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Napoli, Mertens chiude al top:
Milik esita, Zielinski giganteggia

Napoli, Mertens chiude al top:
Milik esita, Zielinski giganteggia

Ci sono due squadre, una che deve vincere per forza e un'altra che deve pensare solo a evitare brutte figure. E succede che quella che deve vincere per forza per conquistare la qualificazione alla Champions scenda in campo scialba, molle, confusa con il suo tecnico Spalletti incapace per tutto il tempo di dare una scossa. Il Napoli fa il bello e il cattivo tempo, irrita per l'incapacità nel primo tempo di tramutare in gol la quantità di occasioni che crea. Poi dilaga e mette la giusta distanza tra il suo valore e quello degli avversari. Non c'è storia. Peccato per quell'1-0 del 26 dicembre che grida ancora vendetta e che, probabilmente, ha avuto un peso eccessivo nel destino del campionato azzurro.
 

 

6,5 KARNEZIS
Non era facile il tiro crosso di Brozovic che vede spuntare dal nulla (31'); bravo a respingere coi piedi su Lautaro poi per il resto è sempre una normale amministrazione, poi è fortunato prima con il palo di Icardi e poi col salvataggio di Koulibaly. Sul rigore di Maurito è spiazzato, ma davvero ormai la partita non aveva alcun senso.

7 MALCUIT
La pressione di Perisic è costante ed è a tutto campo. Scende con impressionante continuità e si rende pericoloso con qualche traversone. Bravo anche nei recuperi; poi nella ripresa quando il baricentro dei nerazzurri si alza e non di poco, rende sempre più rare le sue proiezioni offensiva, badando al sodo in difesa. E fa bene

6,5 ALBIOL 
Lautaro parte e lui lo ferma con eleganza e concretezza (7'). Poi però qualche grattacapo pure glielo crea l'argentino ma riescere a reggere l'urto. In fase di possesso è come sempre bello a vedersi ed essenziale. Con lui in campo, c'è sicurezza e maturità ed è evidente che la sua assenza abbia condizionato le prove degli azzurri

7,5 KOULIBALY
Stranamente impacciato su Politano quando rimedia un'ammonizione assolutamente evitabile, si esalta poi nel secondo tempo nel duello con Icardi che anticipa con qualche scivolata vigorosa e spettacolare. Il salvataggio sulla linea sul tiro di Martinez viene accolto dal pubblico come se fosse un gol. E in fondo lo è.

6,5 GHOULAM
La gamba sembra essere in via di guarigione e la catena di sinistra ne trae visibile giovamento. Straccia Politano nel primo tempo, praticamente cancellandolo dallo scacchiera della partita. Poi è una attenzione continua a quello che succede sul suo versante, mai una indecisione e soprattutto mai un passaggio errato.

7 CALLEJON 
L'imbeccata con cui pesca Mertens in area in occasione del 2-0 è deliziosa come può esserlo una delizia al limone. Travolgente nei suoi generosi saliscendi, trova in Malcuit un buon partner nell'alternanza. Vigile nell'evitare che qualcuno gli possa scappar via, ha come unico limite quello di non centrare mai lo specchio

7 ALLAN 
Certo, in ripresa rispetto ai tempi cupi quando nella mente aveva ancora il can can e le luci della Torre Eiffel. Meglio in fase di recupero piuttosto che in quella di impostazione ma nella ripresa quando si ritrova a godere di maggiore spazi per il contropiede si vede sgargiante nella ripartenza senza fiato. Un po' impreciso nell'ultimo passaggio

7 ZIELINSKI 
Una sventola precisa e potente quella che sblocca il risultato. Settimo sigillo di questa stafione. Bene come play, si vede che questo ruolo comincia a piacergli. Inverte ancora una volta la posizione con Fabian, piazzandosi al centro della mediana e non ha mai un esitazione, nonostante spesso vadano anche in tre a dargli noia.

7,5 FABIAN RUIZ
Impreciso nella fase iniziale, oltre il limite della tolleranza e mai davvero pericoloso mentre è davvero a suo agio quando si ritrova a godere di qualche spazio in più. Una doppietta straordinaria, la sua. Che mette la giusta distanza tra gli azzurri e gli interisti, anche perché la gara di andata ha forse condizionato il rendimento in questa stagione

7,5 MERTENS
Se un tizio di 169 centimetri segna di testa per la seconda volta di seguito, facendo marameo ai colossi in maglia nerazzurra, vuol dire che c'è qualcosa di fenomenale nel suo modo di agire. È la rete numero 108 della sua carriera in azzurro. Con i suoi movimenti sottopunta, è una perenne minaccia per la sbiadita difesa interista. 

5,5 MILIK 
Miranda gli prende puntualmente il tempo in area. Per vederlo scattare deve partire da lontano, ma anche quando lo fa non è mai un bel vedere. Sbaglia i tempi dell'attacco alla porta, fallisce occasioni una dietro l'altra. Esitante e spesso imballato, ed è un peccato perché di occasioni per fare gol gliene capitano davvero tante.

6 INSIGNE
Entra quando i giochi sono praticamente fatti e lui si piazza là davanti. Gli applausi che accompagnano il suo ingresso in campo sono la prova che non è vero che la gente di Napoli ce l'ha con lui, come Lorenzo pensa. Una giocata delle sue proprio nel finale della partita e tanto ardore nei rientri ad arginare le avanzate disordinate degli interisti

sv YOUNES
Stavolta non trasforma in gol ogni palla che tocca. Si vede che ne ha una voglia matta, ma le indicazioni di Ancelotti sono chiare: non strafare e badare al sodo, dando una mano nei raddoppi a centrocampo. Fa il terminale offensivo nelle occasioni dei corner proprio per poter sfruttare al meglio la sua velocità e agilità

sv LUPERTO
Uno dei giovani di maggiore affidamento. Prende il posto del colosso Koulibaly che esce dolorante e dà una mano nelle numerose mischia finali che l'Inter crea per non far vedere di essere senza cuore e anima. Si fa vedere poco, ed è un merito, perché vuol dire che non commette neppure chissà quali imprecisioni.

7 ANCELOTTI
Spalletti lo fronteggia con un 4-2-3-1 (e nella ripresa, con Icardi 3-4-1-2) e Carlo non fa altro che ripetere il suo cannovaccio di sempre: con l'Inter, stavolta, non manca l'ardore e il coraggio, che forse serviva in altre notti (tipo quelle con l'Arsenal) ma ormai è acqua passata. Tatticamente è un dominio su Spalletti (voto 4) che si ritrova tra le mani una creatura senza personalità. Giusto tenere largo Fabian, che sembra aver bisogno di spazi.


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