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Il Napoli suona la nona sinfonia:
un film esaltante ma quanta fatica

Il Napoli suona la nona sinfonia:
un film esaltante ma quanta fatica

I granata hanno lasciato il cuore Toro negli spogliatoi e nel derby non sono riusciti a fare un favore al Napoli fermando la Juve, che è andata agevolmente oltre le defezioni in attacco (out Mandzukic e Higuain si è fatto male dopo quattro minuti), ha vinto ed è stata in testa per un paio d'ore, finché gli azzurri non hanno centrato la nona vittoria di fila e si sono riportati avanti, anche se a fatica e certo non perché l'avversario sia stato impegnativo. La piccola e timorosa Spal si è presentata al San Paolo con una sola punta, Antenucci, e ha inserito l'altra, Floccari, a metà ripresa, dopo l'annullamento del gol ad Hamsik. Al capitano è stata tolta la rete dal Var ma non l'ammonizione. Un controsenso del regolamento perché, se il gol non c'è, andrebbe azzerato anche il provvedimento per l'esultanza smodata (bandierina del calcio d'angolo danneggiata). A questa stortura potrebbe essere posto rimedio.

Il Napoli è stato bello e intraprendente per mezz'ora, poi ha badato a gestire il risultato sul campo appesantito dalla pioggia, che non favorisce le manovre sarriane. Ma tra primo e secondo tempo c'è stata una differenza di comportamento che deve far riflettere il tecnico: un calo di tono che avrebbe potuto comportare maggiori difficoltà in presenza di avversari più forti e determinati. La Spal era sembrata scendere in campo per onor di firma, non per lottare con l'obiettivo di assicurarsi un punto nel mini campionato per la salvezza.
 

 

Lungo il conto delle palle gol costruite ma il colpo del 2-0 non è stato piazzato e questo ha fatto amareggiare Sarri, che ha comunque - e ovviamente - visto una squadra più tonica rispetto a quella scesa in campo contro il Lipsia in Europa League, peraltro imbottita di riserve poco motivate. È normale fare calcoli, badare al sodo prima che allo spettacolo, ma un'estesa applicazione della filosofia juventina rischia di danneggiare l'essenza del Napoli, che questo genio del calcio nato a Bagnoli ha saputo plasmare, creando una macchina perfetta attraverso la crescita di alcuni giocatori. Ad esempio Allan. È arrivato al quarto gol (il top per lui in un campionato) ed è uno di quelli su cui Sarri ha lavorato meglio: di un mediano tutto corsa ha fatto un centrocampista moderno, in grado di essere un attaccante aggiunto, pronto a segnare e a fornire assist, come è accaduto contro la Spal: da manuale lo scambio con Callejon, perfetto il servizio per la testa di Hamsik, colto dalla regia arbitrale in fuorigioco.
 

All'1-0 si è fermata anche la Juve. Dopo la rete di Alex Sandro, improvvisatosi centravanti, ha controllato i granata, peraltro poco vigorosi. Non era questa l'impostazione tattica e mentale che avrebbe dovuto dare Mazzarri nella partita che vale da sempre l'intera stagione per il popolo granata. È vero che l'azione dell'1-0 era partita da una scorrettezza di Bernardeschi su Ansaldi nella metà campo juventina, ma vi erano quasi sessanta minuti a disposizione per riaprire il derby. Il Toro è rimasto a guardare, la Juve si è difesa con intelligenza e qualche scorrettezza su cui l'arbitro Orsato ha sorvolato, soprattutto perché ha un tollerante metro di giudizio. I bianconeri hanno superato, con qualche ombra arbitrale (si pensi all'ingiusta revoca del rigore ai viola), i turni contro Fiorentina e Torino - teoricamente entrambi delicati - e sono rimasti nella scia del super Napoli, arrivato a 66 punti dopo venticinque giornate. Gli ultimi tre mesi di campionato saranno esaltanti e di questo vanno già ringraziate le brigate di Sarri e Allegri: hanno saputo riscattare l'immagine del calcio italiano nella stagione più triste della Nazionale, esclusa dai Mondiali dopo sessant'anni. In questo appassionante film ci saranno anche partite grigie, o di grande sofferenza, ma il Napoli è allenato per affrontarle: saprà stringere i denti. 
 
 

Piegando la Spal, gli azzurri hanno dato anche un aiuto al Benevento, che ha vinto lo scontro diretto contro il Crotone. Partita di grande sofferenza, perfino con il portiere Puggioni stordito dall'esplosione di un petardo. Non è una squadra qualsiasi, quella che guida De Zerbi. È un gruppo di veri uomini, integrato da ex calciatori della Premier League come Sagna e Sandro, che davanti all'evidenza di una pesantissima classifica non si arrendono e continuano a lottare e a sperare nella salvezza. E se anche questo sogno, nella primavera del calcio campano, diventasse realtà?


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