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Napoli, senza Europa non sei più tu:
il grande azzardo dell’all-in scudetto

Napoli, senza Europa non sei più tu:
il grande azzardo dell’all-in scudetto

«Con l’uscita dalle competizioni europee ci sarà la settimana tipo. Allora si che questo Napoli avrà chances concrete per lo scudetto». Alzi la mano chi a cavallo di Natale non ci ha pensato anche solo una volta. La rosa corta, un allenatore non sempre abituato a gestire il doppio impegno, la retrocessione dalla Champions all’Europa League che portava in dote trasferte logisticamente scomode e quell’impegno di giovedi che resta un peso per chi la domenica vuole giocarsi il titolo nazionale.

La storia, invece, è preso un'altra strada. Perché il Napoli bello e impossibile che avevamo visto per un semestre è scomparso troppo in fretta. Così com’è scomparsa l’Europa in una fredda serata tedesca a Lipsia, con una remuntada fallita sul più bello e qualche rimorso di troppo. Nessuno, però, la sera del 22 febbraio seppe darci troppo peso. Ciao ciao Europa League e benvenuto campionato in solitaria. Settimana tipo di soli allenamenti, un’unica gara nel weekend e gli occhi della tigre. Ora si che la Juventus, impegnata alla rincorsa Champions e seconda in classifica, dovrà temere gli azzurri.
 

 

Andatelo a dire ai numeri, allora, perché quelli raccontano tutto. Anche più dei due pareggi arrivati a Milano contro Inter e Milan, anche più delle gare sottotono con Sassuolo, Genoa o Chievo, anche più del capitombolo interno con la Roma. Un fulmine a ciel sereno che avrebbe dovuto far scattare l’allarme. La squadra di Sarri era riuscita a tenere botta con l’impegno europeo fino allo scorso febbraio: in 25 gare di Serie A giocate, erano stati raccolti 66 punti, con una media di 2,64 punti per gara. Media crollata dopo l’eliminazione di Lipsia: se escludiamo la gara di Cagliari, 5-0 esterno quattro giorni più tardi, il Napoli non ha mai messo a frutto la sua freschezza, guadagnando 12 punti in 7 gare giocate, 1,7 punti per partita.

A denunciare il crollo fisico (e mentale) soprattutto il momento dell’attacco. Che Mertens, Insigne e Callejon non stiano vivendo un periodo fantastico lo si vedrebbe anche lontani qualche miglio, ma è tutta la produzione offensiva del Napoli ad essere stata dimezzata. Nelle precedenti 25 gare, la squadra di Sarri era stata capace di segnare 55 gol, con una media di 2,2 gol per partita. Nelle ultime 7 uscite, invece, post-eliminazione, gli azzurri sono andati in rete 11 volte (ma cinque volte in una sola gara a Cagliari), collezionando 1,5 gol per gara. 

Hamsik e compagni non vanno a segno nel primo tempo ormai dallo scorso 3 marzo, quando era stato Insigne ad aprire le danze della debacle contro la Roma al San Paolo. E gli azzurri, in riserva di ossigeno, devono anche ringraziare i finali di gara: 5 degli ultimi 12 punti, infatti, sono stati raccolti nell'ultimo quarto di match, grazie alle reti di Albiol (vs Genoa), Callejon (vs Sassuolo), Milik e Diawara (vs Chievo).


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