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Napoli, ADL contro Sarri: la mediazione di Reina, il leader “sindacalista”

Napoli, De Laurentiis contro Sarri:
media Reina, leader «sindacalista»

L’essenza della questione in un tweet. Quello che Pepe Reina ha scritto di suo pugno negli spogliatoi di Verona, una risposta nemmeno tanto indiretta alla filippica presidenziale andata in onda al Bernabeu. «Grande gruppo di gente umile che lascia sempre tutto in campo. Grande vittoria ragazzi. Complimenti a tutti. Testa bassa e lavoro». E bocche cucite. Nemmeno il tris al Chievo ha fatto rientrare il brusco provvedimento voluto dal presidente dopo la sconfitta di Champions.

Senza parole a fine match. Ci ha pensato il solito Reina perché tutto sommato un cinguettio è perdonabile, l’intervista no. Poche parole perché lo impone la legge dei social e poi perché i leader non parlano molto. Diciamo che sanno cogliere il momento giusto. La guida spirituale degli azzurri e re indiscusso dei network ha risposto a De Laurentiis che in maniera perentoria ha ottenuto quello che forse era il suo reale obiettivo: ricompattare il gruppo dopo la sconfitta di Madrid.

Lo ha fatto più di tutti il portiere spagnolo con un semplice gesto, il più scontato ma pure il più immediato: andare al cuore dei compagni, dell’allenatore e dei tifosi. Sempre uniti e vincenti, proprio come contro il Chievo, partita sulla carta tostissima dal punto di vista psicologico perché immediatamente successiva ai fatti di Madrid. Un segnale forte, un messaggio di tenerezza nei confronti di un allenatore costretto in questo momento a fare soltanto da bersaglio. È facile immaginare come abbiano commentato gli azzurri le esternazioni di De Laurentiis e quanto spontaneo sia stato per loro compattarsi intorno al proprio tecnico. Sotto l’ala protettrice di Pepe, la squadra ha fatto gruppo, s’è dimostrata solida, ha subìto il silenzio stampa ma ha espresso comunque un’opinione, che è quella partorita dal tweet del leader maximo.

Chissà come l’avrà presa il presidente. Magari con un sorriso, consapevole di aver fatto centro con la strategia delle parole, volontarie o involontarie che siano. Di sicuro non si sarà meravigliato nel leggere la firma di Reina in calce al messaggio: lui lo chiama «il sindacalista» perché è sempre Pepe a trattare direttamente con la società le questioni dello spogliatoio. Su tutte, i premi da fissare a inizio stagione in caso di vittorie o di piazzamenti Champions. Anche Sarri gli deve tanto, è stato lui il primo acquisto della sua gestione tecnica quando il numero uno decise di lasciare il mondo dorato della Bundesliga e del Bayern Monaco.
 


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5 di 6 commenti presenti
alfio2
2017-02-21 20:59:56
Ora il peso politico è zero.Basta vedere il calendario, in 5 giorni incontriamo tutti gli ossi più duri,come e peggio del Pescara.Anzi forse il Pescara conta anche di più del Napoli.Per il rispetto dei media, bah questo si commenta da solo.Per il marketing, sorvoliamo.Non c'è un luogo al mondo in cui io tifoso del Napoli posso vedere i trofei vinti...Questa società si regge sulle plusvalenze.Ma anche questo sta per finire.Con l'ingresso dei capitali Cinesi in questo calcio lo spazio di manovra per queste operazioni si ridurrà sempre di più.E allora, cosa resterà a noi tifosi? L'esternazione del presidentissimo o i miracoli sportivi di una squadra condannata a tirare fuori la "cazzimma" in tutte le partite disputate?
alfio2
2017-02-21 20:53:01
Personalmente do 0 credito agli articoli di certi giornali sportivi. Specialmente quando a muoverli è la legittimazione tutta italica di trovare "un posto" Champion alle Milanesi. Però De laurentiis ha decisamente, nettamente e inaccettabilmente sbagliato.Innanzitutto perchè con la campagna acquisti ha rafforzato una concorrente.Se oggi la Juve veleggia verso l'ennesimo scudetto è grazie ai gol e assist di Higuain.Poi perchè la partita di Palermo non avrebbe cambiato assolutamente niente nell'economia di questo campionato.Questo perchè la Roma (e mi dispiace perchè la Roma non mi ispira simpatie) in questo momento è letteralmente imbattibile.Inoltre l' uscita con il Real quando c'è ancora una partita di ritorno da giocare è inopportuna e intempestiva.Non so esattamente, agli occhi del presidente quale sia la mission di questo allenatore.So di certo che meccanismi così precisi necessitano di tempo per essere assimilati da tutti.E se il presidente spende oggi i soldi per calciatori che forse non si adatteranno mai al modulo di Sarri, ci deve pensare prima e non durante il campionato. Per me Sarri resta il migliore sulla piazza.Se il presidente deve costruire una squadra con la "cazzimma" deve innanzitutto definire i ruoli.Il rispetto della società da parte dei media, il marketing, il peso politico insomma tutto quello che occorre per "ovattare" un team all'esterno è chiaramente di competenza della società.I risultati (e che risultati) sul campo sono dell'allenatore e della squadra.
GiulianoFornari
2017-02-21 16:15:58
Un presidente come ADL che a gennaio 2016 con la squadra in testa alla classifica e la Juventus dietro di 10 punti rinforza il Napoli con Grassi e Regini, gettando alle ortiche un campionato già vinto, dovrebbe chiudersi la bocca e lasciar parlare chi ne capisce di calcio, per sempre !!
esposito.juris@libero.it
2017-02-21 12:18:35
Non solo siamo bravi a rompere il giocattolo che più ci piace, ma ne regaliamo anche i pezzi migliori agli avversari. Per fortuna ci sono ancora quelli che sanno essere adulti e non eterni bambini in vena di dispetti.
salvio53
2017-02-21 10:51:51
e poi ci sentiamo offesi se i giocatori, vedi Higuain, se ne vanno almeno vanno in società dove le guarrattelle non sono così frequenti così come da noi facimm ammuina ma non vinciamo niente,hai fatto bene Gonzalo.

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