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Napoli, il gran rifiuto di Verdi:
uno smacco che va cancellato

Napoli, il gran rifiuto di Verdi:
uno smacco che va cancellato

La storia del Napoli è ricca di colpi di mercato, ma anche di rifiuti. Si ricorda quello di Paolo Rossi quasi 40 anni fa: preferì il Perugia al club di Ferlaino e al San Paolo venne accolto da novantamila tifosi armati di fischietti e ironia, un tormento per lui quei 90' nell'ottobre del 79.

Domenica 28 gennaio Verdi si presenterà a Fuorigrotta con il Bologna dopo aver rinunciato al ricco contratto offerto da De Laurentiis e magari riceverà un'accoglienza analoga a quella di Pablito. Il suo incomprensibile rifiuto fa riflettere.

Chi segue le vicende del Napoli ha visto operazioni saltate all'ultimo minuto del calciomercato per dettagli. C'è chi ha giudicato eccessive le pretese sui contratti di immagine (il club ne chiede la totale gestione). Mesi fa un procuratore disse che Gonalons, il centrocampista francese poi acquistato dalla Roma, cancellò dai suoi pensieri la squadra azzurra perché colpito dalla violenza di Gomorra. Se Verdi, venticinquenne attaccante con una settantina di presenze in A e titolare nella dodicesima squadra in classifica, rinuncia all'opportunità che gli offre la capolista, peraltro allenata da un tecnico che lo stima, il problema è da ricercarsi anche nelle modalità della trattativa condotta dal Napoli. Perché spingersi fino a metà gennaio, dopo aver constatato l'atteggiamento freddo del calciatore, e non cambiare obiettivo? Perché - più in generale - il calciomercato di questa società si inceppa anche quando mette sul tavolo tanti di quei milioni che convincerebbero il più scettico calciatore?

Le scelte vanno sempre rispettate, soprattutto se c'è un aspetto sentimentale come nel caso di Verdi, che non se l'è sentita di abbandonare a metà stagione la squadra e la città dove vive la sua compagna. Probabilmente ha avuto paura del salto in avanti. Chissà se si scoprirà che dietro al suo garbato rifiuto si celava l'interessamento di altri club. Tutto può accadere in questo mercato che è una giungla, con una società - la Juventus - non a caso bravissima a sottrarre calciatori alle dirette concorrenti per lo scudetto e a convincere giovani talenti a fare panchina (Bernardeschi è l'ultimo esempio). Peraltro, il procuratore del rossoblù conferma contatti con squadre differenti dal Napoli. Verdi era considerato l'uomo giusto da Sarri per completare l'attacco e il tecnico aveva fatto il suo nome, perfino pubblicamente, come rinforzo. Questo avrebbe dovuto inorgoglire un giocatore che era stato emarginato dal Milan e dal grande calcio quando era ragazzino. Poteva essere l'occasione per riconquistare la vera ribalta e invece no. Ma perché rifiutare?
 
Il Napoli, a dispetto della classifica e del gioco, sembra talvolta non suscitare l'appeal di altri club. Il no di Verdi è uno smacco per Sarri. Un ottimo allenatore, ma non un manager stile Premier che fa anche il mercato. Non ha convinto un suo ex allievo - lo ha valorizzato nei due anni di Empoli - a firmare e ad entrare nella rosa della squadra che è prima in serie A e gioca in Europa League. La panchina? Verdi ha detto che l'avrebbe rispettata e non vi sarebbe stato alcun rallentamento nella sua carriera in prospettiva Nazionale perché purtroppo i Mondiali li vedremo in tv. Avrebbe trovato spazio in alternativa ad attaccanti più forti ma arrivati stremati alla sosta e magari avrebbe offerto al tecnico la possibilità di utilizzare il modulo con il trequartista. Quasi cinque anni fa Benitez era riuscito a farsi seguire a Napoli da Albiol, Callejon e Reina (Higuain e Mertens erano idee di De Laurentiis), invece Sarri non ha piegato le resistenze di Verdi, per il quale si era speso anche Giuntoli, suo direttore sportivo a Carpi. I buoni rapporti non sono serviti a nulla.

È un momento chiave della stagione tra mercato e campo. Restano meno di due settimane per trovare un esterno di valore, da affidare a Sarri sperando che ne faccia buon uso. Giaccherini e Ounas non hanno funzionato come riserve (pochissimo utilizzate, peraltro): l'ex nazionale è dato in partenza, il giovanissimo franco-algerino è stato bocciato dopo le due gare da titolare in Coppa Italia. A Castel Volturno è arrivato il giovane Machach, però ora servono giocatori già rodati: questo ragazzo ha giocato 4 partite con il Tolosa prima di esserne allontanato e Younes, altro talento, ha collezionato una dozzina di presenze con l'Ajax. Sono giunte in queste ore confortanti notizie su Ghoulam e Milik, entrambi sottoposti a delicati interventi sui legamenti crociati. Ma un conto è tornare ad allenarsi con i compagni, un altro raggiungere la piena condizione fisica per essere utilizzati con continuità da Sarri. Sarebbe un errore da parte del Napoli credere che il polacco e il franco-algerino possano essere gli acquisti, gli unici acquisti, di gennaio. La lotta per lo scudetto è durissima, la Juve è a una sola lunghezza e, pur essendo impegnata su tre fronti, può giovarsi di una rosa più ricca e di un turnover più ampio. L'alternativa a Verdi non può essere nessuno.
 


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