo volete mettere in testa che i Bbuoni so solo 4 o 5 o riesto so scartine che non si devono neanche vendere , ma regalà basta che se ne vanno. Dela vince solo Lui specialmente se si fa convincere dei 130 milioni che gli vogliono dare per Koulibaly, accussì può fa altri film luce!
mobilpep
2019-04-19 15:21:32
le critiche ad Ancelotti sono un errore non fosse altro per il fatto che bisogna dare il tempo ad un allenatore di entrare nei meccanismi della squadra. Inoltre il napoli era un bel orologio che si é fermato a 91 punti con una Juve che ne ha fatti qualcuno in piú. Quello su cui bisogna lavorare molto é il gruppo: lasciando stare qualche giocatore che si guadagna sistematicamente la pagnotta, gli altri appaiono non legati. i Meccanismi perfetti di Sarri non ci sono piú e mancano i nuovi meccanismi: Ancelotti sta lavorando e deve lavorare su questo. I risultati si vedranno. Certo, non siamo ancora la squadra temuta e rispettata di un anno fa.
Bluma
2019-04-19 17:23:03
In parte sono daccordo,in altre no,come le critiche ad Ancelotti.Un allenatore conosce bene i giocatori.Qundo fu annunciato il suo ingaggio,disse che la squadra gli andava bene,non richiedeva rinforzi.Ma poi,un allenatore capace,non ha certo bisogno di un anno per verificare quanto valgono i giocatori.Altrimenti gli allenatori che vengono chiamati a campionato in corso,cosa dovrebbero fare?
Amus
2019-04-19 12:27:24
Forse ha ragione il papà di insigne a dire che Ancelotti è nu pacc, ha sempre gestito solo squadre di campioni ora che è che costretto a metterci del suo floppa.
Sirius
2019-04-19 12:20:45
Ma questi giocatori da mille lire che non accettano i fischi che vogliono? Essere applauditi a prescindere? Il non saper accettare i fischi è sinonimo di debolezza,non da leader,

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